Medici di famiglia nelle Case della Comunità. Scotti (Fimmg) agli altri sindacati: “Si dimentica perché fu firmato l’Accordo stralcio. La memoria è corta”

Medici di famiglia nelle Case della Comunità. Scotti (Fimmg) agli altri sindacati: “Si dimentica perché fu firmato l’Accordo stralcio. La memoria è corta”

Medici di famiglia nelle Case della Comunità. Scotti (Fimmg) agli altri sindacati: “Si dimentica perché fu firmato l’Accordo stralcio. La memoria è corta”

Il segretario generale FIMMG ricostruisce le ragioni che portarono alla firma dell’accordo di giugno: “Eravamo davanti alla necessità di rispettare le scadenze del PNRR e al rischio che alcune materie venissero disciplinate per legge”. E sulle critiche di altre organizzazioni sindacali avverte: “Alcune responsabilità vengono attribuite all’ACN, ma derivano da scelte legislative precedenti”.

“Si dimentica perché fu firmato. La memoria è corta. Quella di alcuni sindacati, a volte, cortissima”. È con queste parole che il segretario generale della FIMMG, Silvestro Scotti, torna sul confronto che si è riacceso intorno all’ACN stralcio della medicina generale, firmato nel mese di giugno.

In un lungo intervento pubblicato sulla propria pagina Facebook, Scotti ricostruisce il contesto politico e istituzionale nel quale si arrivò alla sottoscrizione dell’accordo e replica alle critiche avanzate da alcune organizzazioni sindacali.

Il punto di partenza, nella ricostruzione del segretario generale FIMMG, è rappresentato dalle condizioni nelle quali si sviluppò quella trattativa. Da una parte le scadenze legate al PNRR e la necessità di rispettare tempi stringenti; dall’altra il rischio che, in assenza di un’intesa contrattuale, alcune questioni riguardanti la medicina generale potessero essere affrontate direttamente dal legislatore.

È proprio questo, secondo Scotti, il passaggio che oggi rischia di essere dimenticato nel dibattito sull’ACN stralcio.

La firma, nella lettura della FIMMG, fu dunque una scelta dettata dalla necessità di mantenere all’interno della contrattazione nazionale il governo di una parte rilevante delle trasformazioni della medicina generale, evitando che quelle materie uscissero dal confronto tra le parti per essere definite esclusivamente attraverso norme di legge.

L’accordo di giugno, sottolinea Scotti, non avrebbe rappresentato un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso più ampio destinato a proseguire con il rinnovo dell’ACN 2025-2027.

Il nodo delle questioni ancora aperte

Per la FIMMG, il dibattito attuale deve quindi essere ricondotto alla funzione che l’ACN stralcio avrebbe dovuto svolgere: consentire di affrontare alcune questioni urgenti e, contemporaneamente, mantenere aperto il percorso della contrattazione nazionale.

Restano infatti diversi temi da affrontare e definire nel nuovo accordo. Tra questi, secondo la prospettiva indicata da Scotti, le modalità organizzative, le tutele professionali, la gestione dei carichi di lavoro e la semplificazione degli adempimenti burocratici.

Questioni che, nella lettura della FIMMG, non possono essere considerate esaurite con lo stralcio di giugno, ma dovranno trovare una risposta nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale.

“Non tutto dipende dal contratto”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda poi la distinzione tra materie contrattuali e materie legislative.

Secondo Scotti, parte delle criticità oggi contestate non sarebbe stata introdotta dall’ACN stralcio, ma sarebbe il risultato di scelte normative precedenti. Il riferimento è anche alla riforma della medicina generale avviata con il decreto Balduzzi del 2012 e alle successive disposizioni legislative che hanno progressivamente modificato il quadro organizzativo e professionale.

Da qui la necessità, sostiene il segretario generale FIMMG, di individuare correttamente il livello al quale indirizzare le richieste di modifica.

Una norma di legge, infatti, può essere modificata soltanto attraverso un intervento legislativo, mentre gli aspetti propri della disciplina contrattuale possono essere oggetto della negoziazione tra le organizzazioni sindacali e la parte pubblica.

Il confronto nella medicina generale resta aperto

L’intervento di Scotti riporta quindi al centro il confronto sul ruolo della contrattazione nella trasformazione della medicina generale.

Da una parte, la posizione della FIMMG: l’ACN stralcio sarebbe stato un passaggio necessario per evitare che una parte delle decisioni sulla professione venisse sottratta al tavolo contrattuale, soprattutto in una fase caratterizzata dalle scadenze del PNRR.

Dall’altra, le critiche di alcune organizzazioni sindacali, che contestano alcune delle scelte contenute nell’accordo e le loro ricadute sull’organizzazione del lavoro e sull’attività dei medici di medicina generale.

Il prossimo banco di prova sarà ora il percorso per il nuovo ACN 2025-2027, chiamato a intervenire sui nodi rimasti aperti e a misurarsi con una medicina generale alle prese con una trasformazione profonda: nuovi modelli organizzativi, maggiore integrazione con il territorio, digitalizzazione, carichi burocratici e necessità di rendere più sostenibile il lavoro dei professionisti.

11 Settembre 2026

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