Sciopero medici di famiglia. Onotri (Smi): “Adesione alta, mobilitazione da Nord e Sud”

Sciopero medici di famiglia. Onotri (Smi): “Adesione alta, mobilitazione da Nord e Sud”

Sciopero medici di famiglia. Onotri (Smi): “Adesione alta, mobilitazione da Nord e Sud”

Onotri: “Nelle piazze ci sono tanti camici bianchi, anche appartenenti ad altre sigle sindacali o non iscritti ad alcun sindacato”, spiega la segretaria nazionale dello Smi. Al centro della protesta il debito orario nelle Case di comunità e il ruolo unico in Medicina generale.

È “alta” l’adesione allo sciopero e alla mobilitazione indetti dal Sindacato medici Italiani (Smi) contro l’Accordo stralcio sulle Case della comunità dello scorso giugno e contro il ruolo unico in medicina generale. Lo fa sapere la segreteria nazionale dello Smi, Pina Onotri, che ha spiegato come alla giornata di mobilitazione abbiano partecipato “non solo i medici iscritti al sindacato, ma anche professionisti appartenenti ad altre organizzazioni sindacali e medici non sindacalizzati”.

Le guardie mediche e i medici del 118 aderenti allo Smi hanno iniziato lo sciopero alle 20 di ieri sera, 14 settembre, e termineranno la protesta alle 24 del 16 settembre. Nel corso della mattinata un collegamento in video dalla sede nazionale dello Smi di Roma con tutte le manifestazioni che si sono svolte in giro per l’Italia.

Lo sciopero si svolgerà in due giorni, con diversi presidi e manifestazioni dal Nord al Sud del Paese. Al centro della protesta, come detto, il debito orario nelle Case di Comunità e il ruolo unico in medicina generale. Tra le proposte, invece, l’istituzione del doppio canale con accesso volontario alla dipendenza, l’attivazione della scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale, la reintroduzione dell’Area della Medicina dei Servizi, l’implementazione degli organici del 118 e il riconoscimento di adeguate tutele, tra cui infortunio e maternità.

“La nostra protesta mira a difendere non solo i diritti dei medici dell’area della medicina convenzionata ma anche il carattere pubblico e universalistico del Sistema Sanitario Nazionale”, precisa Onotri. “Vorremmo ricordare che rappresentiamo circa il 10% dei medici sindacalizzati, oltre 4.000 professionisti, ma nelle piazze ci sono tanti camici bianchi, anche appartenenti ad altre sigle sindacali o non iscritti ad alcun sindacato.
Grazie allo sciopero e alla mobilitazione di questi giorni, la petizione, per misure e risorse dedicate alla riforma della medicina generale presentata alla Camera dei Deputati, ha superato in quaranta giorni diecimila firme. Forte della mobilitazione e delle firme raccolte chiederemo un‘audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera per a discussione della nostra petizione”.

Nelle manifestazioni di Milano, Napoli e Palermo si sono registrate manifestazioni con un’ampia partecipazione. Solo a Milano, secondo i dati riferiti dallo Smi, sono circa 600 i medici scesi in piazza per protestare. “Da Nord a Sud, la protesta e la volontà di scioperare sono stati palpabili. I dati definitivi sull’adesione allo sciopero, però, saranno disponibili soltanto il 18 settembre”.

Ecco alcune immagini della protesta

NAPOLI

PALERMO

MILANO

15 Settembre 2026

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