Numero chiuso a medicina. Raccolte oltre 30mila firme in 48h per la petizione online, ma la Fnomceo esprime la sua contrarietà

Numero chiuso a medicina. Raccolte oltre 30mila firme in 48h per la petizione online, ma la Fnomceo esprime la sua contrarietà

Numero chiuso a medicina. Raccolte oltre 30mila firme in 48h per la petizione online, ma la Fnomceo esprime la sua contrarietà
Chiedono al Ministro Anna Maria Bernini una riforma vera del sistema di accesso alla facoltà di medicina in Italia i promotori della petizione, ma per il presidente Fnomceo Anelli l’iniziativa “Non ci convince nel metodo né, tantomeno, nel merito”

È polemica sulla raccolta in 48 ore delle 33mila dalla petizione online lanciata su Change.org dal Comitato per l’abolizione del numero chiuso a medicina che chiede al Ministro Anna Maria Bernini “una riforma vera del sistema di accesso alla facoltà di medicina in Italia”. Se i promotori plaudono al successo di contro dalla Fnomceo arriva una “Ferma contrarietà” all’iniziativa

“Non ci convince nel metodo né, tantomeno, nel merito” precisa il Presidente Filippo Anelli. “Nel metodo – spiega – perché non è certo attraverso una petizione on line che si può decidere una riforma cruciale e con ricadute sull’intera società come è quella della formazione dei medici. La petizione può senz’altro accendere un riflettore su un argomento così importante; ma le decisioni vanno poi lasciate a chi ne ha le competenze, ha realmente il quadro della situazione e dispone di tutti i dati per una corretta programmazione dei fabbisogni”.

“Nel merito – aggiunge – far saltare, tout court e senza correttivi, il numero programmato significherebbe, come più volte rimarcato, consentire a tutti di poter accedere a Medicina, senza salvaguardare la qualità dell’informazione, che oggi il mondo ci invidia. Significherebbe non poter garantire a tutti i laureati una borsa di specializzazione, ricreando quell’imbuto formativo che ha tenuto prigioniere intere leve di medici; e che solo ora, grazie all’impegno degli ultimi Governi, compreso quello attuale, abbiamo riassorbito. Significherebbe, alla fine della filiera, trovarci con più medici di quanti siano necessari per il buon andamento del Ssn”

Anelli ribadisce quindi l’importanza di una programmazione efficace ed efficiente. “Sosteniamo l’azione riformatrice intrapresa dal Ministro dell’Università Anna Maria Bernini che, in accordo con il Governo, sta attuando un’apertura “sostenibile” della facoltà di Medicina, con un aumento graduale dei posti che tenga in debito conto tre fattori fondamentali: la capacità formativa degli atenei, la previsione di un aumento delle borse di specializzazione e il contesto in cui i futuri colleghi andranno ad operare. L’obiettivo è quello di creare un modello adeguato, parametrato alle esigenze assistenziali della popolazione da qui a dieci-undici anni, quando le matricole di oggi saranno diventate gli specialisti di domani, e in grado di assorbire tutti i professionisti ottimizzando l’impiego delle risorse”. Numero chiuso a medicina. Raccolte oltre 30mila firme in 48h per la petizione online

“È innegabile che l’Italia stia affrontando una delle più gravi situazioni in ambito sanitario e assistenziale: la carenza di medici è ormai cronica”, spiegano i promotori della petizione. “Lo abbiamo visto durante pandemia di Covid-19 e continuiamo a vederlo, ancora oggi: corsie ospedaliere vuote, medici in pensione richiamati in servizio, medici stranieri assunti per non chiudere i reparti. I cittadini muoiono perché privati di assistenza medica di prossimità e ospedaliera ma il sistema del numero chiuso, unica causa di questo sfacelo, resta intoccabile e tenacemente protetto da pochi interessi di parte”, sottolineano.

I promotori ricordano come l’ultima sessione del Tolc, in particolare, “può essere considerata la peggiore procedura selettiva di sempre. Signora Ministro – scrivono – chieda pure ai candidati cosa è stato realmente l’ultimo test di medicina…. Un calvario costato caro a migliaia di famiglie dove non è stata la preparazione ad essere premiata, né è stato l’impegno ad avere la meglio. No. È stata la casualità di un quiz iperspecialistico e la fatalità di un sistema “equalizzato” aleatorio a decretare chi potrà proseguire per la propria strada e chi no, ledendo quel diritto allo studio sancito dal nostro ordinamento. Il diritto allo studio non può essere neanche ad appannaggio di chi ha maggiori possibilità economiche e può permettersi l’iscrizione, sin dagli anni del liceo, in costose scuole di preparazione. Così come non è neanche corretto che un ragazzo del liceo si concentri di più nella preparazione ai test piuttosto che preoccuparsi del proprio percorso scolastico,” specificano gli autori dell’appello.

“Serve una riforma vera, e serve adesso” ribadiscono chiedendo al ministro di guardare all’intera vicenda e, con onestà intellettuale, analizzare le falle di un sistema imperfetto, per rivedere una volta e per tutte il metodo d’accesso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria”.

28 Settembre 2023

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