Ingegneria clinica. Al 25° Congresso AIIC le basi per un Chapter europeo della Global Clinical Engineering Alliance

Ingegneria clinica. Al 25° Congresso AIIC le basi per un Chapter europeo della Global Clinical Engineering Alliance

Ingegneria clinica. Al 25° Congresso AIIC le basi per un Chapter europeo della Global Clinical Engineering Alliance
Tecnologie biomediche e sostenibilità al centro del Congresso dell’AIIC che ha ospitato un confronto internazionale sul futuro della professione in Europa. Con l’intervento di Yadin David (GCEA) e il sostegno dei rappresentanti di Francia, Grecia e Spagna, delineato il percorso verso la nascita di un alleanza europea. Nocco (AIIC): “Serve un network stabile per affrontare le sfide della sostenibilità e dell’innovazione in sanità”

“La sanità è locale, ma le tecnologie sono globali”. È quanto ha sottolineato Yadin David, presidente della Global Clinical Engineering Alliance intervenendo nella sessione del 25° Convegno AIIC, Tecnologie biomediche e sostenibilità: uno sguardo europeo, andando a identificare con efficacia lo scenario su cui si muove oggi la comunità internazionale degli ingegneri clinici.

Tecnologie identiche, ma molteplici sistemi di procurement e di implementazione, affinità tecniche e profonde differenze gestionali e di sistema: AIIC ha portato al tavolo una serie di esperienze internazionali per trovare quella comunanza di intenti che è piattaforma di base di un dialogo utile ed efficace.

“La situazione delle tecnologie biomediche e della loro sostenibilità – dalla regolazione normativa alla gestione operativa, dalla sostenibilità ambientale all’accesso equo – nel contesto europeo appare oggi relativamente omogenea”, ha osservato Umberto Nocco, presidente AIIC, “questo non significa che tutto sia perfettamente normato o armonizzato, ma piuttosto che esiste un livello di maturità e stabilità nell’approccio all’uso delle tecnologie che permette una gestione uniforme tra i diversi Paesi membri. Un segnale evidente di questa maturità è la presenza, in gran parte degli Stati europei, di società scientifiche che rappresentano gli ingegneri clinici e i professionisti del settore. Inoltre, pur con le sue complessità – chiarisce Nocco – esiste un quadro normativo comune a livello dell’Unione Europea, che, sebbene concepito inizialmente per regolamentare la produzione delle tecnologie, può essere utilmente applicato anche da chi le adotta o ne supporta l’introduzione nei sistemi sanitari. Questo contribuisce a costruire un sistema più trasparente ed efficiente, orientato anche alla sostenibilità complessiva del settore salute. In questo sistema noi sentiamo la necessità di creare un network omogeneo di professionisti che condividono visioni e percorsi comuni”.

Nel dettaglio, in base a quanto emerso dai contributi europei durante l’evento AIIC, emerge che “il sistema francese di ingegneria clinica-AFIB è evoluto e paragonabile a quello italiano – illustra Stefano Bergamasco, referente AIIC per le relazioni internazionali – L’associazione AFIB è attiva su temi di sostenibilità, con iniziative su consumo energetico e uso di materie prime. Con AFIB è già in vigore un accordo bilaterale con AIIC che prevede partecipazione incrociata agli eventi, scambi formativi e collaborazioni scientifiche”. L’associazione di ingegneria clinica in Grecia, seppur di dimensioni più ridotte, si distingue invece per l’integrazione tra ingegneria clinica e mondo accademico. In particolare, sta creando un sistema nazionale di inventario e monitoraggio delle tecnologie biomediche, utile anche ai fini della vigilanza. Un modello virtuoso, in linea con gli obiettivi AIIC sulla condivisione e standardizzazione dei dati. Da ultimo la Spagna: “anche nel paese iberico la professione vive in un panorama simile al nostro” dice Bergamasco, “sebbene con una struttura associativa più contenuta”. Proprio con gli spagnoli è stato siglato a Napoli un accordo di collaborazione, che punta a raggiungere l’obiettivo comune di un riconoscimento formale della figura dell’ingegnere clinico, ancora non previsto in modo obbligatorio negli ospedali dei due Paesi.

Comunanza di esperienze e necessità di network: proprio “una evidente e riconosciuta comunanza di problemi e obiettivi – evidenzia Bergamasco – ci ha spinti a promuovere con determinazione la nascita di un network europeo strutturato, anche facendo leva sulla comune appartenenza alla Global Clinical Engineering Alliance (Gcea). Oggi stiamo lavorando alla costituzione di un chapter europeo all’interno della Global Alliance, un progetto che ha ricevuto il pieno sostegno del presidente David e del futuro presidente Mladen Poluta, intervenuto in collegamento. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la rappresentatività europea all’interno del panorama globale dell’ingegneria clinica”. In questa direzione il presidente Nocco ha sottolineato il ruolo cruciale del dialogo istituzionale per definire relazioni utili al nuovo soggetto professionale comune: “Come AIIC abbiamo avuto già diverse interlocuzioni con rappresentanti della Dg Santé della Commissione Europea, che ci hanno indicato proprio la necessità di aggregare più associazioni europee in un soggetto rappresentativo. Ci è stato inoltre suggerito di iscriverci al Transparency Register della Commissione, che consente alle organizzazioni registrate di partecipare ai tavoli tecnici e legislativi su dispositivi medici e tecnologie sanitarie. Un passo fondamentale per dare voce tecnica e competente al mondo dell’ingegneria clinica”.

18 Giugno 2025

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