Liste d’attesa e Case di Comunità. Sumai incontra il Presidente Fico: “Pronti a fare la differenza ma occorre definire i ruoli”

Liste d’attesa e Case di Comunità. Sumai incontra il Presidente Fico: “Pronti a fare la differenza ma occorre definire i ruoli”

Liste d’attesa e Case di Comunità. Sumai incontra il Presidente Fico: “Pronti a fare la differenza ma occorre definire i ruoli”

“Le Case di Comunità sono uno snodo decisivo per il futuro della sanità campana, ma potranno funzionare realmente solo attraverso équipe multiprofessionali nelle quali lo specialista ambulatoriale sia parte strutturale dei percorsi di cura” sottolinea il sindacato, ma la priorità è il nuovo Accordo Integrativo Regionale per definire funzioni, responsabilità e modelli organizzativi.

“Gli specialisti ambulatoriali possono giocare un ruolo decisivo nelle Case di Comunità per la riduzione delle liste d’attesa, ma occorrerà determinare con chiarezza i ruoli nell’ambito del prossimo Accordo Integrativo Regionale (AIR)”.

Questo il messaggio lanciato alla Regione Campania dal Sumai Assoprof nel corso dell’incontro tenuto ieri dalle principali rappresentanze della specialistica con il Presidente Roberto Fico. Un incontro – definito dal sindacato “proficuo” – durante il quale la rappresentanza regionale del Sumai Assoprof, composta nell’occasione dal presidente nazionale Sumai e segretario regionale in Campania Luigi Sodano e dai segretari provinciali di Napoli e di Salerno Gaetano Amorico ed Emilio Scalzone, ha discusso delle criticità che ormai da anni attanagliano la Campania. Come detto, tema centrale è stato il ruolo degli specialisti ambulatoriali nelle Case di Comunità.

Per il Sumai, queste strutture non possono essere considerate semplici contenitori nei quali erogare prestazioni, ma devono diventare il luogo della presa in carico multidisciplinare, della prevenzione e della continuità assistenziale. Un obiettivo che richiede la presenza stabile degli specialisti e una piena integrazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le altre professioni sanitarie. “Abbiamo registrato attenzione e disponibilità verso le nostre proposte – dice Luigi Sodano – le Case di Comunità sono uno snodo decisivo per il futuro della sanità campana, ma potranno funzionare realmente solo attraverso équipe multiprofessionali nelle quali lo specialista ambulatoriale sia parte strutturale dei percorsi di cura. Ora è necessario avviare il confronto sul nuovo Accordo Integrativo Regionale e definire funzioni, responsabilità e modelli organizzativi con tempi certi”.

Tra le altre priorità richiamate dal sindacato figurano l’attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali della specialistica, il potenziamento dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, lo sviluppo della telemedicina e del teleconsulto, il superamento delle differenze organizzative tra le aziende sanitarie e un incremento dell’offerta specialistica per contrastare le liste di attesa. Il Sumai ha inoltre chiesto una maggiore valorizzazione degli specialisti ambulatoriali che operano nelle strutture ospedaliere e universitarie. “L’incontro è stato proficuo, ma il sindacato continuerà a chiedere risposte concrete – sottolineano Amorico e Scalzone – senza personale, nuovi incarichi e una chiara organizzazione del lavoro, le Case di Comunità rischiano di restare strutture incomplete. Gli specialisti ambulatoriali sono pronti a contribuire alla presa in carico dei pazienti cronici e fragili, alla riduzione degli accessi impropri in ospedale e al miglioramento delle liste di attesa. È un patrimonio professionale che la Regione deve utilizzare pienamente”.

22 Luglio 2026

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