Morbillo in Italia. Casi triplicati nei primi mesi del 2026. Gli Assistenti sanitari: “La copertura vaccinale è sotto soglia”

Morbillo in Italia. Casi triplicati nei primi mesi del 2026. Gli Assistenti sanitari: “La copertura vaccinale è sotto soglia”

Morbillo in Italia. Casi triplicati nei primi mesi del 2026. Gli Assistenti sanitari: “La copertura vaccinale è sotto soglia”

Colpiti soprattutto gli adulti non vaccinati. Il ruolo strategico della prevenzione territoriale e del colloquio vaccinale. La presidente Addis: "Dove siamo più presenti, la copertura è più alta e la circolazione del virus è più contenuta".

Nei primi mesi del 2026, i casi di morbillo in Italia si sono triplicati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A lanciare l’allarme è la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), che richiama il valore strategico della prevenzione territoriale e della prossimità ai cittadini.

Quando la copertura vaccinale scende sotto la soglia critica del 95 per cento, il morbillo può tornare a circolare. E lo fa rapidamente, colpendo soprattutto le persone non vaccinate o che non hanno completato il ciclo previsto. I numeri lo confermano. Secondo l’Istituto superiore di sanità e i dati europei dell’Ecdc, l’Italia è tra gli Stati con la più alta incidenza nell’Unione europea, dietro solo a Romania e Francia. I focolai registrati lungo tutto lo stivale – dalla Calabria alla Liguria – raccontano di una diffusione che non riguarda solo contesti marginali, ma attraversa territori e fasce di popolazione differenti.

A preoccupare è anche il profilo dei contagiati. Oltre il 90 per cento non è vaccinato e l’età media si è spostata tra i 28 e i 31 anni. Non più solo bambini, ma adulti che spesso non hanno completato il ciclo vaccinale e che per questo risultano più esposti a complicanze come polmoniti ed encefaliti, che nei soggetti fragili possono avere esiti gravi o fatali. Quest’anno, in quasi la metà dei casi registrati è stato necessario il ricovero in ospedale.

Il ruolo degli Assistenti sanitari
Non è solo una questione epidemiologica, ma organizzativa e soprattutto culturale. Il morbillo resta una delle malattie infettive più contagiose: si trasmette per via aerea e si diffonde con estrema facilità. Eppure, è prevenibile. E la distanza tra queste due condizioni si misura nella capacità del sistema sanitario di arrivare alle persone, prima che lo faccia il virus.

È qui che entrano in campo gli Assistenti sanitari. Sono i professionisti della prevenzione che operano dentro le comunità: sul territorio, a contatto diretto con la popolazione, occupandosi della promozione della salute, delle campagne vaccinali e del monitoraggio delle coperture. Supportano le scelte di salute delle persone.

“In un contesto in cui l’esitazione vaccinale continua a incidere – commenta Daniela Addis, presidente della Commissione di albo – il nostro intervento si gioca soprattutto sulla relazione. Il colloquio vaccinale è uno strumento indispensabile: un confronto strutturato che unisce competenze sanitarie, comunicative e psicologiche. L’obiettivo è costruire un dialogo basato sull’ascolto, partendo da dubbi reali – spesso alimentati da informazioni distorte o frammentate – verso chiarimenti necessari, per accompagnare le famiglie in scelte vaccinali consapevoli”.

“È un lavoro poco visibile, ma con effetti diretti sulla tenuta del sistema – continua Addis – dove la presenza degli Assistenti sanitari è più capillare, la copertura vaccinale è più alta e la circolazione del virus è più contenuta”. Una correlazione che emerge nei territori e che la Commissione di albo nazionale indica “come una delle leve su cui investire per rafforzare la risposta al ritorno del morbillo”.

I consigli per difendersi
Il ritorno del morbillo non è solo un campanello d’allarme, ma orienta su dove e su come intervenire. Rafforzare la prevenzione e investire su chi la rende concreta ogni giorno: professionisti che trasformano i dati epidemiologici in azioni e raccomandazioni in scelte individuali.

I consigli degli Assistenti sanitari per difendersi dal morbillo sono semplici: verificare lo stato vaccinale, completare il ciclo se necessario, rivolgersi ai servizi territoriali e, in caso di perplessità, rivolgersi al proprio medico e controllare sempre le fonti di quanto viene letto sul web. Per il sistema, la sfida è rendere questi servizi sempre più accessibili e riconoscibili. Il morbillo non si ferma solo con un vaccino, ma solo quando quel vaccino arriva, viene compreso e viene scelto. E questo passaggio, oggi più che mai, passa anche dalle mani degli Assistenti sanitari.

20 Maggio 2026

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