L’impegno di 13 milioni di infermieri per superare i gap nell’accesso ai servizi sanitari

L’impegno di 13 milioni di infermieri per superare i gap nell’accesso ai servizi sanitari

L’impegno di 13 milioni di infermieri per superare i gap nell’accesso ai servizi sanitari
Oggi è la Giornata internazionale degli infermieri. Per celebrarla l’International Council of Nurses, che riunisce gli infermieri di 130 Paesi del mondo, chiede ai suoi iscritti uno sforzo per migliorare l’accesso ai servizi per la salute. E in Italia l’Ipasvi lancia un nuovo portale con lo slogan:“Infermieri. I nostri valori non cambiano. I modi per condividerli, sì”.

Il 12 maggio del 1820 nasceva Florence Nightngale, universalmente considerata la fondatrice dell’infermieristica. Per questa ragione il 12 maggio è stato scelto come data per celebrare la Giornata internazionale degli infermieri, che quest’anno in tutto il mondo si svolge sotto il titolo “Closing the gap. Increasing access and equità”. È questo infatti il tema scelto dall’International Council of Nurses (Inc), l’associazione che riunisce le rappresentanze nazionali degli infermieri di 130 Paesi del mondo, ovvero circa 13 milioni di professionisti dell’assistenza.
Inc sollecita gli infermieri ad un ruolo attivo per migliorare l’accesso e l’equità dei servizi sanitari, suggerendo di sviluppare un ruolo di pressione a tutela delle popolazioni, soprattutto dei più fragili e svantaggiati.
In Italia la Federazione dei Collegi Ipasvi ha inoltre deciso di lanciare, proprio in coincidenza con la Giornata internazionale, il suo nuovo portale web, con lo slogan: “Infermieri. I nostri valori non cambiano. I modi per condividerli, sì”. Uno strumento modernissimo per veicolare i valori forti della professione infermieristica e, come scrive la presidente Ipasvi Annalisa Silvestro presentando l’iniziativa, “condividerli tra noi, perché la dinamica della modernità ci pone continuamente nuove sfide che, appunto, interrogano i nostri valori e alle quali non possiamo – né vogliamo – sottrarci. Ma condividerli anche, coerentemente con le scelte che la professione ha fatto negli anni, proprio con le persone che sono i nostri “partner”: non solo quelle che hanno bisogno di noi negli ospedali e nei servizi territoriali, ma anche tutti coloro che vogliono capire meglio chi siamo e che cosa facciamo”.

12 Maggio 2011

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