Sciopero delle farmacie private, adesione al 70%: “Federfarma ascolti la piazza, contratto non più rinviabile”

Sciopero delle farmacie private, adesione al 70%: “Federfarma ascolti la piazza, contratto non più rinviabile”

Sciopero delle farmacie private, adesione al 70%: “Federfarma ascolti la piazza, contratto non più rinviabile”

Migliaia in corteo a Roma da tutta Italia. I sindacati: “Servono salari dignitosi e riconoscimento delle nuove competenze”. L'Ordine dei farmacisti della Capitale: “Specificità sanitaria vada indennizzata”.

Massiccia partecipazione, oggi, alla giornata di sciopero nazionale dei dipendenti delle farmacie private, proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per sostenere il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 agosto 2024.

L’adesione allo sciopero si è attestata al 70% su base nazionale, con punte del 100% in alcune località, a conferma di una mobilitazione ampia e diffusa in tutto il Paese, con presìdi a Udine, Torino e Palermo. Un dato rilevante, sottolineano i sindacati, in un settore molto polverizzato e soggetto alle norme sui servizi pubblici essenziali.

Particolarmente partecipata la manifestazione nazionale di Roma, dove sono confluite migliaia di farmaciste, farmacisti e collaboratori provenienti da tutta Italia, in corteo da Piazza Vittorio Emanuele II fino a Piazza San Giovanni in Laterano, nei pressi della sede nazionale di Federfarma. Alla manifestazione si sono affiancate iniziative e presìdi in numerose altre città italiane.

Le richieste dei sindacati
Le lavoratrici e i lavoratori hanno rivendicato incrementi salariali coerenti con la perdita di potere d’acquisto determinata dall’inflazione maturata durante la vigenza del contratto, ma anche il pieno riconoscimento delle competenze e delle responsabilità crescenti richieste dalla trasformazione del settore.

La mobilitazione ha inoltre rilanciato la necessità di introdurre nuove tutele per restituire attrattività a una professione sempre più esposta al rischio di impoverimento salariale e di fuga di professionalità, in un contesto in cui il presidio di prossimità garantito dalle farmacie private rappresenta un servizio essenziale per la salute dei cittadini.

Per i sindacati, accanto al necessario adeguamento salariale, restano prioritari il miglioramento del sistema di classificazione professionale, la piena accessibilità ai livelli superiori, la riduzione dei tempi di progressione economica e professionale, il riconoscimento delle nuove funzioni connesse alla farmacia dei servizi e la garanzia che la formazione non continui a gravare su lavoratrici e lavoratori.

L’appello a Federfarma
“
La grande partecipazione alla giornata di sciopero e alla manifestazione nazionale di Roma – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – conferma la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private a rivendicare un rinnovo dignitoso e adeguato all’evoluzione del settore”.

“Federfarma ascolti la voce della piazza e raccolga il segnale arrivato oggi da tutta Italia – concludono le tre sigle – tornando immediatamente al tavolo negoziale con proposte concrete e coerenti con il valore sociale e professionale del lavoro svolto ogni giorno nelle farmacie private. È il momento della responsabilità: non si può più rimandare il riconoscimento economico e normativo dovuto a chi garantisce un servizio essenziale di salute e prossimità sui territori”.

L’intervento dell’Ordine dei farmacisti di Roma
In occasione della giornata di sciopero, è intervenuto anche l’Ordine dei Farmacisti di Roma e Provincia. Il presidente Giuseppe Guaglianone ha sottolineato l’urgenza di una firma che restituisca serenità alla categoria e includa il riconoscimento della “specificità sanitaria” del farmacista.

Secondo Guaglianone, l’astensione dal lavoro rappresenta un diritto costituzionale e, in quanto azione di rottura, costituisce l’inequivocabile segnale di un profondo stato di crisi di cui bisogna cogliere con urgenza tutte le implicazioni. L’Ordine di Roma evidenzia come lo stallo contrattuale stia alimentando un clima di forte tensione all’interno della comunità professionale, rischiando di eroderne la coesione.

In questo contesto, l’Istituzione capitolina ritiene fondamentale che il nuovo contratto riconosca pienamente il ruolo sanitario del farmacista, anche attraverso l’introduzione di una specifica indennità di «specificità sanitaria». Tale riconoscimento, spiega l’Ordine, non è solo un atto dovuto alla professionalità dei colleghi, ma il presupposto necessario per valorizzare chi opera quotidianamente come primo presidio di salute sul territorio.

“È necessario giungere a una firma che restituisca equilibrio normativo a tutti i professionisti coinvolti – ha dichiarato Guaglianone – garantendo quella certezza del diritto che è alla base del corretto esercizio professionale. Il rinnovo del contratto non deve essere considerato una semplice scadenza amministrativa, bensì un atto di rispetto verso migliaia di farmacisti che ogni giorno garantiscono l’efficienza della rete sanitaria”.

Pur precisando che l’Ente professionale non ha competenze dirette in materia sindacale, Guaglianone ha sottolineato che la posta in gioco supera i contenuti economici, coinvolgendo il futuro stesso dell’identità professionale. Il presidente ha concluso auspicando che prevalga il senso di responsabilità istituzionale e che il confronto in atto approdi rapidamente a una soluzione condivisa.

13 Aprile 2026

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