La Fad piace ai medici italiani. Boom di partecipazione nelle zone a maggior impatto pandemico

La Fad piace ai medici italiani. Boom di partecipazione nelle zone a maggior impatto pandemico

La Fad piace ai medici italiani. Boom di partecipazione nelle zone a maggior impatto pandemico
L’Associazione Provider Formazione nella Sanità ha realizzato un’indagine tra i medici italiani per avere il polso dell’efficacia della formazione professionale, con particolare riguardo per quella a distanza (Fad). È emerso che la domanda di formazione è particolarmente alta tra i camici bianchi che operano nelle regioni “rosse”. Ai primi posti, infatti, ci sono i medici di Lombardia, Campania, Emilia-Romagna e, a seguire, di Piemonte, Veneto e Toscana.

Nelle zone rosse e arancioni della pandemia i medici si formano di più. A rivelarlo è un’indagine condotta su medici di tutta la Penisola realizzata dall’Associazione Provider Formazione nella Sanità, tra metà ottobre e metà novembre, durante la seconda ondata di Coronavirus.

È stato sottoposto, ad un campione di 1745 medici di tutta Italia, un questionario con 15 domande sull’utilità e sull’efficacia della formazione professionale. Analizzando i dati, si evidenzia un collegamento tra zone maggiormente colpite dal Coronavirus e l’aumentata richiesta di aggiornamento professionale medico-sanitario.

Dai risultati emerge che a formarsi di più sono i medici che operano principalmente nelle regioni ‘rosse’. Ai primi posti, infatti, ci sono Lombardia, Campania, Emilia-Romagna, a seguire Piemonte, Veneto e Toscana.

“L’educazione continua in medicina rappresenta un pilastro fondamentale della professione medico sanitaria, come evidenziato dal Ministro della Salute Roberto Speranza – dice Simone Colombati, Presidente Associazione Provider Formazione nella Sanità – Questo è risultato ancora più evidente con la pandemia che ha reso le linee guida e i vecchi protocolli non sufficienti a contrastare le nuove sfide sanitarie. rendendo necessario maggiore studio e aggiornamento scientifico”.

E a proposito del settore dei provider Ecm Colombati aggiunge: “Sono soddisfatto della capacità dell’intero comparto, che conta migliaia di provider, di aver reagito alle gravi perdite subite a causa della pandemia, dimostrando di sapersi adattare alle nuove esigenze e creando un’offerta adeguata e di qualità, apprezzata dai medici, come ha dimostrato il sondaggio”.

FAD promossa a pieni voti
La formazione migliora la produttività al lavoro per il 57% degli intervistati. Il 36% fa esclusivamente corsi online e la tendenza in costante aumento. Il 29% frequenta corsi sia a distanza che in presenza. Sceglie esclusivamente i corsi residenziali solo il 10%.
La FAD piace perché si può usufruire del servizio in qualsiasi momento, perché permette di risparmiare tempo non dovendo spostarsi fisicamente e perché consente un apprendimento personalizzato. Il 59% dei camici bianchi partecipa a più di 5 eventi formativi o corsi di formazione l’anno, mentre il 32% dai 3 ai 5 eventi formativi.
Anche sulla prospettiva della FAD i medici sono ottimisti, il 75% ha dichiarato di credere che la formazione a distanza possa avere un eccellente futuro.

Identikit del medico
I camici bianchi che utilizzano la formazione come strumento di apprendimento e aggiornamento sono ambosessi tra i 45 e i 65 anni, hanno competenze informatiche sufficienti o buone per l’80%, lavorano in paesi o città minori (82%) rispetto alle grandi città (18%).

24 Novembre 2020

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