Odontoiatria societaria. Andi: “Il Parlamento torni a mettere al centro pazienti e responsabilità professionale”

Odontoiatria societaria. Andi: “Il Parlamento torni a mettere al centro pazienti e responsabilità professionale”

Odontoiatria societaria. Andi: “Il Parlamento torni a mettere al centro pazienti e responsabilità professionale”

In occasione della ripresa dell’esame del Ddl C. 2365 alla Camera, l’Associazione nazionale dentisti italiani chiede di ricondurre l’esercizio societario dell’odontoiatria al modello delle Società tra Professionisti (STP). Al centro, la tutela dei pazienti, la continuità delle cure e l’autonomia clinica.

Ricondurre l’esercizio dell’odontoiatria in forma societaria al modello delle Società tra Professionisti (STP), per garantire la tutela dei pazienti, la continuità delle cure e la responsabilità dei professionisti sanitari. È la richiesta che l’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) rivolge al Parlamento in occasione della ripresa, oggi, dell’esame del disegno di legge C. 2365, “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria”, in XII Commissione Affari sociali della Camera.

Per Andi il punto di partenza è chiaro: l’odontoiatria è una professione sanitaria e non può essere assimilata a una comune attività commerciale. Le decisioni cliniche devono essere assunte nell’interesse del paziente, in piena autonomia e sotto la responsabilità di professionisti abilitati, senza che possano essere condizionate da obiettivi economici o organizzativi estranei alla valutazione sanitaria. Una posizione ribadita anche alla luce delle chiusure improvvise di alcune catene odontoiatriche, che negli ultimi anni hanno lasciato pazienti con trattamenti incompleti e prestazioni già pagate, oltre a ripercussioni sui professionisti e sui lavoratori coinvolti.

Andi ritiene quindi che la Società tra Professionisti rappresenti il modello societario coerente con la natura dell’attività odontoiatrica. La STP consente infatti di coniugare organizzazione, capacità di investimento e sostenibilità economica con un principio essenziale: la responsabilità professionale resta al centro della struttura societaria. La società è iscritta all’Albo ed è sottoposta alla vigilanza dell’Ordine e alle norme deontologiche.

Non si tratta quindi di contrapporre il professionista all’impresa, né di impedire lo sviluppo di strutture odontoiatriche organizzate e moderne, sottolinea Andi. Si tratta, al contrario, di stabilire una regola semplice: quando l’oggetto dell’attività è la salute, la responsabilità sanitaria deve prevalere sulla logica puramente commerciale.

Negli ultimi anni, ricorda Andi, la chiusura improvvisa di alcune società e catene odontoiatriche ha lasciato pazienti con terapie interrotte, prestazioni già pagate e non completate e finanziamenti ancora in corso. Alle conseguenze economiche si sono aggiunte le difficoltà nel reperire la documentazione clinica e nell’individuare nuovi professionisti ai quali affidare la prosecuzione delle cure. Ripercussioni che hanno coinvolto anche odontoiatri, igienisti dentali, assistenti di studio e altri lavoratori, spesso privi di un effettivo potere sulle decisioni societarie.

Uno scenario che pone una domanda alla quale, secondo Andi, il legislatore non può continuare a sottrarsi: chi garantisce il paziente quando la logica societaria entra in conflitto con la continuità delle cure? E la risposta passa dal ricondurre, come regola generale, l’esercizio societario dell’odontoiatria al modello delle Società tra Professionisti, prevedendo le necessarie eccezioni per specifiche realtà sanitarie e universitarie e un congruo periodo transitorio per le società già operanti: “Non significa quindi limitare la libertà d’impresa, ma finalmente riconoscere che l’attività odontoiatrica consiste nella tutela della salute di una persona. Ed è proprio questa peculiarità a richiedere che l’organizzazione societaria sia costruita intorno alla responsabilità del professionista sanitario, alla sua autonomia clinica e al rispetto delle norme deontologiche”.

Andi rivolge quindi al Parlamento un appello a intervenire, affinché nell’esercizio dell’odontoiatria in forma societaria la tutela della salute, l’autonomia clinica e la responsabilità professionale prevalgano sulle logiche puramente commerciali.

03 Novembre 2026

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