Infermieri. “Sempre più infelici e delusi dal nostro sistema sanitario”. L’indagine social del Nursing Up 

Infermieri. “Sempre più infelici e delusi dal nostro sistema sanitario”. L’indagine social del Nursing Up 

Infermieri. “Sempre più infelici e delusi dal nostro sistema sanitario”. L’indagine social del Nursing Up 

“Ci sentiamo scoppiati dentro, stanchi, delusi, amareggiati, defraudati di tutto” queste le frasi shock utilizzate dagli infermieri. “Sono tanti quelli che hanno già chiesto o pensano di chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta. Governo, Regioni, aziende sanitarie, si sentano responsabili una volta per tutte della serenità psicofisica dei professionisti sanitari. Questo è l’ennesimo campanello di allarme” ha detto il presidente De Palma

“Mi sento oppressa, mi sento vulnerabile, mi sento svuotata nella mia identità di donna e di professionista”. “Sono scoppiata dentro, stanca, delusa, amareggiata, mi sento usata e gettata, mi sento defraudata di tutto”.

Sono queste alcune delle frasi shock degli infermieri italiani “catturate” da un’indagine social realizzata dal Nursing Up.

“Abbiamo avviato sondaggi sui social con domande chiave a cui rispondere da parte dei professionisti sanitari – ha spiegato Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up – ci hanno colpito nel profondo determinate affermazioni, intrise di tristezza e di solitudine, piene di infelicità ma anche di malesseri fisici e psichici che sia chiaro colpiscono come scosse telluriche la già fragile stabilità del nostro sistema sanitario. Impossibile infatti non far valere il paradigma infermieri infelici-pazienti infelici, in parole povere più si abbassa il livello di soddisfazione del professionista sanitario rispetto al proprio contesto lavorativo, più viene minata la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini”

Gli infermieri italiani sono stanchi, avviliti ma soprattutto profondamente infelici, ha aggiunto De Palma: “la crisi, profonda come uno strapiombo, in cui è precipitata “senza paracadute”, da tempo, la sanità di casa nostra, ci pone di fronte il desolante quadro di professionisti che non solo non si sentono valorizzati economicamente e contrattualmente, ma soprattutto soffrono di una serie di disagi che per molti di loro sono diventati davvero ingestibili e che si riflettono inevitabilmente sulla propria vita personale”.

La quotidianità, a dir poco drammatica, racconta ancora e ancora di turni massacranti, di demansionamenti, di ferie sistematicamente saltate, di uomini e donne (qualcuno lo ha dimenticato!), prima che infermieri, che sottraggono sempre più tempo ai propri affetti, alla propria famiglia, e dall’altra parte non si sentono parte integrante del “progetto salute”, anzi, tutt’altro.

“La parola chiave è una sola: abbandonati a se stessi” denuncia il presidente del sindacato.

“Quando arrivano i pugni, i calci anche in pieno volto, e addirittura le minacce di morte – prosegue – quando cittadini esasperati dai disservizi all’ordine del giorno nelle strutture sanitarie, tentano addirittura di strangolarti, come accaduto ancora una volta di recente, e in più di un ospedale di casa nostra, gli infermieri si sentono legittimamente svuotati e sviliti come persone. Immaginate una donna, una madre, una moglie, che torna a casa con i segni sul collo di uno sconosciuto che l’ha aggredita, con il volto tumefatto, guarda i figli e il marito, si guarda lei stessa allo specchio, e inevitabilmente finisce con il chiedersi se il giorno successivo vale davvero la pena affrontare magari l’ennesimo estenuante turno di notte.

Ed è doveroso da parte nostra, mantenendo la privacy di chi ci ha testimoniato con coraggio il suo dolore, raccontare alla collettività quello che vivono dentro gli infermieri italiani. Sono davvero in tanti gli infermieri che, consapevoli del disagio che attraversano, hanno già chiesto o pensano di chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta.

Il Governo, le Regioni, le aziende sanitarie, si sentano responsabili una volta per tutte della serenità psicofisica dei professionisti sanitari. Questo è l’ennesimo campanello di allarme” conclude De Palma.

28 Febbraio 2024

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