Pediatria. Aifm, Sip e Sirm lanciano progetto di sensibilizzazione su corretto utilizzo procedure radiologiche

Pediatria. Aifm, Sip e Sirm lanciano progetto di sensibilizzazione su corretto utilizzo procedure radiologiche

Pediatria. Aifm, Sip e Sirm lanciano progetto di sensibilizzazione su corretto utilizzo procedure radiologiche
L'iniziativa 'Radiazioni in pediatria' si svilupperà in due fasi. La prima prevede un’attività di formazione sui pediatri iscritti alla Sip con l’obiettivo di migliorare il livello di conoscenza delle problematiche legate all’appropriatezza. La seconda  ha l’obiettivo di informare i familiari dei bambini sui benefici e sui rischi derivanti dalle procedure radiologiche.

La popolazione pediatrica italiana (tra 0 e 14 anni), in base ai dati Istat, è di circa 8,5 milioni, corrispondente al 14% dell’intera popolazione, mentre gli esami radiologici eseguiti annualmente nel nostro Paese sono quasi 40 milioni, di cui circa un decimo riguardano gli esami pediatrici. Le tre società scientifiche Aifm Associazione Italiana di Fisica Medica, Sip Società Italiana di Pediatria e Sirm Società Italiana di Radiologia Medica hanno quindi deciso di unire le loro forze per sviluppare un progetto volto a promuovere la radioprotezione in ambito pediatrico e aumentare la consapevolezza sul buon uso dell’imaging radiologico.
 

L’iniziativa interdisciplinare nasce in supporto alle campagne “Image Gently” ed “Eurosafe”. Entrambe le iniziative, la prima promossa da Alliance for Radiation Safety in Pediatric Imaging negli Stati Uniti e in altri 70 paesi del mondo, la seconda dalla European Society of Radiology (ESR), sono finalizzate alla conoscenza sia da parte dell’opinione pubblica che degli operatori di quali siano le più attente pratiche di utilizzo delle radiazioni ionizzanti a scopo diagnostico.
 

Il progetto “Radiazioni in pediatria” si svilupperà in due fasi: la prima prevede un’attività di formazione sui pediatri iscritti alla Sip con l’obiettivo di migliorare e/o aumentare il livello di conoscenza delle problematiche legate all’appropriatezza degli esami radiologici. Nonostante esistano da tempo leggi e decreti riguardanti la radioprotezione dei pazienti e degli operatori, scarsa attenzione è stata rivolta negli ultimi anni a questo importante aspetto. Giovanni Corsello, presidente Sip, dichiara: “In Italia manca una specifica formazione dei pediatri e del personale sanitario in generale in materia di appropriatezza degli esami radiologici e di radioprotezione, spesso sottovalutata già all’interno dei corsi universitari e men che meno affrontata nei corsi di aggiornamento”.
 

Per individuare i bisogni formativi dei pediatri, sarà sottoposto loro un questionario predisposto dalle tre società scientifiche. Saranno così definiti i temi oggetto dei corsi, al termine dei quali sarà elaborato un documento comune nel quale si risponda ai quesiti clinici sull’appropriatezza degli esami e siano chiariti i temi dell’ottimizzazione e dell’appropriatezza prescrittiva.
 

La seconda fase ha l’obiettivo di informare i familiari dei bambini sui benefici e sui rischi derivanti dalle procedure radiologiche, fornendo elementi per poter dialogare e comprendere più facilmente ciò che viene detto loro dagli operatori sanitari. Sarà realizzata una campagna informativa utilizzando strumenti comunicativi facili e accessibili.
 

“Occorre perseguire con determinazione i principi di giustificazione e ottimizzazione degli esami radiologici che sono alla base della radioprotezione del paziente”, spiega Luisa Begnozzi, presidente Aifm. “In questo campo il fisico specialista in fisica medica svolge un ruolo importante in sanità, contribuendo professionalmente in tutti i processi di ottimizzazione delle prestazioni cliniche, sia diagnostiche che terapeutiche, al fine di minimizzare il rischio ai pazienti e migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie erogate”.
“Bisogna impegnarsi nel contenere il numero degli esami e nella ricerca della minima dose radiante possibile per singolo esame, perché solo riportando allo stretto necessario il numero degli esami eseguiti al meglio per il quesito clinico posto, potremmo ridurre il rischio collettivo”, spiegano Sergio Salerno e Claudio Granata, delegati per il progetto dalla Sirm.
 

16 Giugno 2015

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