Prestazioni ambulatoriali. Potestio (FederAnisap): “Tempi di attesa in crescita. Vengano coinvolte le strutture accreditate”

Prestazioni ambulatoriali. Potestio (FederAnisap): “Tempi di attesa in crescita. Vengano coinvolte le strutture accreditate”

Prestazioni ambulatoriali. Potestio (FederAnisap): “Tempi di attesa in crescita. Vengano coinvolte le strutture accreditate”
È quanto chiede in una lettera inviata alle istituzioni, il presidente della federazione delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private e/o accreditate che rinnova la sua piena disponibilità a una “pronta e fattiva collaborazione” con le istituzioni e chiede un incontro costruttivo “per delineare le azioni da adottare nel brevissimo periodo”

“È urgente coinvolgere le strutture sanitarie accreditate, alla luce dell’aumento vertiginoso dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie ambulatoriali”
 
È quanto chiede Mauro Potestio, Presidente di Feder Anisap, la Federazione Nazionale delle Associazioni regionali o interregionali delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private e/o accreditate, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, e ai Ministri della Salute, Roberto Speranza, e dell’Economia, Daniele Franco. Una missiva in cui Feder Anisap rinnova la sua piena disponibilità per una “pronta e fattiva collaborazione” con le istituzioni e chiede un incontro costruttivo “per delineare le azioni da adottare nel brevissimo periodo”,


 


“La nostra Federazione – scrive Potestio – ha già rappresentato il ruolo che ha svolto e che svolge da decenni il comparto delle strutture sanitarie accreditate, ruolo che oggi, con l’attenuarsi dell’emergenza epidemiologica, rischia di subire un rallentamento insostenibile, soprattutto per gli utenti del Ssn. Come abbiamo già sostenuto, le strutture private sono una parte essenziale dell’assistenza, che affianca e non compete con il Servizio Sanitario regionale, in quanto pienamente integrate nel sistema, eppure attualmente non si prefigurano misure che possano efficacemente sostenere l’impatto derivante dall’inevitabile aumento della domanda di prestazioni. Il D.L. 73/2021 (Sostegni bis) ha previsto, in questa fase precedente alla conversione in Legge, poche misure e francamente inidonee per sopportare l’onda lunga dei pazienti che non hanno potuto usufruire delle cure adeguate nel pieno della pandemia. Gli strumenti attualmente previsti, infatti, richiedono tempistiche incompatibili con l’urgenza dettata dall’attuale domanda di assistenza sanitaria, e ciò comporterà inevitabilmente delle gravi ripercussioni sull’utenza”.


 


“Rammentiamo – prosegue Feder Anisap – che in tutto il Paese moltissime strutture sanitarie accreditate operano in assenza di un contratto aggiornato, e sono vincolate a sistemi di finanziamento del tutto insufficienti a garantire l’erogazione delle attività in modo omogeneo su base annuale, con l’aggravante scaturita dalla circostanza che la maggior affluenza dei pazienti non esenti, cui faceva capo la quota di compartecipazione oggi abolita, cagionerà a brevissimo, ed in taluni casi ha già cagionato, l’esaurimento dei budget, assegnati con gli accordi contrattuali, aggiornati o in proroga, di cui all’art. 8 quinquies del D.Lgs. n. 502/1992, con una conseguente ulteriore riduzione delle prestazioni erogabili nel corso dell’anno.
 
Pertanto, appare indifferibile la previsione di interventi più incisivi e urgenti, per evitare che le strutture si trovino nelle condizioni di interrompere l’assistenza per gli ultimi mesi dell’anno, tra l’altro in un momento in cui appare essenziale l’ausilio della sanità privata ai cittadini, non solo per l’ordinaria gestione dell’attività sanitaria, ma soprattutto per tutelare la delicata situazione dei pazienti fragili quali i malati oncologici, per garantire le attività di prevenzione primaria, per monitorare le malattie croniche che necessitano un’osservazione costante. In caso contrario – conclude – , avendo le strutture accreditate già riscontrato in queste ultime settimane un incremento notevole delle richieste di prestazioni, ci si troverà inevitabilmente di fronte ad un incremento vertiginoso dei tempi di attesa per eseguire una prestazione, con tutte le conseguenze negative che una situazione del genere provocherà sulla salute dei pazienti”.

11 Giugno 2021

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