I dirigenti sanitari di Ministero della Salute e Aifa entrano in stato di agitazione: “Per noi solo doveri e discriminazioni”

I dirigenti sanitari di Ministero della Salute e Aifa entrano in stato di agitazione: “Per noi solo doveri e discriminazioni”

I dirigenti sanitari di Ministero della Salute e Aifa entrano in stato di agitazione: “Per noi solo doveri e discriminazioni”
La mancata previsione nel disegno di legge di bilancio del riconoscimento dell’indennità di esclusività per i Dirigenti sanitari del Ministero della salute e dell’Aifa ha creato profonda ed inevitabile delusione e la mobilitazione della categoria.

Molti non lo sanno, ma i Dirigenti sanitari del Ministero della salute e dell’Aifa sono gli unici tra i circa 125.000 dirigenti sanitari del servizio pubblico a non avere l’indennità di esclusività di rapporto. Un’indennità contenuta nelle previsioni della legge 3/2018 che aveva equiparato questi Dirigenti ai diritti e ai doveri dei colleghi del SSN.Con un colpo di mano nella successiva legge di bilancio l’indennità di esclusività veniva cancellata confermando solo i doveri.

Eppure questi Dirigenti:
– sono da sempre e per norma a rapporto esclusivo
– operano in Istituzioni che sono parte integrante del SSN e della sanità pubblica
– accedono al ruolo con titoli di accesso e specializzazioni in totale analogia con i colleghi del SSN
– lavorano in servizi delicati nella prevenzione e profilassi internazionale, assistenza a migranti, sicurezza alimentare e farmacovigilanza
– svolgono, caso unico nella Dirigenza delle funzioni centrali, attività lavorativa con regolare debito orario settimanale di 38 ore, comprese reperibilità, lavoro notturno e festivo e straordinari
– esercitano un ruolo decisivo nel monitoraggio e nel contrasto della pandemia.

Con grande senso di responsabilità hanno accettato di assolvere a tutti i doveri formativi e professionali propri della Dirigenza sanitaria del SSN.
Resta incomprensibile e grottesco il motivo per quale debbano avere una retribuzione pesantemente discriminatoria, una sorta di enclave ghettizzato.
A maggior ragione dopo che giustamente l’indennità di esclusività è stata maggiorata per tutto il SSN, quale elemento di fidelizzazione al servizio pubblico e di riconoscimento del ruolo decisivo e insostituibile della sanità pubblica.

Non si comprende come si possano potenziare le funzioni e centrali e di coordinamento della sanità pubblica di Istituzioni indispensabili come il Ministero della salute e dell’AIFA senza un personale motivato o perlomeno non penalizzato rispetto a tutta la categoria.

Non stupisce che i concorsi vadano deserti e che l’esodo verso altre amministrazioni sia inesorabile. Le discriminazioni pertanto rendono precario l’intero impianto Dirigenziale sanitario di questi Enti proprio mentre il Legislatore sostiene di volerlo rinforzare. A meno che non si voglia perpetuare nel tempo l’eterno ricorso a consulenti esterni, graditi ai vertici politici di turno.

Occorre creare una Dirigenza sanitaria stabile nelle Amministrazioni centrali, un punto di riferimento chiaro in particolare in un SSN regionalizzato che richiede un punto di coordinamento per l’equo accesso alle cure dei cittadini. Per questo l’indennità di esclusività e la pari dignità di questi Dirigenti deve essere un obiettivo strategico, urgente e indifferibile nelle politiche sanitarie del Paese.

La mancata previsione nel disegno di legge di bilancio del doveroso riconoscimento dell’indennità di esclusività per i Dirigenti sanitari del Ministero della salute e dell’Aifa ha creato profonda ed inevitabile delusione e la mobilitazione della categoria.

Nel proclamare lo stato di agitazione, questi Dirigenti chiedono una risposta non solo in termini di giustizia per sé stessi, ma di responsabilità politica di chi deve governare un segmento fondamentale del diritto alla salute.
 
Giorgio Cavallero
Assomed Sivemp – COSMED

Giorgio Cavallero

24 Novembre 2021

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