Medici di famiglia. Ecco la nuova proposta delle Regioni per il passaggio alla dipendenza. Ma la trattativa con il Ministero è ancora in stallo

Medici di famiglia. Ecco la nuova proposta delle Regioni per il passaggio alla dipendenza. Ma la trattativa con il Ministero è ancora in stallo

Medici di famiglia. Ecco la nuova proposta delle Regioni per il passaggio alla dipendenza. Ma la trattativa con il Ministero è ancora in stallo
Nella richiesta formulata dalle Regioni si chiede di inserire nella norma di legge cui sta lavorando il Ministero della Salute un passaggio che consenta di “reclutare personale dipendente per garantire le attività di assistenza primaria da svolgere all’interno delle case della comunità”. Ma la trattativa col Governo ancora non si sblocca. Da sciogliere anche il nodo della clausola che consentirebbe al Ministero d’intervenire qualora le trattative con i mmg in sede Sisac non riuscissero a sbloccarsi

“Le Regioni e le Province autonome, per il tramite degli Enti del servizio sanitario regionale, possono reclutare personale dipendente per garantire le attività di assistenza primaria da svolgere all’interno delle case della comunità, entro i vigenti limiti di spesa per il personale cumulati con la spesa consuntivata al 31.12.2021 per gli acquisti di servizi sanitari per la medicina di base”.
 
È questa la richiesta messa nero su bianco dalle Regioni e trasmessa al Governo per fare inserire questo passaggio nel provvedimento di riordino della medicina territoriale cui sta lavorando il Ministero della Salute. In sostanza le regioni chiedono che accanto alla figura del medico di famiglia convenzionato possano essere assunti come dipendenti dei medici da far lavorare nelle Case della comunità.
 
Al momento però la trattativa è ancora in stallo e a quanto si apprende il Ministro Speranza non avrebbe gradito molto la richiesta di aprire alla possibilità di assumere medici dipendenti nelle Case della Comunità.
 
Come abbiamo già scritto nelle settimane scorse è forte invece il pressing soprattutto della Regione Campania che inoltre lamenta come tutta la materia del contendere non sia di competenza del Governo nazionale così come è contraria all’intenzione di inserire nella norma anche un intervento sostitutivo del Ministro della salute in caso non si raggiunga un accordo con i Medici di medicina generale in ambito Sisac nella definizione della convenzione.
 
Un punto sul quale sembrano convergere anche il Veneto, la Pa di Bolzano e anche la Puglia che denuncia come la nuova proposta di ruolo per i mmg (orario di 38 ore settimanale e più o meno metà nello studio e metà nelle Case della Comunità e nei servizi distrettuali) non cambia nella sostanza lo status quo.
 
Dall’altro lato (soprattutto Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna) pur non condividendo in pieno la proposta ministeriale pensano invece che bisogna raggiungere un accordo per non rischiare di perdere le risorse del Pnrr (7 mld per il territorio) e che in ogni caso tale proposte rappresenta comunque una buon punti di partenza per invertire lo status quo.
 
L.F.

L.F.

11 Febbraio 2022

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