Ortottisti: “Nessuna sostituzione dell’Oftalmologo, ma collaborazione per ridurre le liste d’attesa”

Ortottisti: “Nessuna sostituzione dell’Oftalmologo, ma collaborazione per ridurre le liste d’attesa”

Ortottisti: “Nessuna sostituzione dell’Oftalmologo, ma collaborazione per ridurre le liste d’attesa”

La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti risponde ad Aimo sul "filtro ortottico" avviato in Lombardia: "Competenze e responsabilità diverse, ma integrate nel percorso di cura".

Il confronto sul “filtro ortottico” avviato da Regione Lombardia si arricchisce di una nuova voce. La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti prende atto delle osservazioni espresse da Aimo – Associazione Italiana Medici Oculisti – e interviene per chiarire il proprio ruolo nell’organizzazione dei servizi a tutela della salute visiva.

“Riteniamo che il confronto debba svilupparsi in un clima di collaborazione e di reciproco riconoscimento professionale, evitando contrapposizioni tra figure sanitarie che, nella pratica quotidiana, sono chiamate a lavorare insieme nell’interesse della persona assistita”, si legge nel comunicato della Commissione.

Gli Ortottisti sottolineano come nel comunicato di Aimo si affermi esplicitamente che “non è in alcun modo in discussione il valore professionale dell’Ortottista”. Per la Commissione, questo “tradotto significa riconoscere pienamente le peculiarità proprie di questa professione sanitaria e il contributo che essa può offrire all’interno di percorsi assistenziali organizzati in modo appropriato”.

“Parliamo di competenze e responsabilità diverse. L’Ortottista non si sostituisce all’Oftalmologo”, chiarisce la Commissione. “Effettua valutazioni ortottiche, screening ortottici, esami della refrazione e altri esami finalizzati all’individuazione di alterazioni o condizioni che meritano un ulteriore approfondimento, atti di cui si assume la responsabilità professionale”.

Secondo gli Ortottisti, rilevare una criticità non equivale a formulare una diagnosi medica, ma a riconoscere che quanto emerso richiede un livello successivo di indagine. “È proprio la capacità di distinguere ciò che rientra nelle proprie competenze da ciò che necessita dell’intervento di un altro professionista a rendere efficace la collaborazione tra professioni sanitarie”.

A supporto della necessità di riorganizzare i percorsi, la Commissione cita i dati: il 9,9% della popolazione rinuncia alle visite o esami diagnostici, il 6,8% per le lunghe liste di attesa e il 5,3% per difficoltà economiche.

“Grazie al progetto del ‘filtro ortottico’ – continuano dalla Commissione – la Regione Lombardia punta alla riorganizzazione dei percorsi di cura e alla riduzione delle liste di attesa, con l’obiettivo di integrare le competenze dell’Ortottista all’interno dei nuovi modelli, garantendo sicurezza, appropriatezza, continuità di cura e carichi di lavoro adeguati senza per questo comprimere i tempi di esecuzione delle prestazioni sanitarie”.

La Commissione cita anche l’esperienza francese: nel 2023, in Francia, il settore dell’assistenza oculistica ha subito una riorganizzazione per ridurre le liste di attesa puntando sugli Ortottisti per esami della vista e per la prescrizione di lenti correttive. I risultati mostrano tempi d’attesa dimezzati rispetto ai dati del 2017.

“La valutazione ortottica di primo livello può rappresentare uno degli strumenti per organizzare diversamente la domanda, purché il percorso sia costruito attraverso criteri condivisi, protocolli chiari e precise modalità di accesso alla visita oculistica quando la situazione clinica lo richiede”, spiegano.

“L’obiettivo non è ridurre l’accesso all’Oftalmologo, ma consentire a questo specialista di dedicare le proprie competenze alle condizioni cliniche nelle quali è necessaria una valutazione medica specialistica, senza che questo comporti una riduzione delle garanzie di salute per il cittadino”, precisa la Commissione.

“Siamo d’accordo sulla necessità di garantire appropriatezza, sicurezza e qualità dell’assistenza. L’Oftalmologo deve mantenere la piena responsabilità della valutazione e della gestione delle condizioni che richiedono competenza medica. E siamo altrettanto convinti che l’Ortottista debba poter esercitare pienamente le competenze della propria professione sanitaria, all’interno di percorsi condivisi e integrati. Una collaborazione, a vantaggio dei cittadini e del Servizio sanitario”, conclude la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti.

10 Settembre 2026

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