Se i contratti si firmano ma non vengono applicati: tre Aziende su quattro non rispettano i diritti di medici e dirigenti sanitari. Il Libro bianco dell’Anaao Assomed

Se i contratti si firmano ma non vengono applicati: tre Aziende su quattro non rispettano i diritti di medici e dirigenti sanitari. Il Libro bianco dell’Anaao Assomed

Se i contratti si firmano ma non vengono applicati: tre Aziende su quattro non rispettano i diritti di medici e dirigenti sanitari. Il Libro bianco dell’Anaao Assomed

Orari di lavoro ignorati, incarichi mancanti, ferie negate e carriere bloccate: il Libro Bianco Anaao Assomed presentato alla Camera, fotografa violazioni diffuse del contratto in gran parte delle Aziende sanitarie italiane. Il sindacato avvia diffide a raffica e annuncia controlli annuali per riportare legalità nel sistema. Di Silverio: “Non un atto di accusa, ma di responsabilità verso il Paese, la sanità tutta e i professionisti”.

 

 

Nessun rispetto dell’orario di lavoro, mancata attribuzione degli incarichi, ferie cancellate e progressione delle carriere tutta ad ostacoli.

Sono questi solo alcuni dei capi d’accusa di cui si sono macchiate le aziende sanitarie italiane “colpevoli” di non aver applicato il contratto di lavoro di medici e dirigenti sanitari. Una violazione delle norme contrattuali, a più livelli, alla quale l’Anaao Assomed ha risposto facendo scattare diffide a raffica. Sul banco degli imputati sono finite il 75% delle Aziende sanitarie, ma anche il restante 25% non è rimasto indenne: se in 57 Aziende non sono scattate le diffide è dovuto solo al fattore tempo rispetto alla rilevazione. E così a conti fatti sono pochissime le Aziende in regola con gli adempimenti previsti dal contratto.

Gli “scivoloni” di 174 aziende su 231 sono stati intercettati dalla rilevazione Anaao Assomed completata a novembre e raccolti nel Libro Bianco, presentato oggi alla Camera, alla cui stesura hanno collaborato le diramazioni periferiche del sindacato, i segretari regionali e aziendali, che per primi patiscono le difficoltà di far applicare il contratto di lavoro nelle aziende.

Nella lista nera ci sono soprattutto strutture del Nord Italia (55,75%), seguite da quelle del Sud (32,75%) e in ultimo del Centro (11,50%). En plein in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, nelle Pa di Trento e Bolzano, Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna: il 100% delle aziende sono state diffidate. In Toscana 9 su 10. Ma in generale, chi più chi meno, tutte le Regioni sono deficitarie. Brilla solo la Valle d’Aosta.

Le violazioni più frequenti riguardano il mancato rispetto dell’orario di lavoro, il superamento delle 10 pronte disponibilità mensili, guardie e reperibilità su sedi diverse da quella di assegnazione, fruizione ferie, ritardo nell’avvio della contrattazione decentrata, la mancata attribuzione degli incarichi e la difficile progressione delle carriere. Ma è scarsa anche l’attenzione alle misure per la salute e sicurezza sul lavoro: il 58% delle Aziende non le ha adottate o se lo ha fatto non risultano adeguate.

“Il nostro intervento non è un atto di accusa, ma un atto di responsabilità verso il Paese, verso la sanità e i professionisti per chiedere il rispetto dei diritti più elementari. In questo chiediamo e confidiamo nella collaborazione delle direzioni aziendali per raggiungere l’obiettivo comune di ridurre al massimo i vuoti contrattuali”, commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio.

“L’iniziativa è nata per accendere i riflettori su un fenomeno che appare ormai consolidato e abituale ovvero le inadempienze che in molte aziende ospedaliere italiane si perpetrano da anni rispetto all’applicazione di norme contrattuali che, ricordiamo, hanno funzione di legge”.

“Un fenomeno – prosegue – che nessuno tenta di arginare. L’Anaao Assomed ha deciso, allora, di colmare questo vuoto e di dare vita a un nuovo filone di denuncia da affiancare alla costante azione sindacale. Perché per quanto complesso, ostico e ingabbiato, il contratto di lavoro è pur sempre l’unico strumento che regola diritti e doveri di dipendenti e aziende ospedaliere. Siamo conviti che questa iniziativa possa servire da monito e stimolo per invertire la rotta e per questo la rilevazione dei comportamenti delle Aziende sarà replicata ogni anno, anche per valutare i miglioramenti che ci auguriamo riguarderanno sempre più realtà”.

“I contratti – conclude Di Silverio –  esistono per essere applicati e le inadempienze costituiscono a tutti gli effetti una violazione della legge. La politica, il governo, i cittadini, gli addetti ai lavori hanno il diritto di sapere cosa succede negli ospedali e quali sono le conseguenze della mancata applicazione del contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari”.

Già nel maggio scorso l’Anaao durante il D Day aveva lanciato delle diffide e qualcosa è cambiato soprattutto sul fronte della contrattazione decentrata e sull’attribuzione di incarichi: le aziende inadempienti hanno risposto positivamente, ha assicurato Di Silverio.

“Parlare di Ccnl significa parlare della tenuta morale, organizzativa e strutturale del Ssn – ha detto Ugo Cappellacci Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera – il Ccnl è un punto di equilibrio tra diritti e doveri, venire meno a questo significa venire meno a un patto sostanziale rispetto a chi ha sulle spalle la tenuta del Ssn. Sottoscrivo quanto affermato dall’Anaao: questo che non è un atto di accusa ma di responsabilità – ha aggiunto Cappellacci – le risultanze del Libro bianco sono di grande rilevanza in quanto rappresentano un momento importante per la politica che ci consente mettere in campo soluzioni”.

E. M.

17 Dicembre 2025

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