Nuovo scontro tra Fnomceo e Fnopi sulle competenze infermieristiche

Nuovo scontro tra Fnomceo e Fnopi sulle competenze infermieristiche

Nuovo scontro tra Fnomceo e Fnopi sulle competenze infermieristiche

Il presidente degli Ordini dei medici: “Passaggio di competenze dai medici agli infermieri che rischia di far abbassare la qualità dell'assistenza”. La replica degli Ordini degli infermieri: “Comunicazioni che generano solo ulteriore disagio in pazienti e cittadini”.

Dopo la morte del piccolo Domenico, al centro dell’inchiesta sul trapianto di un cuore congelato, si apre un duro confronto tra i medici e gli infermieri sul tema delle competenze professionali. Le dichiarazioni del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, hanno innescato la replica immediata della FNOPI, che parla di “battaglie ideologiche” e annuncia possibili azioni a tutela della categoria.

In un’intervista a La Stampa, Anelli ha sottolineato che “le responsabilità le accerterà la magistratura”, ma che “da quello che trapela dai verbali delle testimonianze si profilano responsabilità che vanno dalla negligenza alla più grave imprudenza”. Secondo il presidente dei medici, “dietro questa catena di errori c’è anche questa tendenza sempre più diffusa del passaggio di competenze dai medici agli infermieri che rischia di far abbassare la qualità dell’assistenza”.

Parole che hanno suscitato la dura reazione della FNOPI. La Federazione degli infermieri “prende le distanze da qualsiasi comunicazione che generi solo ulteriore disagio in pazienti e cittadini rispetto alla triste vicenda del piccolo Domenico” e giudica inaccettabile mettere in correlazione “la grave e conclamata catena di errori nelle procedure di espianto e trapianto con l’accresciuto passaggio di competenze e responsabilità alle professioni infermieristiche”.

Secondo la FNOPI, rilanciare tali affermazioni significa “utilizzare un evento tragico e doloroso per portare avanti battaglie ideologiche di categoria sull’atto medico che nulla hanno a che fare con quanto avvenuto tra Bolzano e Napoli”. La Federazione si riserva inoltre di “tutelare in sede civile, penale e disciplinare l’immagine e le competenze degli infermieri italiani rispetto alle gravi affermazioni riportate”.

Nel comunicato si richiama alla necessità di “ricucire il clima di fiducia rispetto all’intera rete dei trapianti”, rivendicando “i quotidiani successi e l’alta professionalità interdisciplinare che contraddistingue in Italia questo fondamentale settore del Servizio sanitario nazionale”. La FNOPI rivendica il silenzio mantenuto finora come segno di rispetto per le indagini e per il dolore della famiglia, invitando ad “abbassare i toni” e a “rendere merito a tutti i professionisti sanitari che hanno assistito il piccolo Domenico fino all’ultimo giorno di vita”.

Lo scontro riporta al centro del dibattito un tema già sensibile nel Servizio sanitario nazionale: l’evoluzione delle competenze infermieristiche (a breve saranno introdotte tre nuove lauree specialistiche che daranno agli infermieri la possibilità di prescrivere presidi e ausili sanitari) e la ridefinizione dei confini professionali. Un confronto che si intreccia con le esigenze organizzative, con la carenza di medici in alcune aree e con il progressivo ampliamento delle responsabilità degli infermieri, ma che in questo caso si innesta su una vicenda giudiziaria ancora tutta da chiarire.

02 Marzo 2026

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