Reparti psichiatrici. Il 49% degli infermieri e professionisti sanitari ha subito almeno una forma di violenza negli ultimi due anni 

Reparti psichiatrici. Il 49% degli infermieri e professionisti sanitari ha subito almeno una forma di violenza negli ultimi due anni 

Reparti psichiatrici. Il 49% degli infermieri e professionisti sanitari ha subito almeno una forma di violenza negli ultimi due anni 
Nonostante la gravità del fenomeno, il 69% degli operatori sanitari non denuncia le aggressioni subite, spesso per paura di ritorsioni o per la convinzione che il sistema non garantirà una risposta adeguata. In un Report il Nursig Up ripercorre i casi più emblematici del personale che lavora presso i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura

Aggressioni con coltelli, siringhe ed estintori, tentativi di strangolamento e sequestri di persona. È un’allarmante escalation di aggressioni quella contro gli infermieri e i professionisti sanitari italiani all’interno dei reparti psichiatrici, quasi il 49% di quanti lavorano Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc) ha subito almeno una forma di violenza negli ultimi due anni. Un caso di aggressione su cinque è commesso da quelli che vengono definiti “pazienti difficili”, ovvero individui che, oltre a soffrire di patologie psichiatriche, presentano ulteriori fattori di rischio come abuso di sostanze (alcol e droga) o precedenti penali.

È quanto emerge da un Report del Nursing Up, Sindacato Nazionale Infermieri, basato su una raccolta di dati ufficiali e segnalazioni dirette, che ha consentito si stilare un bilancio del 2024 sulla difficile situazione nei reparti di psichiatria.

Ecco i casi più eclatanti del 2024 segnalati dal sindacato.

Baggiovara, 17 febbraio: paziente ricoverato vandalizza il reparto psichiatrico, divellendo porte e danneggiando muri e soffitti. Grosseto, 20 febbraio: tentativo di strangolamento ai danni di un’infermiera da parte di una paziente in evidente stato di crisi. Pordenone, 26 marzo: infermiere punto da una siringa durante una colluttazione con un paziente.

Pisa, 27 marzo: schiaffi e pugni contro una dottoressa nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Santa Chiara.

Desio, 24 giugno: tre operatori aggrediti da pazienti nel reparto psichiatria, necessitando cure in pronto soccorso.

Firenze, 29 luglio: psichiatra e infermiera sequestrate per 45 minuti da un uomo armato di coltello e cacciavite. Cassino, 10 ottobre: paziente agli arresti domiciliari scatena il caos, tentando la fuga e aggredendo un carabiniere. Bolzano, 17 settembre: medico accoltellato da un ex paziente.

Agrigento, 5 dicembre: aggressione nel carcere Pasquale Di Lorenzo, dove un infermiere è rimasto ferito insieme ad agenti penitenziari. Il problema non si limita ai reparti psichiatrici.

Secondo il Nursing Up, 1 episodio su 5, tra le aggressioni ai professionisti sanitari, vede coinvolto un soggetto in stato di alterazione psichica (disturbi conclamati, dipendenze da droga o alcol, legami con la criminalità). Molti episodi di violenza, ad opera di questa tipologia di pazienti, avvengono nei pronto soccorsi o durante gli interventi del 118, dove gli operatori sanitari si trovano spesso a contatto con soggetti in stato di alterazione psichica o comportamentale. Nonostante la gravità del fenomeno, il 69% degli operatori sanitari non denuncia le aggressioni subite, spesso per paura di ritorsioni o per la convinzione che il sistema non garantirà una risposta adeguata.

Il Report del Nursing Up non dimentica la complessità delle aggressioni che avvengono nelle carceri italiane. “In questi contesti – conclude il sindacato – gli infermieri si trovano spesso a dover affrontare situazioni estremamente rischiose, in particolare con detenuti affetti da disturbi psichiatrici o dipendenze. Il sovraffollamento carcerario e la mancanza di risorse adeguate peggiorano ulteriormente le condizioni di lavoro del personale sanitario”.

16 Dicembre 2024

© Riproduzione riservata

Sanità Privata. Cgil, Cisl e Uil: “I bilanci volano, ma i contratti restano al palo. Regioni e Ministero facciano la loro parte”
Sanità Privata. Cgil, Cisl e Uil: “I bilanci volano, ma i contratti restano al palo. Regioni e Ministero facciano la loro parte”

“Assistiamo in questi giorni a martellanti campagne di comunicazione, in particolare dell'associazione datoriale AIOP che, sui territori, prova a narrare una sanità privata in sofferenza, quasi ‘vittima’ del rapporto con...

Aprile alcologico, con Fnopo una lente su gravidanza e salute femminile nel quadro della prevenzione
Aprile alcologico, con Fnopo una lente su gravidanza e salute femminile nel quadro della prevenzione

Aprile è il mese della prevenzione alcologica, un periodo in cui istituzioni pubbliche, associazioni e professionisti sanitari intensificano campagne educative e informative sui danni derivanti dal consumo di alcol. In...

Fimmg aderisce al Manifesto “Medici e Pace” della Fnomceo:“Mmg presidio di ascolto e raccordo con gli assistiti”
Fimmg aderisce al Manifesto “Medici e Pace” della Fnomceo:“Mmg presidio di ascolto e raccordo con gli assistiti”

La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) aderisce al Manifesto “Medici e Pace”, approvato dal Comitato Centrale della FNOMCeO presieduta da Filippo Anelli, sottoscritto a Perugia e consegnato...

Riforma farmaceutica. Sitelf: “Sì al Testo unico, ma serve superare il payback e rivedere le sanzioni”
Riforma farmaceutica. Sitelf: “Sì al Testo unico, ma serve superare il payback e rivedere le sanzioni”

Un parere “molto positivo” sul disegno di legge delega per la riforma della legislazione farmaceutica, ma con una serie di indicazioni precise per rendere il Testo unico uno strumento davvero...