Lotta al dolore. Al via progetti formativi rivolti a geriatri e ortopedici

Lotta al dolore. Al via progetti formativi rivolti a geriatri e ortopedici

Lotta al dolore. Al via progetti formativi rivolti a geriatri e ortopedici
I due cicli di lezioni, sono promossi da Sigg e Siot, con il sostegno incondizionato di Grünenthal. Obiettivo: “Sensibilizzare gli specialisti delle due branche sulla centralità del proprio ruolo nel trattamento del dolore, ancora oggi scarsamente adeguato”.

La Sigg (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria) e la Siot (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) lanciano questa settimana due campagne di formazione incentrate sul problema del dolore, partendo dalla consapevolezza che questo richieda “un approccio sempre più mirato in ragione della sua frequenza e rilevanza nella pratica clinica di geriatri e ortopedici”.

I due programmi didattici, realizzati con il sostegno incondizionato di Grünenthal Italia, si inseriscono nei rispettivi percorsi Ecm dei due profili professionali e presentano un’organizzazione “a cascata” per raggiungere il maggior numero di specialisti: 25 geriatri e 25 ortopedici appositamente istruiti saranno infatti a loro volta docenti nei diversi cicli di lezioni in programma su tutto il territorio nazionale.

Le lezioni destinate ai geriatri (il progetto è denominato “Come”) prenderanno avvio a fine maggio: l’iniziativa sarà caratterizzata da un focus sulla ‘Comunicazione Efficace’ e ha l’obiettivo di offrire un percorso innovativo, che permetta ai partecipanti di trasformare la comunicazione e l’innovazione terapeutica in un unico strumento al servizio del paziente anziano. “Il focus sulla comunicazione – spiega Giuseppe Paolisso, presidente della Sigg, a capo del board di formatori del progetto Come – metterà in risalto l’importanza del dialogo efficace tra medico e paziente: spesso il dolore è sottostimato dall’anziano, che non lo comunica adeguatamente, o non è affrontato in modo appropriato dal medico, che suole concentrarsi su altri profili, trascurando di esaminare l’impatto che può avere il dolore sulle condizioni generali del paziente geriatrico, aggravando soprattutto le difficoltà motorie. Il miglioramento della comunicazione sul dolore – ha aggiunto Paolisso – può aiutare a contrastare il problema, incidendo sulla qualità della vita del paziente e cooperando a risolvere altre problematiche che, pur collegate al dolore, non sono ad oggi affrontate nella corretta dimensione. Tra queste, ad esempio, la sostenibilità della terapia: un dolore più sopportabile contribuirà all’aumento della compliance da parte del paziente, specie all’interno dell’orizzonte polipatologico sovente affrontato dagli anziani; e con l’aumento della compliance terapeutica, potremo ottenere una riduzione dei tempi di degenza e di cura in genere, col conseguente abbattimento dei costi di ricovero e di farmacoterapia”.

Il Progetto Come, del cui board scientifico fanno parte, oltre a Paolisso, Giovanni Gambassi, Raffaele Antonelli Incalzi e Massimo Fini, toccherà ben 13 città italiane, rivolgendosi a circa 500 geriatri.

Il percorso formativo dedicato agli ortopedici (denominato “Gesto”), invece, sarà inaugurato il prossimo 30 marzo, con una sessione di due giorni dedicata alla preparazione dei docenti, cui seguiranno le lezioni sul territorio a partire dal mese di aprile. Incentrato sulla ‘Gestione del Trattamento del dolore cronico in Ortopedia’, il progetto mira a fornire un quadro esaustivo della terapia farmacologica del dolore cronico e a puntualizzare il ruolo della terapia con oppiacei, fondamentale per il controllo del dolore cronico moderato-grave, richiamando l’attenzione sulle recenti innovazioni terapeutiche.

“L’ortopedico – spiega Paolo Cherubino, vicepresidente della Siot, direttore Clinica Ortopedica e Traumatologica Università di Varese, che guiderà il gruppo di formatori del Progetto Gesto – ha nel suo armamentario tecnico tutti gli elementi per fare una diagnosi orientata alla scelta del più adeguato trattamento contro il dolore: in questo senso ha una funzione assolutamente insostituibile. La diffusione di questa convinzione tra gli specialisti ortopedici rappresenta un obiettivo, anzitutto culturale, che doverosamente stiamo cercando di conseguire. L’auspicio è quello di coinvolgere, direttamente o indirettamente, la maggior parte dei chirurghi ortopedici italiani”.

Un migliaio gli ortopedici che saranno formati e 13, anche in questo caso, le città italiane coinvolte nel Progetto Gesto, la cui organizzazione scientifica è stata curata da Cherubino in collaborazione con Guido Fanelli, affiancati da Roberto Viganò, Diego Fornasari e Patrizia Romualdi.
 

29 Marzo 2012

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