“Non c’è più tempo”. La Fnomceo aderisce al Global Day of Climate Action

“Non c’è più tempo”. La Fnomceo aderisce al Global Day of Climate Action

“Non c’è più tempo”. La Fnomceo aderisce al Global Day of Climate Action
In occasione della giornata di azione globale per il contrasto dei cambiamenti climatici indetta per domani, 25 settembre, da Fridays For Future, la Federazione lancia il progetto “Medici sentinella per l’ambiente”: medici, formati ad hoc in ogni comune quali rappresentanti dell’Ordine territoriale, diventeranno protagonisti di progetti di ricerca e di raccolta di dati per comprendere come i fattori ambientali incidano sulla salute delle Comunità locali.

Anche la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) sostiene il Global Day of Climate Action, la giornata di azione globale per il contrasto dei cambiamenti climatici indetta per domani, 25 settembre, da Fridays For Future. E lancia il progetto “Medici sentinella per l’ambiente”: medici, formati ad hoc in ogni comune quali rappresentanti dell’Ordine territoriale, diventeranno protagonisti di progetti di ricerca e di raccolta di dati, attraverso la rete dei medici presenti sul territorio, per comprendere come i fattori ambientali incidano sulla salute delle Comunità locali.

Un progetto già avviato, in versione pilota, dall’Ordine dei Medici di Bari, che ora, per iniziativa del Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, del Coordinatore della Commissione Ambiente e Salute Globale, Emanuele Vinci, e del rappresentante nella stessa Commissione del Comitato Centrale, Guido Giustetto, sarà esteso a livello nazionale.

“Non c’è più tempo: i cambiamenti climatici hanno innescato una crescente crisi sanitaria” premette Emanuele Vinci.

“Numerose evidenze scientifiche indicano che è il cambiamento climatico a costituire la minaccia maggiore al benessere, alla salute, alla sicurezza alimentare, all'equità nella distribuzione delle risorse e alla stessa incolumità di miliardi di esseri umani – spiega -. Negli ultimi decenni, l’Onu e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno indicato in modo inequivocabile che già oggi i rischi ambientali causano il 23 per cento delle morti”.

“Nei prossimi anni, i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più incisivi sulla vita quotidiana e sui sistemi produttivi, determinando la scomparsa di molte città e aree costiere, rendendo impraticabile l'agricoltura in varie parti del mondo – pronostica -. L'entità delle attuali migrazioni impallidirà sotto la spinta di intere popolazioni in fuga dal caldo soffocante, dalla siccità e dalla sete, dalle alluvioni e dagli uragani, dalla distruzione delle attività economiche e sociali. Le stesse pandemie infettive, recenti e in atto, stanno diventando sempre più pericolose e frequenti, trovando terreno favorevole per la loro diffusione nei fattori ambientali inquinanti e clima-alteranti.E le persone più fragili, in primis disabili, bambini e anziani, sono e saranno le più colpite con effetti sociali destabilizzanti”.

“Non c’è più tempo da perdere, anche nella consapevolezza delle responsabilità delle attività umane nella produzione di quantità crescenti di CO2 e altri gas serra nell’atmosfera, che è la causa principale del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici – conclude Vinci -. I governi di tutto il mondo stanno investendo centinaia di miliardi di euro per il futuro a seguito della pandemia Covid-19 e, per spenderli bene, dovranno privilegiare gli investimenti in grado di contrastare i cambiamenti climatici, favorendo innanzitutto la transizione energetica da combustibili fossili alle energie rinnovabili, sulla base degli obiettivi fissati dalla Conferenza di Parigi nel 2015”.

“In questa grande sfida per fronteggiare la crisi climatica e sanitaria, i medici si stanno impegnando in tutto il mondo a svolgere funzioni di “Sentinella per l’Ambiente”, a rappresentare un anello di congiunzione tra evidenze scientifiche e corretta informazione alle popolazioni, tra Istituzioni e Comunità, tra problemi globali e azioni locali – spiega il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Nella realtà italiana riteniamo che sia fondamentale un collegamento con le Comunità, da attuarsi attraverso un raccordo tra gli Ordini dei Medici territoriali e i Sindaci, che sono l’autorità sanitaria locale”.

“Nei 48 comuni della Città metropolitana di Bari abbiamo formalizzato questo raccordo tramite protocolli d’intesa, che contemplano tematiche ambientali, di educazione agli stili di vita e che, durante l’epidemia di Covid-19, hanno avuto e possono ancora avere una valenza concreta di gestione dei rischi e controllo dei focolai – conclude Anelli -. Questa buona pratica può essere ora esportata a livello nazionale, diventando il modello di declinazione dei “Medici sentinella” per la realtà italiana, che si fonda in maniera forte sulla prossimità e sulle comunità locali”.  

24 Settembre 2020

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