Quest’anno 33mila studenti di Medicina hanno partecipato al Progress Test

Quest’anno 33mila studenti di Medicina hanno partecipato al Progress Test

Quest’anno 33mila studenti di Medicina hanno partecipato al Progress Test
Si tratta di un esame che non è legato ad alcun corso specifico ma che viene somministrato contemporaneamente a tutti gli studenti dal 1° al 6° anno, valutando la progressiva acquisizione degli obiettivi di apprendimento che dovranno essere completi alla fine di tutti i 6 anni di studio. L’Italia è l’unico paese che ha istituto il Progress Test come iniziativa nazionale

Nel corso degli ultimi 11 anni, le Facoltà di Medicina Italiane, in massa, hanno partecipato al "Progress Test" (PT) organizzato dalla Conferenza dei Presidenti di Corso di laurea in Medicina. Si tratta di un esame che non è legato ad alcun corso specifico ma che viene somministrato contemporaneamente a tutti gli studenti dal 1° al 6° anno, valutando la progressiva acquisizione degli obiettivi di apprendimento che dovranno essere completi alla fine di tutti i 6 anni di studio.  Anche se il PT viene eseguito in varie Università d’Europa ed altre parti del mondo, per lo più in situazioni isolate,  l’Italia è l’unico paese che ha istituto il Progress Test come iniziativa nazionale, coinvolgendo tutte le Facoltà di Medicina Italiane, anche se ancora su base volontaria.

Lo scopo dell’esame è quello di dare informazioni alle varie facoltà su come il loro insegnamento procede e come si paragonano con il resto del quadro nazionale, e di agire di conseguenza per migliorare l’insegnamento.  Per lo studente il PT dovrebbe fornire informazioni sui punti (discipline) deboli (e forti) del programma di studio, su come si paragona nelle varie discipline con i colleghi dello stesso anno academico della propria facoltà ed a livello nazionale, e su come lo studente procede nel tempo.  La quantità di dati acquisiti in questi ultimi 11 anni è notevole, proveniente da un progressivo numero di partecipanti sia come Facoltà che studenti.  Il 16 Novembre 2016, la data dell’ultimo esame, hanno partecipato il 96% (47 su 49) dei Corsi di Laurea in Medicina Italiani con un numero di studenti pari a 33.323 (rispetto a 26.899 nel 2015 e 22.955 nel 2014).

I dati ottenuti dall’andamento di questi esami per Facoltà e Studenti hanno creato un enorme databanca che potenzialmente potrebbe fornire la possibilità di molte manovre, locali e nazionali, per migliorare la qualità dell’insegnamento ed apprendimento nelle nostre Facoltà di Medicina ed è la base del futuro Esame di laurea Abilitante tanto atteso dagli studenti.


 


Lorenzo Proia

13 Dicembre 2016

© Riproduzione riservata

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold 
Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold 

Raggiungere gli obiettivi di colesterolo LDL è fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare, ma non tutti i pazienti rispondono adeguatamente alle terapie disponibili. In particolare, nei soggetti ad alto e...

Competenze dei Biologi. Fnovi: “Nel Dpr una clausola a tutela delle attribuzioni delle altre professioni sanitarie”
Competenze dei Biologi. Fnovi: “Nel Dpr una clausola a tutela delle attribuzioni delle altre professioni sanitarie”

“La clausola introdotta nel regolamento rappresenta un passaggio importante nella direzione che avevamo auspicato. È fondamentale che la definizione delle competenze professionali avvenga nel pieno rispetto delle attribuzioni stabilite dalla...

Chemsex e infezioni sessuali, l’allarme FeDerSerD: “Rafforzare prevenzione e consapevolezza”
Chemsex e infezioni sessuali, l’allarme FeDerSerD: “Rafforzare prevenzione e consapevolezza”

Chemsex ancora troppo poco indagato, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse non sufficientemente strutturata e una scarsa integrazione tra Servizi per le Dipendenze e centri specialistici. È un quadro che presenta...

Disturbo del linguaggio nei bambini. I logopedisti: “Meno dispositivi digitali, più dialogo”
Disturbo del linguaggio nei bambini. I logopedisti: “Meno dispositivi digitali, più dialogo”

Meno schermi e più occasioni di dialogo in famiglia per favorire lo sviluppo del linguaggio nei bambini. È l’appello dei logopedisti di Milano e provincia in occasione della Giornata internazionale...