Rapporto Ania. Rossi (OMCeO Milano): “Non dice tutta la verità sulle difficoltà dei medici ad assicurarsi”

Rapporto Ania. Rossi (OMCeO Milano): “Non dice tutta la verità sulle difficoltà dei medici ad assicurarsi”

Rapporto Ania. Rossi (OMCeO Milano): “Non dice tutta la verità sulle difficoltà dei medici ad assicurarsi”
Esiste un rating delle compagnie assicurative? Come mai le compagnie non sono obbligate a pubblicare il numero di sinistri in cui si rifiutano di coprire l’assicurato? Perché la retroattività non viene sempre ben messa in evidenza? Questi alcuni quesiti avanzati dal presidente OMCeO Milano nel chiedere ad Ania comportamento "trasparenti" e "comprensibili".

L’Ania ha recentemente presentato un Rapporto sulla Responsabilità Civile sanitaria da cui emerge che Le Regioni stanno scegliendo forme di autoassicurazione, o, più propriamente, di accantonamento preventivo di risorse finanziarie con la creazione di fondi rischi, oppure di assicurarsi solo per coprire rischi superiori ai 200/250 mila euro. Solo la Valle d’Aosta e la Provincia di Bolzano sono le uniche a puntare completamente sul mercato assicurativo per rimanere indenni dagli effetti degli errori medici. A ciò si aggiunge la difficoltà ad assicurarsi sia per i medici dipendenti del Servizio Sanitario, che devono comunque tutelarsi da possibili azioni di rivalsa promosse dalla Corte dei Conti, sia dei medici che operano privatamente. Difficoltà dovute in primis al fatto che molte compagnie si rifiutano di lavorare nel mondo dell’RC professionale medica.

“Nel presentare il rapporto il presidente dell’Ania Aldo Minucci e il direttore centrale del settore vita, danni e servizi, Roberto Manzato – ha affermato Roberto Carlo Rossi, Presidente di OMCeO Milano – hanno detto molte cose condivisibili, che si fermano però all’affermazione che i premi sarebbero oggi abbastanza a buon mercato. Come Presidente dell’Ordine di Milano mi è capitato di parlare con colleghi che sono costretti a dare un terzo dello stipendio alle assicurazioni, quando lo Stato se ne prende già la metà”.

“Poiché l’Ania – ha aggiunto il Presidente di OMCeO Milano – attribuisce, giustamente, alle compagnie assicuratrici una importante funzione sociale, dovrebbe, a mio avviso, fornire alcune ulteriori spiegazioni in merito al fenomeno denunciato: 1) esiste un rating delle compagnie assicurative? Se sì perché non viene ben pubblicizzato e perché nessuno lo conosce? Se no, perché non ci si affretta a crearlo?; 2) Le compagnie perché non sono obbligate a pubblicare il numero di sinistri in cui si rifiutano di coprire l’assicurato? 3) Perché la retroattività non viene sempre ben messa in evidenza, così come la validità della copertura a polizza terminata? Il consumatore è senz’altro moralmente obbligato ad informarsi, le compagnie, però, devono anche spiegare bene a tutti i propri clienti il significato di claims made: cioè l’impossibilità di pretendere un risarcimento quando la polizza ha perso la sua efficacia, anche se il fatto era accaduto in vigenza di polizza; 4) Le compagnie devono mettere ben in chiaro se coprono anche i danni patrimoniali, se coprono anche la responsabilità amministrativo/contabile del medico, in che termini coprono le spese legali, ovvero solo con professionisti da loro scelti o anche con professionisti scelti dal medico; 5) Le strutture sanitarie devono essere obbligate a pubblicare all’entrata dei padiglioni di degenza se l’ospedale è assicurato, con chi, con che franchigia e con che massimale. 6) Le compagnie, in presenza di un obbligo di legge per i liberi-professionisti ad essere assicurati, infine, devono essere obbligate ad assicurare per evitare indebiti aumenti di premio assicurativo”.

“Insomma – ha concluso Roberto Carlo Rossi, Presidente di OMCeO Milano -, la responsabilità sociale, Ania deve praticarla con comportamenti trasparenti, comprensibili e concreti, altrimenti si resta nell’ambito delle parole buone per un convegno, ma inutili per trasformare una realtà che si fa preoccupante in primo luogo per i cittadini, poiché i medici non sono tutelati a sufficienza”.

28 Luglio 2014

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