Payback dispositivi, udienza TAR il 25 febbraio. Fifo: “La Giustizia ponga rimedio all’inerzia del Governo”   

Payback dispositivi, udienza TAR il 25 febbraio. Fifo: “La Giustizia ponga rimedio all’inerzia del Governo”   

Payback dispositivi, udienza TAR il 25 febbraio. Fifo: “La Giustizia ponga rimedio all’inerzia del Governo”   
Pochi giorni alle prime attese sentenze sul nodo del payback sui dispositivi medici. Sentenze su cui le associazioni dei produttori ripongono molte speranze, dopo che, afferma la presidente di FIFO, Sveva Belviso, “la politica non ha saputo porre rimedio a una crisi che essa stessa ha generato”.

“Il 25 febbraio il TAR sarà chiamato a pronunciarsi sul payback dispositivi medici. Confidiamo che la Giustizia amministrativa possa finalmente porre rimedio alle gravi mancanze delle istituzioni, che non hanno saputo arginare un’emergenza nazionale destinata a travolgere l’intero sistema sanitario”. A dichiararlo, in una nota, Sveva Belviso, presidente di FIFO Sanità Confcommercio.

“I numeri – dice Belviso – sono drammatici: 1.500 piccole e medie imprese rischiano il fallimento, con migliaia di posti di lavoro in bilico e un impatto devastante sull’indotto. L’inerzia della classe politica sta mettendo a repentaglio non solo la sopravvivenza di centinaia di PMI, ma l’intera catena di approvvigionamento dei dispositivi medici negli ospedali italiani. Si tratta di tecnologie e strumenti salvavita essenziali: dai ventilatori polmonari per le terapie intensive alle protesi cardiache, dagli stent coronarici ai dispositivi per dialisi, fino ai prodotti per la circolazione extracorporea. Una crisi che rischia di compromettere l’assistenza sanitaria al cittadino in tutto il Paese – continua la presidente Fifo – Mentre il Governo temporeggia, un intero comparto strategico per la sanità nazionale rischia il collasso”.

“In questi mesi abbiamo assistito a promesse vaghe e rinvii inaccettabili. Il tempo è scaduto – conclude Belviso – La politica non ha saputo porre rimedio a una crisi che essa stessa ha generato. Ci affidiamo ora al TAR affinché, nell’interesse dell’intera comunità, ponga fine a una norma che sta minando alle fondamenta il sistema di approvvigionamento dei dispositivi medici in Italia”.

20 Febbraio 2025

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