Infermieri. Silvestro (Ipasvi): “La nostra condizione è il riconoscimento di una formazione specialistica”

Infermieri. Silvestro (Ipasvi): “La nostra condizione è il riconoscimento di una formazione specialistica”

Infermieri. Silvestro (Ipasvi): “La nostra condizione è il riconoscimento di una formazione specialistica”
Nonostante il clima di lavoro "sereno", la presidente dell'Ipasvi evidenzia la mancata disponibilità di ministero e Regioni al riconoscimento di un percorso di formazione specialistica. Il motivo sarebbe la volontà di chiudere in fretta. Ma per l'Ipasvi si tratta di una condizione "fondamentale".

Per la presidente dei Collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro, è un dialogo “sereno” e “collaborativo” quello con cui Ministero della Salute, Regioni e associazioni professionali stanno ridefinendo il ruolo e le competenze degli infermieri. Nell’ultima riunione del tavolo, svolta il 14 giugno scorso, “abbiamo registrato la disponibilità di Ministero e Regioni ad emendare il documento accogliendo alcune richieste di modifica dei professionisti”. Tuttavia, non tutto, nel corso di quella riunione, è filato liscio.

L’Ipasvi, spiega infatti Silvestro al nostro giornale, ha presentato un documento di proposte per chiedere “la modifica di alcune parti della relazione introduttiva del documento originario presentato dal tavolo Ministero-Regioni”. L’obiettivo è “dichiarare con evidenza che si va verso una formazione specialistica degli infermieri e che, di conseguenza, tutto ciò in cui poi si articola la ridefinizione del ruolo e delle competenze degli infermieri si muove in quella direzione”.

Una richiesta su cui, però, “non ci sembra ci sia disponibilità da parte di Ministero e Regioni”. I motivi, spiega Silvestro, sarebbero legati al “desiderio del tavolo tecnico di chiudere in tempi stretti la ridefinizione delle competenze infermieristiche, mentre il necessario coinvolgimento del Miur costringerebbe a una dilatazione della riflessione”.

Silvestro, comunque, non si arrende. “Ci siamo lasciati con la disponibilità di un’ulteriore riflessione e auspichiamo che si riesca a trovare un punto di equilibrio anche su questo aspetto”. Che per l’Ipasvi, “è fondamentale”. La proposta della Federazione dei Collegi degli infermieri prevederebbe, in particolare, l’utilizzazione di “una logica a ponte tra la formazione in ambito del Ssn e la formazione in ambito universitario, ipotizzando un sistema creditizio”. La formazione in ambito di Ssn sarebbe incentrata sull’acquisizione di abilità, capacità e procedure tecnico operative, mentre quella in ambito universitario punterebbe all’acquisizione di modelli cognitivi, comportamentali, logiche disciplinali e paradigmi. “Quello che insomma – spiega Silvestro – rappresenta la base culturale dell’operatività”.

Al tavolo di lavoro di ieri l’Ipasvi ha portato anche una nuova riformulazione degli allegati riguardanti le competenze infermieristiche. “Abbiano utilizzato una modalità di scritturazione e introdotto contenuti diversi, anche se molto vicini, rispetto a quelli del documento originario” che le organizzazioni di categoria avevano criticati per un eccessivo richiamo al vecchio “mansionario”.

Quanto al problema delle risorse per un riconoscimento economico delle nuove competente, “ieri non ne abbiamo affrontato”, spiega Silvestro. “La nostra posizione è concentrata sul riconoscimento della formazione e delle competenze, come è tipico di un Ordine che deve farsi garante nei confronti dei cittadini e dei professionisti che rappresenta”, sottolinea la presidente dell’Ipasvi. Che però aggiunge: “Mi pare ovvio che se si vanno a ridefinire competente e percorsi formativi, sarà successivamente necessario parlare anche di riconoscimenti economici”.
 

18 Giugno 2012

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