Patto per la Salute. Giovani medici (Sigm): “Un cambiamento di rotta per valorizzare i giovani”

Patto per la Salute. Giovani medici (Sigm): “Un cambiamento di rotta per valorizzare i giovani”

Patto per la Salute. Giovani medici (Sigm): “Un cambiamento di rotta per valorizzare i giovani”
Positiva, per i giovani medici, l'istituzione di un Tavolo politico tra Governo e Regioni per individuare soluzioni normative per il rilancio della formazione di base e specialistica. Ma si deve partire da subito con una corretta programmazione dei fabbisogni e con il reperimento di risorse all’interno del sistema.

“Riteniamo che il Patto per la Salute contenga le premesse per un possibile cambio di rotta in tema di valorizzazione del capitale umano della sanità, a cominciare dalle giovani generazioni di professionisti”.
 
È questo il commento al Patto per la Salute che arriva dall’Associazione Italiana Giovani Medici (Sigm)  che annuncia, a breve, un Forum Nazionale dei Giovani della Sanità per esitare proposte per rendere il sistema dell’accesso al Ssne della progressione di carriera competitivo e meritocratico.
 
I Giovani Medici  guardano con particolare interesse ai contenuti dell’articolo 22 “Gestione e Sviluppo delle risorse umane”, a partire dall’allentamento dei vincoli nell’assunzione del personale sanitario anche per le Regioni in Piano di Rientro, nonché all’applicazione del DPCM “salvaprecari” per assicurare l'erogazione dei LEA e la sicurezza nelle cure. Il Sigm esprime, altresì, parere positivo per la decisione di istituire un Tavolo politico tra Governo e Regioni incaricato di individuare, in modo partecipativo ed entro una scadenza definita (31 ottobre 2014), guardando anche all'esperienza di altri Paesi UE, i contenuti di un disegno legge delega che faciliti l'accesso delle giovani professionalità sanitarie all'interno del SSN, valorizzandone il ruolo anche in chiave di integrazione multidisciplinare, e ri-disciplini la formazione di base e specialistica, per garantire prospettive migliori alle presenti generazioni di laureati e studenti dell’area sanitaria.
 
“Ma per realizzare tali obiettivi strategici per il Ssn – hanno sottolineato in una nota – è indispensabile adottare adeguate politiche di pianificazione dei fabbisogni di professionalità sanitarie. Per i medici, ad esempio, nel tempo si è creato un grave squilibrio tra accesso alla formazione ed ingresso nel mondo del lavoro ed oggi ne fanno le spese le giovani generazioni. L’introduzione nel Patto di standard di personale per livello di assistenza rappresenta un elemento positivo, ma non basta: è prioritario ottimizzare i flussi informativi esistenti e dotare le Regioni di adeguati strumenti e metodologie per la definizione dei fabbisogni, che sono funzione degli scenari di salute, per definizione in continua evoluzione. E basta ricorrere all’alibi della mancanza di risorse, che intanto è possibile reperire all’interno del sistema salute, rimuovendo da subito eventuali sprechi, inefficienze, clientele e malaffare, rilanciando quindi l’etica e la cultura di sistema anche in sanità, per reinvestirle nei settori strategici e negli ambiti più produttivi”.
 
La riformulazione dell’articolo 22, inoltre, viene incontro alle richieste dei Giovani Medici accantonando l’ipotesi di assunzione dei medici abilitati, tramite concorso, nei vari Servizi Sanitari Regionali con un incardinamento nel Comparto sanitario ed un inquadramento non dirigenziale, e la possibilità di accedere in sovrannumero in qualità di dipendenti del Ssn tramite concorso di specializzazione ad una sorta di percorso formativo parallelo (con frequenza delle sole lezioni all'Università). “Tale approccio, ispirato più a logiche contabili che di sistema – ha aggiunto il Sigm – avrebbe comportato una dequalificazione della formazione medica post laurea ed avrebbe rappresentato un grave errore di valutazione in un contesto di crescente competitività su scala Europea. Per di più, si sarebbero ingenerate potenziali disparità di trattamento tra due percorsi paralleli per l’accesso alla professione. Inoltre, si sarebbe incorsi nel pericolo di saturare le piante organiche ad opera di giovani professionalità a basso costo ed a rapido turn over, almeno sin quando le Regioni non avrebbero implementato la rete assistenziale del territorio, limitando fortemente le possibilità di stabilizzazione future degli attuali neolaureati e studenti in medicina”.
 
Perplessità rimangono, invece, per il mancato recupero del comma 14 dell’articolo 5. “Il principio della remunerazione dei tirocini professionalizzanti non può essere disatteso in quanto obbligo di legge, introdotto a seguito dell’azione di sensibilizzazione condotta dal Sigm che rappresenta il riconoscimento minimo per il ruolo svolto dai corsisti di medicina generale – continuano i Giovani Medici – ma se Governo e Regioni intendono ricomprendere la formazione specifica di medicina generale in un processo di riforma più ampio, ovvero andando oltre la semplice retribuzione delle attività professionalizzanti, non mancheremo di far pervenire il nostro contributo e sostegno”.

14 Luglio 2014

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