Giornata contro la violenza professionisti sanitari. Nursind: “Piove sul bagnato, oltre ad aggressioni anche crescenti frizioni medici-infermieri”

Giornata contro la violenza professionisti sanitari. Nursind: “Piove sul bagnato, oltre ad aggressioni anche crescenti frizioni medici-infermieri”

Giornata contro la violenza professionisti sanitari. Nursind: “Piove sul bagnato, oltre ad aggressioni anche crescenti frizioni medici-infermieri”

“Servono interventi concreti per guarire la nostra sanità. Tanto per cominciare un’iniezione di risorse per rafforzare il personale del Ssn e una cornice legislativa chiara così da delineare nuovi ruoli e responsabilità in capo ai diversi operatori sanitari” ha dichiarato il segretario nazionale Bottega

 

“Un fenomeno deprecabile da condannare a prescindere. La violenza, sia essa fisica che verbale, di cui gli infermieri sono tra i principali bersagli, non ha mai attenuanti. Fatta questa premessa, occorre con molta onestà anche ammettere che è figlia del mal funzionamento del nostro Ssn. E, con la stessa onestà, riconoscere quanto sia peggiorata la situazione, dal momento che alle tensioni dall’esterno, frutto della rabbia dei pazienti o dei loro familiari, cominciano ad affiancarsi frizioni generate nel cuore stesso del Servizio sanitario”.

Lo afferma il segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.


“Abbiamo ben chiaro il quadro, sedendo tra l’altro al tavolo dell’Osservatorio sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie istituito presso il ministero della Salute, e sappiamo bene quanto sia importante non abbassare la guardia. Crediamo però che sarebbe utile cominciare a monitorare pure alcuni episodi che testimoniano di un rapporto che si sta facendo via via teso tra medici e infermieri”, prosegue Bottega. Prima di precisare: “In linea di massima il lavoro d’equipe funziona bene, ma diversi casi di cui iniziano a riempirsi le cronache sono un campanello d’allarme. A tal proposito, va anche detto, non aiutano dichiarazioni fuori luogo come quelle del presidente Fnomceo, Filippo Anelli, entrato a gamba tesa sul tema delle lauree specialistiche degli infermieri che non è affatto di sua competenza, rischiando così solo di avvelenare i pozzi”.

“Che dire infine dell’uso troppo disinvolto dei gettonisti? Si tratta di professionisti che non sempre riescono a uniformarsi allo spirito e alle regole del Ssn e che il più delle volte non hanno neppure alcun interesse a fare squadra e instaurare rapporti con colleghi e pazienti. Ecco perché – tira le somme Bottega – servono interventi concreti per guarire la nostra sanità. Tanto per cominciare un’iniezione di risorse per rafforzare il personale del Ssn e una cornice legislativa chiara così da delineare nuovi ruoli e responsabilità in capo ai diversi operatori sanitari per una risposta adeguata ai bisogni dei cittadini”.

12 Marzo 2026

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