Remunerazione farmacie. Cossolo (Federfarma): “Riforma è nostro obiettivo”

Remunerazione farmacie. Cossolo (Federfarma): “Riforma è nostro obiettivo”

Remunerazione farmacie. Cossolo (Federfarma): “Riforma è nostro obiettivo”
Il presidente della Federazione dei titolari di farmaci concorda con Assofarm sull’esigenza di mettere mano alla riforma della remunerazione. “Sono fiducioso che si possa trovare presto un accordo soddisfacente per tutte le parti”.

“Ringrazio il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi per aver preso atto, con la nota diffusa ieri, dell’impegno manifestato dall’attuale dirigenza di Federfarma con una concreta attività per riformare la remunerazione”.  Lo afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo, osservando che “nei mesi scorsi abbiamo lavorato insieme ad Assofarm ottenendo la riapertura del Tavolo sulla remunerazione, che però non ha potuto proseguire i propri lavori in quanto sospeso a causa del cambiamento del quadro dirigenziale interno dell’AIFA”.
 
“Federfarma – prosegue Cossolo –  ha sempre sostenuto che la modifica della remunerazione è un aspetto fondamentale per mantenere la sostenibilità economica della farmacia, così come è importante e urgente il rinnovo della Convenzione, altro tema sul quale siamo fortemente impegnati. Non mi preoccupa il confronto sulla remunerazione con Governo e Regioni perché sono loro i soggetti direttamente coinvolti sui quali gravano gli oneri economici. E va da sé, come dimostra l’accordo siglato dall’AIFA nel 2012 e poi respinto dal MEF, che senza l’accordo di Governo e Regioni non è possibile ottenere alcuna modifica della remunerazione”. 
 
“Sono fiducioso – afferma il presidente di Federfarma – che si possa trovare presto un accordo soddisfacente per tutte le parti. Non credo sia interesse né del Governo né delle Regioni usare la modifica della remunerazione per affossare il servizio farmaceutico che è già in difficoltà come dimostrano le recenti chiusure di farmacie per fallimento. Nel non auspicabile caso contrario, è ovvio che la categoria è pronta a iniziative di protesta”.
 
“Peraltro – continua -, non era pensabile reiterare un provvedimento già prorogato più volte, anche in considerazione del fatto che dal 2012 ad oggi la situazione economica delle farmacie è profondamente cambiata e quindi mantenere i parametri di riferimento del 2012 non avrebbe neanche reso possibile l’avvio della trattativa. Ostinarsi a mantenere il riferimento a quella norma, quando anche essa fosse stata reiterata, avrebbe fatto fallire sul nascere qualsiasi possibilità di trattativa, come dimostra il fatto che per 6 anni la norma sia stata prorogata senza neanche  che si aprisse il Tavolo”.
 
“Ci auguriamo – conclude Cossolo – che il nuovo Governo voglia occuparsi al più presto della definizione di un nuovo modello di remunerazione che se ben gestito potrebbe rivelarsi un prezioso strumento di Governance per la farmaceutica pur riconoscendo  alle farmacie il giusto riconoscimento economico della attività professionale svolta per la dispensazione del farmaco.”

Anche Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, sottolinea la necessità di ristrutturare il modello di remunerazione su nuove basi, non più sui parametri del 2012, ormai non più attuali e  improponibili. “Come più volte segnalato in passato e di recente è’ necessario rivedere urgentemente la remunerazione per la distribuzione intermedia che ha costi non più sostenibili con gli attuali margini di legge, afferma Mirone.  “Come società di farmacisti registriamo le difficoltà delle farmacie nostre associate che si confrontano ogni giorno con crescenti  criticità economiche.

09 Gennaio 2019

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