ICD2025. Schillaci: “Dermatologi attori del nuovo modello di sanità territoriale e integrata” 

ICD2025. Schillaci: “Dermatologi attori del nuovo modello di sanità territoriale e integrata” 

ICD2025. Schillaci: “Dermatologi attori del nuovo modello di sanità territoriale e integrata” 
Nel suo messaggio al Congresso Internazionale di Dermatologia che si è aperto oggi a Roma, che ospita un’edizionespeciale del Convegno SIDeMaST-Adoi,  il Ministro della Salute ha riconosciuto ai dermatologi un ruolo centrale nella costruzione di una sanità moderna, fondata su prevenzione, prossimità e multidisciplinarietà.

La prevenzione è una leva strategica per garantire una vita lunga e in buona salute ai cittadini e sostenere la sostenibilità del Ssn. Un principio che vale in modo particolare per l’ambito dermatologico, dove i dati parlano chiaro: oltre 13.000 nuovi casi di melanoma stimati nel 2024, con un’incidenza in costante crescita negli ultimi dieci anni.
Ma serve un cambiamento culturale da portare avanti per valorizzare la dermatologia clinica, investendo nella formazione di professionisti in grado di affrontare patologie complesse che richiedono competenze specialistiche avanzate.

Questo il messaggio lanciato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento al Congresso Internazionale di Dermatologia (ICD2025) Roma dal 18 al 21 giugno che riunisce esperti provenienti da oltre 70 paesi per discutere le nuove sfide cliniche, ambientali e terapeutiche del settore. Un Congresso che torna in Italia dopo 51 anni e ospita un’edizione speciale del Convegno SIDeMaST-Adoi che mette in evidenza l’eccellenza dermatologica italiana nel dialogo scientifico internazionale

“Anche per i melanomi cutanei – ha evidenziato il Ministro – i primi farmaci davvero efficaci restano la protezione solare, la consapevolezza e il monitoraggio precoce della propria pelle”. Da qui l’importanza di una sanità proattiva, capace di informare e coinvolgere i cittadini. Un impegno che le istituzioni stanno già portando avanti attraverso campagne di sensibilizzazione, come quella promossa lo scorso anno dal Ministero della Salute, e iniziative concrete, come la recente approvazione all’unanimità della proposta di legge che istituisce la Giornata Nazionale per la Prevenzione del Melanoma, da celebrarsi ogni primo sabato di maggio.

Il Ministro ha riconosciuto che la dermatologia è tra le branche più ambite dai giovani specializzandi, grazie anche alle opportunità occupazionali nel pubblico e nel privato. Tuttavia, ha lanciato un chiaro messaggio: “Abbiamo dinanzi a noi un cambiamento culturale da portare avanti per valorizzare la dermatologia clinica. Perché il Ssn ha bisogno di dermatologi adeguatamente formati e specializzati per prendere in carico pazienti affetti da patologie dermatologiche che richiedono competenze e un know how specifico per poter effettuare una diagnosi corretta”.
Schillaci ha quindi sottolineato come la dermatologia estetica possa essere preziosa in contesti come l’oncologia, migliorando la qualità di vita dei pazienti, ma ha invitato a non perdere di vista la centralità della diagnosi e della cura delle patologie.

Un passaggio chiave del messaggio è stato dedicato alla nuova organizzazione territoriale del Ssn: “La domanda di salute non può trovare risposta solo in ospedale. Con il Pnrr stiamo costruendo una rete di Case e Ospedali di Comunità, capillare, moderna e digitale, che porterà la sanità più vicina ai cittadini in modo capillare e integrato”. Anche i dermatologi, ha aggiunto il Ministro, saranno chiamati a contribuire alla realizzazione di questo cambio di paradigma, in un’ottica di multidisciplinarietà.

Infine, Schillaci ha affrontato con determinazione il tema delle liste d’attesa: “Non ha senso promuovere la diagnosi precoce se poi non garantiamo tempi di risposta adeguati. Abbiamo approvato una legge che introduce misure chiare per tutelare il diritto dei pazienti alla presa in carico. Sono certo – ha concluso – di poter contare sul vostro contributo per rendere concreta questa svolta nella sanità pubblica italiana”.

I temi dell’ICD2025 Trattamenti avanzati, qualità della vita, sostenibilità e cambiamenti climatici sono tra i temi chiave per il Congresso Internazionale di Dermatologia

“ICD2025 sarà il luogo in cui la ricerca d’avanguardia risponderà alle reali esigenze dei pazienti – afferma il professor Giovanni Pellacani, presidente del Congresso – oggi la dermatologia non può più concentrarsi solo sulla clinica, ma deve affrontare anche i temi della qualità della vita, della sostenibilità e dell’integrazione tecnologica. A Roma si discuterà non solo del futuro della dermatologia, ma del suo ruolo nella medicina del futuro”.

Quando si tratta di trattamenti avanzati, la trasformazione è già in corso. Secondo il rapporto Horizon Scanning 2025 dell’Aifa tra i nuovi farmaci approvati nel 2024 ci sono trattamenti innovativi per condizioni complesse come la dermatite atopica grave, il prurigonodulare e l’eczema cronico della mano. Queste opzioni terapeutiche offrono nuove opportunità a migliaia di pazienti che spesso vengono trattati in modo inadeguato con le terapie convenzionali.

A livello europeo, il panorama è in rapida evoluzione: l’Ema prevede di valutare fino a 112 nuovi farmaci nel 2025, di cui 57 contenenti nuove sostanze attive e 9 classificati come prodotti per terapie avanzate. Tra questi ci sono farmaci orfani per condizioni dermatologiche rare, come l’epidermolisi bollosa distrofica, condizione debilitante caratterizzata da estrema fragilità cutanea.

Accanto ai progressi terapeutici, ICD2025 mette in luce anche la più ampia dimensione dell’assistenza, che comprende anche l’impatto sociale e psicologico delle malattie dermatologiche croniche. Le malattie infiammatorie croniche come la psoriasi, la dermatite atopica e l’idrosadenite suppurativa continuano a porre sfide complesse. Oltre al loro carico clinico, queste condizioni compromettono significativamente la qualità della vita dei pazienti, in misura simile o maggiore rispetto ad altre malattie sistemiche croniche. La vita quotidiana di chi ne è affetto può essere contaminata da ansia, isolamento sociale, bassa autostima e disturbi dell’umore, spesso esacerbati dallo stigma sociale.

In un contesto di crescente vulnerabilità ambientale, la dermatologia deve anche affrontare e affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature globali, l’alterazione del microbioma cutaneo, l’inquinamento atmosferico e l’intensificazione delle radiazioni UV sono tutti fattori che contribuiscono all’esacerbazione di numerose condizioni dermatologiche. Le malattie infiammatorie croniche tendono a peggiorare negli ambienti urbani più inquinati; la dermatite atopica e la psoriasi mostrano un aumento dell’incidenza e della gravità a seguito di eventi estremi come ondate di calore e inondazioni.

Nel frattempo, i tassi di cancro della pelle sono in aumento a causa della maggiore esposizione ai raggi UV. In questo scenario, i tumori della pelle rappresentano una sfida crescente, ulteriormente amplificata dall’invecchiamento della popolazione. L’incidenza del carcinoma basocellulare, del carcinoma a cellule squamose e del melanoma è in aumento e richiede un approccio multidisciplinare che incorpori diagnosi precoce, tecnologie digitali avanzate, intelligenza artificiale e trattamenti personalizzati.

Tutti questi sviluppi convergono in un’urgente riflessione sulla sostenibilità del futuro della dermatologia: non solo quella economica, con la necessità di garantire un accesso equo a terapie sempre più sofisticate, ma anche quella ambientale, attraverso strategie preventive e innovazioni che minimizzino l’impatto ecologico.

Sottolineando il ruolo della dermatologia nel nuovo equilibrio tra salute, ambiente e tecnologia, la professoressa Annunziata Dattola, Segretario Generale del Congresso, afferma: “La pelle è il primo organo ad essere interessato dai cambiamenti ambientali. Il cambiamento climatico altera non solo l’epidemiologia stessa, ma anche la risposta al trattamento. In questo senso, la dermatologia gioca oggi un ruolo cruciale nel ripensare le strategie di prevenzione e cura in una prospettiva globale. ICD2025 è un’occasione per condividere conoscenze e offrire soluzioni concrete.

18 Giugno 2025

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