Giornata vittime incidenti su lavoro. I giovani i più a rischio

Giornata vittime incidenti su lavoro. I giovani i più a rischio

Giornata vittime incidenti su lavoro. I giovani i più a rischio
Si celebra oggi la 68ª Giornata dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro. Secondo i dati Inail tra il 2015-2017, gli under 35risultano la categoria più a rischio, con un incremento di infortuni del 2,2% (da circa 167.000 a 191.000), più che triplo rispetto a quello medio. Analogamente si mantengono su quote ancora molto elevate gli infortuni mortali di cui rimangono vittima i giovani

Le statistiche indicano che le persone di età compresa fra i 18 e i 24 anni rischiano maggiormente rispetto agli altri adulti di subire un infortuno grave sul lavoro. Essi possono essere esposti a cattive condizioni di lavoro che comportano lo sviluppo di malattie professionali quando sono ancora giovani o successivamente.
 
“Ecco perché, in occasione della68ª Giornata dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro che si celebra oggi, si è voluto  rimarcare che la salute e la sicurezza sul lavoro sono una priorità per il futuro del nostro Paese e per le nuove generazioni  in un momento storico in cui l’incertezza e la preoccupazione  sono diventate una costante, dopo anni di crisi che hanno avuto riflessi negativi sia a livello sociale che economico e, di conseguenza, anche sull’andamento del fenomeno infortunistico”.
 
Così Franco Bettoni, presidente nazionale ANMIL presentando l’evento.
 
Leggendo i dati INAIL si evince che a partire dal 2015, con la ripresa dell’occupazione, le denunce di infortunio sono cresciute dalle 637.000 unità circa alle 641.000 del 2017, con un incremento dello 0,6%  e per il 2018, sembra profilarsi un andamento infortunistico in linea con questa tendenza.
 
Tuttavia questa modesta crescita appare certamente rilevante e significativa se guardiamo l’età dei lavoratori che, nello stesso triennio 2015-2017, sotto i 35 anni risultano la categoria più a rischio, con un incremento di infortuni del 2,2% (da circa 167.000 a 191.000), più che triplo rispetto a quello medio.
 
Analogamente si mantengono su quote ancora molto elevate gli infortuni mortali di cui rimangono vittima i giovani.
 
“Di fronte a questi numeri oggettivamente gravi, bisogna puntare sulla diffusione della cultura della sicurezza e sulla formazione professionale – sottolinea il Presidente Bettoni – dove ciascuno può fare la propria parte e, certamente, un ruolo fondamentale lo riveste il mondo dei media che auspichiamo approfittino di questa occasione per dare il loro prezioso contributo, contributo che potrà essere premiato grazie al Premio giornalistico Pietro Di Donato patrocinato dall’ANMIL, di cui è stata recentemente presentata in Senato la VII edizione”.
 
“La Giornata di quest’anno arriva a circa un mese dal 75° anniversario della fondazione dell’ANMIL – ricorda il Presidente dell’ANMIL -, un traguardo che ci ha visto incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il Papa Francesco I nel corso di un’udienza privata in Vaticano cui hanno partecipato 300 rappresentanti dell’Associazione venuti da tutto il territorio nazionale”.
 
Tra gli altri fattori che espongono i giovani a rischi maggiori si annoverano:competenze e conoscenze insufficienti; il fatto di non conoscere i propri diritti né gli obblighi dei loro datori di lavoro;non avere il coraggio di parlare con qualcuno;il mancato riconoscimento, da parte dei datori di lavoro, della tutela supplementare che occorre garantire ai giovani lavoratori.
 
Rientra fra le responsabilità del datore di lavoro tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori, con particolare attenzione per i giovani. I datori di lavoro devono svolgere una valutazione di rischio prima che un giovane cominci il lavoro e mettere in atto misure che lo tutelino. I giovani dovrebbero ricevere incarichi adatti, oltre a una formazione e una supervisione adeguate.
 
I datori di lavoro dovrebbero promuovere una solida cultura della sicurezza e coinvolgere i giovani lavoratori nelle questioni attinenti alla sicurezza. Gli educatori svolgono un ruolo importante. Se riescono a sviluppare fin da subito un atteggiamento positivo nei confronti della prevenzione dei rischi per i giovani e a comprenderla, li aiuteranno ad essere permanentemente sicuri.
 
Gli educatori coinvolti nell'organizzazione della formazione professionale o di tirocini dovrebbero verificare con i propri datori di lavoro la misure atte a garantire la sicurezza e la salute.I genitori possono sostenere i giovani accertandosi che essi abbiano capito i propri diritti e le proprie responsabilità e possono inoltre aiutarli parlando loro del lavoro, dell'università e della loro salute e sicurezza.
 
Domenico Della Porta
Docente di Medicina del Lavoro Università Telematica Internazionale Uninettuno – Roma

Domenico Della Porta

14 Ottobre 2018

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