Psichiatria. Metà degli operatori subisce violenza in reparto

Psichiatria. Metà degli operatori subisce violenza in reparto

Psichiatria. Metà degli operatori subisce violenza in reparto
Il 74% ha subito minacce verbali negli ultimi tre mesi. Questi i risultati di un’indagine condotta dal Coordinamento Nazionale dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc) su 2.600 professionisti (1400 psichiatri) della salute mentale. Al centro il problema, sempre più difficile da gestire, la presenza di pazienti autori di reato nei dipartimenti di salute mentale. Bondi (Sip): “Abbiamo diritto a lavorare in modo sicuro”

Spinte e aggressioni fisiche e minacce verbali sono diventate ordinaria amministrazione per oltre metà del personale che lavora nel campo della salute mentale. La percezione del rischio è profondamente peggiorata nel corso degli ultimi e rappresenta uno degli elementi di fuga degli operatori dal servizio sanitario nazionale.

Sono numeri ‘pesanti’ quelli che emergono da un’indagine preliminare condotta dal Coordinamento Nazionale dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc), su 2600 professionisti della salute mentale, di cui 1400 psichiatri.

Il 49% ha subito violenza (dalla semplice spinta all’aggressione vera e propria) durante il lavoro nel corso degli ultimi due anni (il 27% più di una volta), il 74% ha subito minacce verbali da parte di pazienti durante il lavoro nel corso degli ultimi tre mesi (il 52% più di una volta), il 57% degli psichiatri sente a rischio la propria incolumità sul lavoro. Solo il 7% degli psichiatri rileva un’adeguata tutela per la loro sicurezza (protocolli di sicurezza e collaborazione con le forze dell’ordine).

In sintesi, un quadro di grandissima criticità in cui l’evento drammatico della morte della psichiatra Barbara Capovani questa primavera sembra rappresentare solo la punta dell’iceberg e che vede al centro il problema, sempre più difficile da gestire, la presenza di pazienti autori di reato nei dipartimenti di salute mentale inviati dall’autorità giudiziaria.

“Proprio a seguito di quel tragico evento – spiega Emi Bondi, presidente sia del Coordinamento Spdc che della Società Italiana di Psichiatria, oltre che direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – un gruppo di lavoro della Società Italiana di Psichiatria ha deciso di condurre questa survey sugli operatori della Salute Mentale. Al centro la percezione dell’esposizione alla violenza, la sicurezza sul lavoro in Pronto Soccorso, nei reparti di psichiatria e nelle strutture territoriali. Si è inoltre indagata la percezione di sicurezza sulle tematiche connesse alla diagnosi e alla cura di persone affette da patologia psichiatrica e autrici di reato. I risultati hanno confermato quanto si poteva percepire da tempo: una situazione di costante pericolo per chi lavora. Non solo dentro l’ospedale. Non dimentichiamo, infine, che oggi circa il 30% dei posti nei dipartimenti è occupato da pazienti autori di reato che possono mettere a rischio la sicurezza anche degli altri pazienti”.

“In attesa di effettuare analisi più specifiche ed approfondite dei dati su tutti gli operatori sanitari, che necessiteranno di tempo – aggiunge Giancarlo Cerveri, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze ASST Lodi e coordinatore dell’indagine – abbiamo l’occasione in questo nostro congresso di confrontarci e di valutare proposte e indicazioni da proporre a chi decide non solo della nostra professione ma, a questo punto, anche della nostra sicurezza e della nostra vita. Tra queste vi sono almeno tre necessità: adeguare il numero di posti letto per acuti che attualmente risultano insufficienti, ai bisogni della popolazione e sono in continuo calo per la chiusura di molte strutture a causa della carenza di operatori; trovare una soluzione legislativa per coniugare il diritto alle cure adeguate per i soggetti autori di reato con patologia psichiatrica e la sicurezza degli operatori, e – infine – creare spazi di ricovero adeguati per rispondere ai bisogni di cura emergenti di pazienti sempre più giovani con problematiche nuove spesso connesse all’uso di sostanze stupefacenti”.

16 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

Ferie non godute, 25mila euro di indennizzo in un anno grazie ai legali C&P. Il medico racconta la sua storia
Ferie non godute, 25mila euro di indennizzo in un anno grazie ai legali C&P. Il medico racconta la sua storia

Trentacinque anni di servizio, 223 giorni di ferie maturati e mai utilizzati, un indennizzo di 25mila euro ottenuto nel giro di un anno tramite una conciliazione. È la storia di...

Farmacisti in prima linea nelle emergenze. Pace (Enpaf): “Proteggere chi assiste è parte della risposta”
Farmacisti in prima linea nelle emergenze. Pace (Enpaf): “Proteggere chi assiste è parte della risposta”

Si è chiuso ieri a Camerino il X Congresso Nazionale dei Farmacisti Volontari, che per tre giorni ha riunito nella città marchigiana i rappresentanti della categoria a dieci anni esatti...

Onaosi. Proclamati provvisoriamente gli eletti: 25 rappresentanti nelle quattro categorie
Onaosi. Proclamati provvisoriamente gli eletti: 25 rappresentanti nelle quattro categorie

La Commissione elettorale dell’Onaosi ha concluso le operazioni di verifica e scrutinio dei voti, attestando la validità delle elezioni e procedendo all’attribuzione dei seggi alle liste, alla loro assegnazione ai...

Valutazione ortottica di primo livello in Lombardia. Gli oftalmologi Aimo chiedono di rivedere il progetto: “Il calo della vista è un sintomo, non una diagnosi”
Valutazione ortottica di primo livello in Lombardia. Gli oftalmologi Aimo chiedono di rivedere il progetto: “Il calo della vista è un sintomo, non una diagnosi”

Rivedere il progetto di sperimentazione della Regione Lombardia che, per far fronte alle liste d’attesa in oculistica, prevede una riorganizzazione dei percorsi attraverso la valutazione ortottica di primo livello e...