Manovra. Fimmg: “Alla medicina generale servono impegni e risorse certe per aumentare attrattività dei giovani medici”

Manovra. Fimmg: “Alla medicina generale servono impegni e risorse certe per aumentare attrattività dei giovani medici”

Manovra. Fimmg: “Alla medicina generale servono impegni e risorse certe per aumentare attrattività dei giovani medici”

Biancalani: “Il rafforzamento dell'assistenza territoriale non può restare un obiettivo programmatico”. Rinnovo Acn, incentivi alla prevenzione, personale negli studi e ricambio generazionale le priorità.

“Prendiamo atto delle risorse annunciate per il Servizio sanitario nazionale. Ora è necessario capire quale spazio la manovra riserverà alla medicina generale. Il rafforzamento dell’assistenza territoriale non può restare un obiettivo programmatico, ma deve tradursi in finanziamenti certi e misure strutturali”, lo dice Niccolò Biancalani, segretario generale nazionale della Fimmg, all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge di Bilancio 2027.

“Siamo all’inizio del percorso parlamentare e riteniamo che ci siano le condizioni per accogliere le richieste che abbiamo avanzato”.

A rendere più urgente un intervento sono i dati del Rapporto Bes 2026 dell’Istat. Nel 2024 il 54,5% dei medici di famiglia aveva oltre 1.500 assistiti, una percentuale quasi raddoppiata rispetto al 2014. Nel 2025, inoltre, oltre 5,6 milioni di italiani, pari al 9,6% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento necessario. Sono due segnali distinti delle criticità del sistema, che rendono ancora più importante potenziare le cure primarie e garantire ai cittadini un accesso tempestivo all’assistenza.

La Federazione chiede innanzitutto risorse vincolate per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale 2025-2027. Queste devono garantire ai compensi della medicina generale almeno l’allineamento strutturale alla dinamica dei rinnovi del pubblico impiego, con una quota aggiuntiva dedicata al recupero del valore perso negli anni. A questo si affianca la richiesta di una tassazione agevolata per i compensi legati al raggiungimento di obiettivi di salute misurabili e coerenti con i Lea: coperture vaccinali, screening e prevenzione, assistenza domiciliare, presa in carico dei pazienti cronici e fragili. Servono poi misure strutturali di decontribuzione e incentivi fiscali per l’assunzione di personale negli studi medici, così da rafforzarne l’organizzazione e liberare tempo da dedicare ai pazienti. Resta poi centrale il problema della carenza dei medici di famiglia, destinato ad aggravarsi senza un adeguato ricambio generazionale.

La Fimmg chiede una programmazione dei fabbisogni che tenga conto dei pensionamenti e delle esigenze dei territori, il rafforzamento della formazione specifica in medicina generale e misure concrete per rendere la professione più attrattiva per i giovani medici. “Non si tratta soltanto di riconoscere economicamente il lavoro dei medici di famiglia, ma di mettere la medicina generale nelle condizioni di rispondere ai bisogni crescenti dei cittadini – prosegue Biancalani -. Non possiamo immaginare un’assistenza territoriale più forte senza investire nei professionisti e nelle strutture organizzative che devono renderla possibile. Ogni nuova funzione deve essere accompagnata dalle risorse necessarie a sostenerla”. È visto con favore l’innalzamento proposto dal Governo al tetto del regime forfettario a 100mila euro.

La Fimmg ricorda inoltre che il presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato, Franco Zaffini, intervenendo al recente Congresso nazionale della Federazione, ha evidenziato come la quota di spesa sanitaria pubblica destinata alla medicina generale sia scesa dal 6,1% del 2014 al 5,2%. Zaffini ha indicato l’obiettivo di riportarla almeno ai livelli del 2014: un fabbisogno di circa 1,3 miliardi di euro annui, da destinare attraverso un fondo vincolato a innovazione e progetti assistenziali.

“Ci aspettiamo che Governo e Parlamento colgano l’occasione di questa manovra per avviare un’inversione di tendenza – conclude Biancalani -. Il nostro obiettivo non è contrapporre le diverse componenti del Servizio sanitario nazionale, ma garantire che il rafforzamento degli ospedali proceda insieme a quello dell’assistenza territoriale. La Fimmg è pronta a offrire il proprio contributo al confronto istituzionale, nella convinzione che investire nella medicina generale significhi investire nella salute dei cittadini e nella sostenibilità dell’intero sistema sanitario”.

29 Ottobre 2026

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