Psicologi. Referendum di AltraPsicologia sui counselor: per il 98% degli intervistati la figura non deve esistere in Italia

Psicologi. Referendum di AltraPsicologia sui counselor: per il 98% degli intervistati la figura non deve esistere in Italia

Psicologi. Referendum di AltraPsicologia sui counselor: per il 98% degli intervistati la figura non deve esistere in Italia
Il counselor è una figura non regolamentata in Italia, ma molti si presentano come tali. Su 10mila partecipanti al referendum il 98% ritiene che i counselor esercitino abusivamente la professione di psicologo e il 93% si dichiara contraria all'iniziativa del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi che rischierebbe di legittimare i counselor

AltraPsicologia (Ap), la più rappresentativa associazione di categoria degli psicologi (quasi 5000 associati), ha lanciato un referendum tra gli psicologi italiani per sottoporre alcune domande su counseling e counselor: l’iniziativa è avvenuta nei giorni scorsi in seguito  alla “Consensus Conference sul counseling” organizzata dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (Cnop).

Il risultato è stato netto: dei circa 10.000 psicologi che hanno risposto all'appello di Ap compilando i quesiti del referendum, il 98% ritiene che il counselor non debba esistere in Italia come professione autonoma, perché le sue attività sono prerogativa degli psicologi. Il 93% ritiene che il Cnop non avrebbe dovuto attivare la Consensus Conference sul counseling.

Una figura non regolamentata
Il counselor è una figura non regolamentata in Italia, tanto che chiunque può definirsi tale, ma è lo stratagemma più frequentemente utilizzato per svolgere abusivamente attività che sono prerogativa dello psicologo. In particolare, offrire consulenza alle persone, scuole, aziende per tutto ciò che riguarda comportamenti, relazioni affettive, familiari e sociali, eventi di vita, scelte, problemi e fatti in cui la psicologia e il funzionamento mentale hanno importanza determinante.

Il counselor è una figura inesistente sul piano normativo, che non garantisce in nessun modo i cittadini e crea confusione su chi deve occuparsi della salute psicologica. Affidarsi a persone che si definiscono counselor significa mettere la propria vita nelle mani di abusivi, che usano un titolo privo di riconoscimento con l'unico scopo di aggirare il lungo percorso di formazione e le garanzie che invece gli psicologi devono fornire all'utenza.
Il counselor è un titolo che non certifica alcuna preparazione. Rivolgersi a queste persone, che non possono e non sanno riconoscere eventuali segnali di disturbi psicologici e fornire un aiuto adeguato e scientificamente fondato, significa mettere a rischio se stessi e i propri familiari.

Leggi e sentenze di Tribunale contro i counselor
La normativa e le sentenze sui casi di abusivismo attraverso l'uso della definizione 'counselor' sono numerose, e tutte vanno nella direzione di qualificare questo stratagemma come abuso di professione di psicologo. Che oggi, con la Legge Lorenzin, è reato punito anche con la reclusione.
Si è in attesa di una pronuncia del Consiglio di Stato contro l'inclusione del counselor fra le professioni non regolamentate ma riconosciute dalla Legge 4/2013, purché non sovrapposte alle professioni regolamentate, che invece vengono riconosciute con leggi specifiche e hanno speciali tutele per i cittadini da parte dello Stato.

La Consensus Conference sul counseling
Nel 2016, appena un anno dopo un pronunciamento del Tar che stabiliva una consistente sovrapposizione dell'attività dei counselor con la professione di psicologo, il presidente del Cnop, lo psicologo Fulvio Giardina, decise di avviare una cosiddetta “conferenza di consenso” invitando, tra gli altri, i principali attori del mondo dei counselor e definendolo un “atto di pacificazione”.  Tuttavia, questa apertura al dialogo ha escluso proprio i diretti interessati dalla vicenda, ossia gli psicologi, il cui coinvolgimento non è stato ritenuto necessario.

A inizio Maggio 2018 la più grande associazione di categoria, AltraPsicologia, ha ritenuto opportuno attivare  il referendum rivolto agli psicologi che in grande maggioranza dei partecipanti hanno confermato di non riconoscere una professione autonoma di counselor e hanno ritienuto il counseling una funzione da declinare eventualmente all'interno di professioni già esistenti. Quasi tutti i partecipanti al referendum, poi, si sono dichiarati contrari all'organizzazione della conferenza di consenso.

In seguito a questi risultati, AltraPsicologia chiede la chiusura della Consensus Conference sul counseling e un cambiamento di rotta sulla tutela della professione di psicologo.

21 Maggio 2018

© Riproduzione riservata

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta
Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Si è riaperto oggi il confronto tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto della dirigenza dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. Sul tavolo è arrivata una nuova bozza...

Chimici e Fisici contro il decreto sulle competenze dei biologi: “Testo da correggere, troppa incertezza sui confini professionali”
Chimici e Fisici contro il decreto sulle competenze dei biologi: “Testo da correggere, troppa incertezza sui confini professionali”

Non una disputa tra Ordini professionali, ma una questione di certezza delle competenze, qualità delle prestazioni e tutela dei cittadini. È la posizione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici...

Odontoiatria. Cao: “Tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN”
Odontoiatria. Cao: “Tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN”

Tariffe che non tengano conto dei costi necessari a garantire qualità e sicurezza delle prestazioni odontoiatriche rischiano di ridurre l’offerta nel Servizio sanitario nazionale, rendendo più difficile l’accesso alle cure...

Contratto Ricerca Sanità 2025-2027. Al via all’Aran la trattativa. Fials: “Stessi diritti e opportunità del resto del Ssn”
Contratto Ricerca Sanità 2025-2027. Al via all’Aran la trattativa. Fials: “Stessi diritti e opportunità del resto del Ssn”

Il primo punto sollevato dal sindacato riguarda proprio la condizione contrattuale del personale della ricerca. Nonostante gli incrementi economici previsti dal CCNL Sanità 2022-2024, i lavoratori della ricerca sanitaria non...