Sciopero sale parto. Fnomceo: “Politiche coraggiose e innovative per gestire rischio clinico”

Sciopero sale parto. Fnomceo: “Politiche coraggiose e innovative per gestire rischio clinico”

Sciopero sale parto. Fnomceo: “Politiche coraggiose e innovative per gestire rischio clinico”
In merito alla proclamazione dello sciopero di ginecologi, ostetrici e chirurghi il Comitato Centrale della Federazione dei medici chiede l’avvio di un processo legislativo per dare risposte chiare e risolutive sulla gestione del rischio clinico per la sicurezza dei pazienti e la serenità degli operatori.

 
È stato proclamato per il 12 febbraio prossimo il primo sciopero nazionale di ginecologi, ostetrici e chirurghi di quest’area di specializzazione, contro “i tagli alla Sanità che hanno messo in ginocchio l’assistenza e il contenzioso medico-legale, arrivato ormai a livelli insostenibili”.
Il Comitato Centrale della Fnomceo, da sempre convinto che la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, universalistico, equo e solidale, passi anche attraverso il contenimento dei costi dovuti al contenzioso e alla cosiddetta “medicina difensiva”, ha voluto diramare la seguente nota.
 
 “L’annuncio di uno sciopero indetto da associazioni professionali mediche di area ostetrico-ginecologica e chirurgica è un’ulteriore preoccupante testimonianza di quel profondo disagio professionale e civile, non più sopportabile, a cui vanno date risposte chiare e risolutive. La sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale, universalistico, equo e  solidale, fortemente minacciato da un de-finanziamento pubblico pari a circa trenta miliardi di euro nel quadriennio 2011-2014, deve altresì provvedere, al pari di altri determinanti, al contenimento dei costi del contenzioso per eventi avversi, a cui si sommano quelli legati alla inappropriatezza e inefficacia di comportamenti difensivi dei professionisti e delle strutture.
 
Proteggere la sostenibilità della nostra sanità pubblica vuol dire, dunque, affrontare anche questa questione invertendo quella perversa spirale culturale, giurisprudenziale, organizzativa e gestionale che la alimenta, producendo costi inappropriati e devastanti ferite nel rapporto fiduciario tra cittadini, professionisti e istituzioni sanitarie.
 
Occorre dunque avviare un processo legislativo che:
 
1.Consenta politiche proattive di organizzazione e gestione delle attività mediche e sanitarie in ragione della sicurezza dei pazienti e degli operatori, sviluppando ambienti e condizioni di lavoro idonei alla prevenzione e alla gestione del rischio clinico;
 
2.riconosca alle attività mediche e sanitarie, al pari della loro funzione sociale di perseguire il bene dell’individuo e della collettività, anche il rischio a questo connesso, come  peraltro già riconosciuto alla Magistratura. Tale rischio sociale va assunto dalla collettività in modo equo e giusto, fermi restando due capisaldi della nostra civiltà giuridica, ovvero il diritto in capo al cittadino al risarcimento di un danno subìto e la valutazione ed eventuale sanzione di profili di responsabilità che però, in ambito penale, riteniamo vadano coerentemente rivisti;
 
3.definisca limiti all’entità dei risarcimenti attraverso parametri di valutazione economica del danno oggettivi, uniformi ed equi, come già avviene in altri Paesi di pari sviluppo sociale e sanitario. Esperienze di questi ed altri Paesi a noi vicini si sono orientate verso modelli misti di risarcimenti/indennizzi, prescindendo questi ultimi dalla sussistenza o meno di una colpa;
 
4.rassereni l’attività  dei medici e di tutti professionisti sanitari, soprattutto quelli più esposti al contenzioso, attraverso tutele verso possibili azioni risarcitorie postume  senza, come oggi purtroppo avviene, limiti di tempo e continuità di luoghi di esercizio professionale.
 
Ai colleghi che hanno annunciato questa iniziativa di protesta, e a tutti i medici italiani, non servono appelli al senso di responsabilità; ne hanno da vendere, lavorando tutti i giorni in condizioni difficilissime. Servono invece, anche su questa delicata materia, assunzioni di responsabilità chiare e risolutive, nell’interesse dei cittadini e dei professionisti, da parte di quanti, investiti dal consenso democratico, si apprestano a guidare il Paese nei prossimi anni”.

18 Gennaio 2013

© Riproduzione riservata

Sanità Privata. Cgil, Cisl e Uil: “I bilanci volano, ma i contratti restano al palo. Regioni e Ministero facciano la loro parte”
Sanità Privata. Cgil, Cisl e Uil: “I bilanci volano, ma i contratti restano al palo. Regioni e Ministero facciano la loro parte”

“Assistiamo in questi giorni a martellanti campagne di comunicazione, in particolare dell'associazione datoriale AIOP che, sui territori, prova a narrare una sanità privata in sofferenza, quasi ‘vittima’ del rapporto con...

Aprile alcologico, con Fnopo una lente su gravidanza e salute femminile nel quadro della prevenzione
Aprile alcologico, con Fnopo una lente su gravidanza e salute femminile nel quadro della prevenzione

Aprile è il mese della prevenzione alcologica, un periodo in cui istituzioni pubbliche, associazioni e professionisti sanitari intensificano campagne educative e informative sui danni derivanti dal consumo di alcol. In...

Fimmg aderisce al Manifesto “Medici e Pace” della Fnomceo:“Mmg presidio di ascolto e raccordo con gli assistiti”
Fimmg aderisce al Manifesto “Medici e Pace” della Fnomceo:“Mmg presidio di ascolto e raccordo con gli assistiti”

La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) aderisce al Manifesto “Medici e Pace”, approvato dal Comitato Centrale della FNOMCeO presieduta da Filippo Anelli, sottoscritto a Perugia e consegnato...

Riforma farmaceutica. Sitelf: “Sì al Testo unico, ma serve superare il payback e rivedere le sanzioni”
Riforma farmaceutica. Sitelf: “Sì al Testo unico, ma serve superare il payback e rivedere le sanzioni”

Un parere “molto positivo” sul disegno di legge delega per la riforma della legislazione farmaceutica, ma con una serie di indicazioni precise per rendere il Testo unico uno strumento davvero...