Giornata contro la violenza sulle donne. Cosa possiamo e, dobbiamo, fare noi ginecologi

Giornata contro la violenza sulle donne. Cosa possiamo e, dobbiamo, fare noi ginecologi

Giornata contro la violenza sulle donne. Cosa possiamo e, dobbiamo, fare noi ginecologi
E’ vero che Governi, Associazioni non governative, varie altre figure istituzionali e non, si occupano con modalità diverse di affrontare la problematica ma noi non dobbiamo dimenticare il ruolo che come medici, soprattutto ginecologi, possiamo e dobbiamo avere nell’identificare le situazioni a rischio. Su questo l’Organizzazione mondiale della Sanità e la Figo hanno redatto documenti, ed anche la nostra Ministra della Salute si è dimostrata particolarmente attenta nella sua attività

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Come ben sappiamo, purtroppo è un tema di attualità: dai dati raccolti dalla “Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio” istituita a gennaio emerge che nel 2016 in Italia ci sono stati 149 femminicidi di cui 111 in ambito familiare. Se ne parla sui giornali, alla radio e alla televisione, in rete, sui social network, ed è importante non solo parlarne per ricordare a tutti noi che il problema esiste ma soprattutto fare qualcosa affinché la situazione possa migliorare.
 
Vi sono molti movimenti che, a livello internazionale e nazionale, cercano di sensibilizzare tutta la popolazione, fra questi “non una di meno”, nato in Argentina (“Ni una menos”) dalle donne scese in piazza per protestare contro una lunga serie di femminicidi. La violenza contro le donne, molto spesso violenza domestica, è anche conseguenza di atteggiamenti culturali, talvolta considerati “normali” quasi scontati, che non sono facili da eradicare. Il rispetto dell’altro, sia esso donna o uomo, uguale o diverso da noi, deve essere alla base della nostra vita quotidiana; il principio della dignità umana in quanto tale va trasmesso ai piccoli, ai giovani non solo con le parole ma soprattutto con l’esempio.
 
E’ vero che Governi, Associazioni non governative, varie altre figure istituzionali e non, si occupano con modalità diverse di affrontare la problematica ma noi non dobbiamo dimenticare il ruolo che come medici, soprattutto ginecologi, possiamo e dobbiamo avere nell’identificare le situazioni a rischio. Su questo l’Organizzazione mondiale della Sanità e la Figo hanno redatto documenti, ed anche la nostra Ministra della Salute si è dimostrata particolarmente attenta nella sua attività.
 
Le Lg italiane sulla gravidanza fisiologica rammentano già a tutti gli operatori sanitari, medici ed ostetriche, coinvolti nell’assistenza alla gravidanza ed al parto, l’importanza di porre attenzione nella pratica clinica, nell’anamnesi, nel colloquio con la donna anche a possibili segni indiretti di violenza.
Da molti anni Aogoi si è fatta carico del problema anche pubblicando un libro coordinato da Valeria Dubini e quest'anno è stato istituito un Gruppo di lavoro sul tema, che si è riunito la prima volta ad ottobre a Roma durante il nostro Congresso nazionale.
 
Stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti nella ginecologia ed ostetricia italiana per quanto riguarda l’aspetto societario che inevitabilmente si rifletterà, ad iter concluso, anche nella collaborazione con gli organismi governativi e nella stesura di Linee Guida. L’Aogoi ha presentato ad inizio novembre l’istanza di accreditamento come Società scientifica proprio per potere essere parte attiva nella collaborazione istituzionale, ed avremo la risposta entro i prossimi mesi.
 
Come tutti noi, in prima linea negli ospedali, nei consultori ed in tutte le strutture ambulatoriali, ben sappiamo, ci troviamo oggi ad essere parte di grandi cambiamenti sociali (penso alle possibilità di informazione tramite internet, ai social, ai blog) che inevitabilmente si ripercuotono nel rapporto con le donne, le coppie che si rivolgono a noi. La comunicazione sta diventando sempre di più un momento essenziale, forse il più difficile, del nostro lavoro. A tutto questo nessuno ci ha preparati, le capacità comunicative di ognuno di noi sono spesso frutto della nostra indole, della nostra esperienza personale.
 
E’ ora indispensabile che noi “impariamo” a comunicare, non possiamo più basarci solo sulle nostre capacità innate: proprio per questo Aogoi è orgogliosa di aver organizzato, grazie al lavoro di Carlo Stigliano, insieme all’Università Iulm di Milano il primo Master sulla comunicazione che si è concluso sabato scorso 18 novembre.
 
La capacità di comunicare dovrà essere alla base anche della stesura di documenti, del dialogo fra i medici e le donne, fra gli operatori sanitari che, seppure con diverse competenze, si occupano della salute della donna: questo è il contributo concreto che AOGOI ha dato ed intende continuare a dare per contrastare la violenza sulle donne in ogni momento, in ogni luogo.
 
Elsa Viora
Presidente Aogoi

Elsa Viora (Aogoi)

23 Novembre 2017

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