Riforma farmaceutica. Fimmg: “Sì al testo, ma serve più collaborazione con i farmacisti”

Riforma farmaceutica. Fimmg: “Sì al testo, ma serve più collaborazione con i farmacisti”

Riforma farmaceutica. Fimmg: “Sì al testo, ma serve più collaborazione con i farmacisti”

Dabbene (Fimmg) in audizione al Senato: “Lavoriamo nella stessa filiera ma i punti di incontro non sono coordinati. Un richiamo alla legge 502 del 1992 per rendere operativa la farmacia dei servizi”.

I medici di famiglia dicono sì alla riforma della legislazione farmaceutica, ma chiedono che venga finalmente messa a terra una collaborazione interprofessionale annunciata da oltre trent’anni e mai davvero decollata.

A lanciare l’appello è Alessandro Dabbene, vicesegretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia), in audizione oggi in Commissione Igiene e Sanità del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per il Testo Unico della legislazione farmaceutica.

“Guardiamo con grande interesse a questa azione di riordino e di riforma – ha dichiarato Dabbene – in quanto siamo i maggiori prescrittori di farmaci sul territorio. Siamo favorevoli a rendere accessibile e prescrivibile qualunque terapia in modo che sia semplice, sicuro e appropriato”. Il vicesegretario della Fimmg ha sottolineato come il provvedimento rappresenti un’opportunità da non perdere, soprattutto sul fronte della digitalizzazione.

Tuttavia, il nodo centrale sollevato dai medici di famiglia riguarda la collaborazione con i farmacisti. “Nel Ddl viene citata una necessaria integrazione tra operatori sanitari e farmacisti – ha spiegato Dabbene –. Vogliamo rilevare che già esiste una legge, la 502 del 1992, che richiama in maniera esplicita la collaborazione interprofessionale tra medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacisti, in riferimento alla legge che istituisce la farmacia dei servizi”.

Il problema, ha aggiunto, è che quella norma “è stata poco applicata”. “Noi siamo professionisti che sul territorio lavorano nella stessa filiera – ha chiarito – da una parte la prescrizione, dall’altra la dispensazione del farmaco. Ma i punti di incontro non sono ben coordinati”.

La proposta avanzata dalla Fimmg è chiara: “Esplicitare il richiamo all’articolo della legge 502 nell’articolo 3 del Ddl, affinché i decreti attuativi ne diano esplicita attuazione attraverso modalità concrete”.

Un appello che arriva in un momento in cui il governo sta lavorando a una riforma organica del settore, con l’obiettivo di riordinare una normativa stratificatasi nel tempo e rendere più efficiente l’intero sistema farmaceutico. Per i medici di famiglia, l’occasione è preziosa: dopo decenni di annunci, la collaborazione tra chi prescrive e chi dispensa i farmaci potrebbe finalmente diventare operativa, a beneficio della continuità assistenziale e dell’appropriatezza prescrittiva.

31 Marzo 2026

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