Punto G. Scollo (Sigo): “Da noi ginecologi massimo rispetto per l’intimità femminile”

Punto G. Scollo (Sigo): “Da noi ginecologi massimo rispetto per l’intimità femminile”

Punto G. Scollo (Sigo): “Da noi ginecologi massimo rispetto per l’intimità femminile”
Il punto G non esiste: lo conferma una ricerca svolta in collaborazione con studiosi italiani dell'università dell'Aquila e di Tor Vergata. Ma, una volta individuata la più vasta area responsabile dell’orgasmo, i ginecologi rimandano al mittente le critiche su presunti interventi inappropriati. 

E’ un’area più estesa e non solo un punto: è stata individuata la nuova mappa del piacere femminile, più ampia e più complessa del famoso punto G, accantonato per sempre dopo la nuova scoperta. La zona comprende l’utero, le ghiandole e i muscoli e il suo nome è Cuv, ossia complesso clitoro-uretro-vaginale. Gli studiosi che hanno portato a termine la ricerca, tra cui Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all'università de L'Aquila, non hanno, perso, però, l’occasione per raccomandare maggiore cautela nel trattare queste zone così delicate e sensibili.

E proprio a Jannini, che avrebbe tacciato ginecologi e urologi di effettuare interventi chirurgici inappropriati, la Società italiana di ginecologia e ostetricia ha risposto prontamente: “Operiamo solo se necessario rispettando le zone intime”.
“Complimenti ai ricercatori per il lavoro – ha sottolineato Paolo Scollo, presidente della Sigo – Ma sbaglia Jannini quando afferma che noi usiamo il bisturi in modo indiscriminato e non rispettiamo la vagina. Tutti gli interventi che svolgiamo in sala operatoria – aggiunge – sono eseguiti sempre dietro un’indicazione medica precisa. Se ricorriamo al bisturi lo facciamo solo quando è strettamente necessario e non ovviamente per uno sfizio. Il nostro unico obiettivo è salvaguardare il benessere e la salute delle donne”.

E ai rappresentanti della Sigo si sono aggiunti quelli dell’Aogoi, l’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani. Insieme si “riservano di ricorrere alle via legali qualora si presentassero eventuali profili di diffamazione contro la nostra categoria”.

“Lo studio è di alto valore scientifico e il contribuito italiano a questa indagine è stato rilevante – spiega ancora Scollo – Nonostante ciò queste parole hanno suscitato la nostra meraviglia, sorpresa e stupore. Nel nostro lavoro seguiamo le donne, fin dal menarca, in tutti gli aspetti legati alla loro vita sessuale e riproduttiva come contraccezione, gravidanza, disturbi del ciclo mestruale e menopausa. Noi ginecologi – conclude – abbiamo sempre il massimo rispetto per l'intimità femminile e continueremo ad averlo anche alla luce delle nuove scoperte scientifiche”. 

27 Agosto 2014

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