“Il Ssn è a un punto di rottura. Su liste d’attesa solo un maquillage organizzativo”. I sindacati della sanità lanciano la protesta

“Il Ssn è a un punto di rottura. Su liste d’attesa solo un maquillage organizzativo”. I sindacati della sanità lanciano la protesta

“Il Ssn è a un punto di rottura. Su liste d’attesa solo un maquillage organizzativo”. I sindacati della sanità lanciano la protesta
Medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi, chimici, infermieri, tecnici, amministrativi, operatori e dipendenti delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale dei sindacati Fp Cgil, Uil Fpl, Nursind, Nursing Up, Aaroi Emac, Fassid, Fp Cgil Medici, Fvm e Uil Fpl Medici lanciano un movimento unitario. IL DOCUMENTO

“La sanità pubblica universalistica e solidale è il più grande patrimonio di cui dispongano i cittadini di questo Paese. Eppure, decenni di distruzione sistematica hanno portato il SSN al punto di rottura. Ma le lavoratrici e i lavoratori del SSN non sono corresponsabili di questo sfascio, e oggi che il clima nei luoghi di lavoro si è arroventato oltre ogni sopportabilità non intendono far da capro espiatorio e lo denunciano pubblicamente a tutta la cittadinanza”. Riuniti a Roma in una iniziativa comune: medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi, chimici, infermieri, tecnici, amministrativi, operatori e dipendenti delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale dei sindacati Fp Cgil, Uil Fpl, Nursind, Nursing Up, Aaroi Emac, Fassid, Fp Cgil Medici, Fvm e Uil Fpl Medici hanno messo in moto un movimento che si identifica nella rabbia di centinaia di migliaia di lavoratori della sanità e ne raccoglie le energie.

“Non si può accettare – proseguono – che un patrimonio pubblico di solidarietà e eccellenza professionale sia svenduto sul mercato privato per incapacità, o per monetizzare le possibilità di cura a vantaggio delle assicurazioni o di altri commercianti di salute. Una delle vergogne di questo paese è quella di avere 6 milioni di poveri, anche di lavoratori poveri, alle cui famiglie deve essere garantita almeno un’assistenza sanitaria del livello consono a un paese del G7, e che invece sono lasciate senza cure, nelle diseguaglianze di una autonomia differenziata che porterà la sanità del sud a distanze siderali da quella del nord. Questo non è da paese civile e la misura è colma!”.

“Le nostre colleghe e i nostri colleghi – denunciano – non possono continuare a lavorare in condizioni sempre più precarie e pericolose per dare alla popolazione un’assistenza sanitaria sempre meno garantita dalle varie forze politiche che succedendosi di volta in volta al governo dovrebbero invece porsela come priorità per mandato elettorale, ma che invece immancabilmente da decenni la tagliano per mancanza di risorse. E invece non è vero che in Italia non ci sono le risorse per finanziare la sanità pubblica come in Germania o in Francia, non è vero che il declino del SSN è inevitabile”.

“Lo sarà – rilevano – sino a quando alla rinuncia a 600 miliardi di euro di tasse non pagate negli anni passati e all’impunità di cui continua a godere un’evasione fiscale che ogni anno sottrare alle risorse pubbliche 80 miliardi all’anno faranno da contraltare maggiori garanzie di salute per gli evasori rispetto a quelle per chi invece le tasse le paga tutte, oltre che tagli sulle pensioni e incrementi agli stipendi pubblici inferiori all’inflazione. Questo è il vero di “pizzo di stato”.

“I dipendenti del SSN non possono assistere passivamente a questa accelerazione verso il disastro del SSN – continua la nota – mentre dovrebbero anche sopportare di continuare ad essere usati come un bancomat silenzioso, e intanto, con il decreto sulle liste di attesa, dal tempismo elettorale per lo meno discutibile, si fanno operazioni di maquillage organizzativo che, senza risorse, aumenteranno i carichi di lavoro dei professionisti e favoriranno l’esternalizzazione delle prestazioni. È arrivato il momento di investire sul personale per potenziare i servizi sanitari, per dare risposte alle domande inevase, per incentivare la prevenzione, la diagnostica precoce e gli screening che hanno anche il pregio di far risparmiare il Servizio sanitario nazionale se le malattie si prevengono o si curano appena sono riscontrabili”.

“È arrivato il momento di rivendicare senza indugi l’esigibilità dei diritti fondamentali dettati dalla Costituzione. Noi operatori assumiamo la responsabilità collettiva di aprire la vertenza in difesa del SSN ai cittadini per mettere in discussione ruoli e funzioni, posizioni di rendita e inefficienze di sistema, fuori da fallimentari logiche di appartenenza corporativa. L’iniziativa di oggi che ha approvato per acclamazione una mozione unitaria rappresenta l’apertura di una vertenza che interesserà tutti i lavoratori del SSN ma che, soprattutto, coinvolgerà i cittadini che ne sono utenti sempre più insoddisfatti. La sanità pubblica la facciamo noi operatori per tutti i cittadini, ogni ora del giorno, ogni giorno dell’anno. Tutti devono e possono fare qualcosa per riavere la loro sanità gratuita, accogliente, solidale, professionale, equa ed efficiente”, concludono.

06 Giugno 2024

© Riproduzione riservata

Tragedia in Bosnia. La Fno Tsrm e Pstrp piange Franco Adriano Zecchillo: “Una grave perdita per la sanità”
Tragedia in Bosnia. La Fno Tsrm e Pstrp piange Franco Adriano Zecchillo: “Una grave perdita per la sanità”

"La sua scomparsa rappr.esenta una grave perdita per l'intera comunità delle professioni sanitarie, che oggi piange un collega impegnato nella rappresentanza professionale e nel servizio agli altri". Con queste parole...

Manovra. Cimop: “Ancora escluso il rinnovo dei contratti dei medici della sanità privata. Per Aiop fermi al 2005”
Manovra. Cimop: “Ancora escluso il rinnovo dei contratti dei medici della sanità privata. Per Aiop fermi al 2005”

Il contratto dei medici della sanità privata resta escluso dalla Legge di Bilancio 2027, nonostante gli investimenti annunciati dal Governo per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. A denunciarlo è...

Infermieri, non basta cercarli: bisogna dare loro un motivo per restare
Infermieri, non basta cercarli: bisogna dare loro un motivo per restare

Gentile Direttore,si parla di carenza di infermieri e la risposta è quasi sempre la stessa: aumentare i posti nei corsi di laurea e bandire nuovi concorsi. Sono interventi che possono...

Manovra. Anaao Assomed: “Le prime cifre non convincono e ci preoccupano. Rimaniamo in attesa del testo ufficiale”
Manovra. Anaao Assomed: “Le prime cifre non convincono e ci preoccupano. Rimaniamo in attesa del testo ufficiale”

All’indomani della presentazione dei numeri complessivi della manovra economica, l’Anaao Assomed non nasconde la propria insoddisfazione e preoccupazione. Nonostante il Fondo Sanitario Nazionale veda un incremento nominale, la lettura è...