Liste d’attesa. L’Associazione Luca Coscioni: “Piattaforma Agenas inutile e non aggiornata”

Liste d’attesa. L’Associazione Luca Coscioni: “Piattaforma Agenas inutile e non aggiornata”

Liste d’attesa. L’Associazione Luca Coscioni: “Piattaforma Agenas inutile e non aggiornata”

Oltre il 60% dei cittadini non ottiene prestazioni sanitarie nei tempi di legge, a causa di un sistema delle liste d'attesa bloccato e di dati opachi forniti da Agenas. L'Associazione chiede al Ministro della Salute e ai presidenti di Regione interventi immediati, sanzioni e piena trasparenza.

I dati più recenti pubblicati da Agenas (aggiornati a dicembre 2025 ma diffusi solo il 15 gennaio 2026, con tre mesi di ritardo) mostrano un sistema sostanzialmente fermo. La percentuale di cittadini che accetta la prima proposta di prenotazione per le visite passa dal 34,7% al 34,9% in sei mesi: un miglioramento minimo, pari a 0,2 punti.

Ancora peggio gli esami, che scendono dal 40,4% al 39,9%. A fronte di un obiettivo normativo del 90%, il divario resta enorme. Con questo ritmo, per le visite servirebbero oltre cento anni per raggiungere lo standard previsto, mentre per gli esami l’obiettivo si allontana. Non solo: il ritardo nella pubblicazione dei dati indebolisce la trasparenza e rende più difficile intervenire. Più che un miglioramento, emerge un sistema bloccato, incapace oggi di garantire tempi di accesso adeguati ai cittadini.

In occasione della Giornata mondiale della salute, l’Associazione Luca Coscioni denuncia la problematica situazione delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale, aggravata dalla opacità e dalle anomalie della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa gestita da Agenas.

Secondo l’analisi dell’Associazione, la piattaforma, attiva dal giugno 2025, fornisce dati limitati, cumulativi e poco significativi, senza distinzione tra Regioni, aziende sanitarie o strutture. Le informazioni sui tempi di attesa e sulle prenotazioni sono incomplete e spesso difficili da interpretare: in alcuni casi vengono sommate prestazioni gratuite e a pagamento, e percentuali e valori assoluti non sempre coincidono, rendendo impossibile valutare correttamente il rispetto dei tempi previsti dalla legge.

I dati ufficiali elaborati dall’Associazione mostrano un quadro allarmante: tra gennaio e settembre 2025 il rispetto dei tempi di legge è stato del 41,9% per gli Esami e del 35,8% per le Visite, con violazioni rispettivamente del 58,1% e del 64,2% dei casi. Considerando tutte le prenotazioni insieme, solo il 39,9% dei cittadini ha ricevuto la prestazione nei tempi massimi previsti.

“In pratica – dichiarano FIlomena Gallo, Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e il Professor Marcello Crivellini, docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa senza certezze, con la possibilità di rivolgersi al privato a pagamento o rinunciare alle cure. Non è accettabile. Per questo motivo chiediamo al Ministro della Salute e a tutti i Presidenti di regione di controllare e intervenire con misure adeguate sul proprio territorio, anche di tipo sanzionatorio rispetto a situazioni in violazione di legge, nonché di attivarsi immediatamente per fornire e rendere pubblici per i cittadini i dati mancanti sulla Piattaforma. Solo così sarà possibile avere un quadro chiaro e trasparente della situazione al fine di proporre ed attuare le soluzioni necessarie di lungo termine per rendere il diritto alla cura realmente fruibile”. 

Per aiutare i cittadini, l’Associazione mette a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile per richiedere il percorso di tutela nei casi di ritardo, che garantisce la prestazione entro i tempi massimi, in regime di intramoenia o presso altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi oltre al ticket.

L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a [email protected], così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.

07 Aprile 2026

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