Siti: “La sostenibilità del sistema passa anche dalla prevenzione”

Siti: “La sostenibilità del sistema passa anche dalla prevenzione”

Siti: “La sostenibilità del sistema passa anche dalla prevenzione”
Si apre oggi a Santa Margherita di Pula (CA), fino al 6 ottobre, il 45° Congresso nazionale della Società italiana di Igiene. Tra i temi, l'Ilva di Taranto e il futuro delle vaccinazioni, la gestione delle malattie croniche e il riordino della sanità del territorio, fino gli orizzonti della sanità pubblica in Italia.

“La Prevenzione e la Sanità Pubblica al servizio del Paese: l’igienista verso le nuove esigenze di salute”. È questo il titolo che accompagna il 45° Congresso della Siti (Società italiana di Igiene), che si apre oggi a Santa Margherita di Pula (CA) e andrà avanti fino al prossimo 6 ottobre.

Un titolo che riprende il filo conduttore della scorsa XII Conferenza tenuta a Roma che si è sviluppata intorno a 3 parole chiave: globalizzazione, nuove esigenze di salute e sostenibilità economica. “La situazione economica e sociale di questi tempi – afferma la Siti nella nota di apertura del Congresso – ci impone di continuare ad impegnarci nella ricerca di una ristrutturazione della rete dell’offerta sanitaria. Il risultato dei successi raggiunti dalla prevenzione e dalla medicina terapeutica si è manifestato nello straordinario allungamento della vita degli italiani: la gestione dei nostri successi e la valorizzazione dell’anziano richiede tuttavia un ripensamento della rete assistenziale con l’indispensabile integrazione dell’area sociale e del necessario supporto economico. Tali nuove esigenze di salute – prosegue la nota della Siti – impongono di rimettere in gioco la distribuzione delle risorse e di trovare nuovi equilibri tra l’area distrettuale, ospedaliera e quella della prevenzione collettiva che portino ad un equilibrio strutturale della spesa sanitaria in assenza del quale l’obiettivo del soddisfacimento dei bisogni di salute dovrà cedere il passo alle logiche di contrazione della spesa e non consentirà di mettere finalmente al centro del sistema il cittadino, ancor prima di essere paziente”.

La Siti ricorda come le patologie cronico degenerative siano le principale cause di malattia nell’età avanzata ed il loro trattamento può e dovrà avvenire, in maniera più congrua al loro grado di complessità clinica, sempre più spesso nell’ambito territoriale. Nel contempo, sempre nell’ambito territoriale, dovrà svilupparsi con crescente efficacia il sistema di prevenzione primaria delle malattie cronico degenerative ed in particolare di quelle cardio vascolari, principale causa di morbosità e di morte nel nostro Paese: “Abbiamo ormai strumenti scientifici consolidati come gli studi sulla cancerogenesi e più recenti, quali la medicina predittiva e la genomica, che ci consentono di intervenire sempre più precocemente nella lotta alle malattie cronico degenerative. Ma si può fare ancora di più, si può evitare l’esposizione ai fattori di rischio con la promozione degli stili di vita salubri, con l’organizzazione di interventi appropriati nella popolazione”.

Un approccio più globale è rappresentato dalla promozione della salute che, come affermato dalla Carta di Ottawa, è il processo mediante il quale cittadini e comunità sviluppano la capacità di accrescere il controllo sui fattori che influenzano la propria salute. “Ma tale approccio – sottolinea la Siti – implica la più larga collaborazione tra le diverse professioni sanitarie e sociali e tra i diversi settori della società per costruire politiche di salute che agiscano sulle cause delle cause, e richiede professionisti con nuove competenze di advocacy, progettazione integrata, comunicazione, ricerca partecipativa”. Da qui la necessità del potenziamento delle strutture territoriali in tutte le loro possibili articolazioni con conseguente riequilibrio dell’offerta ospedaliera.

“Questo cruciale passaggio – secondo la Siti – rappresenta la scommessa sulla quale deve necessariamente puntare la sanità e la salute pubblica del nostro Paese per poter sopravvivere alle insidie della crisi economica e saper rispondere adeguatamente alle esigenze di una popolazione radicalmente mutata nella sua composizione. Protagonisti consapevoli e coraggiosi di questa sfida nazionale devono essere i giovani professionisti della sanità, in un gioco di squadra che coinvolge le figure accademiche accanto alle figure territoriali di tutta l’area sanitaria e sociale. Il nostro Paese può fortunatamente contare su quel collante naturale del nostro popolo che è la solidarietà e che rappresenta uno dei pilastri del nostro sistema sanitario e che talvolta sostituisce con strabiliante efficacia il fallimento dei sistemi istituzionali”.

Secondo la Siti “in questo scenario dovrà svilupparsi la trasformazione del nostro sistema che dovrà essere il risultato finale di profonde riflessioni sulle reali esigenze di salute del nostro Paese, di costruttivi confronti tra realtà diverse del nostro territorio nazionale, di adozione di modelli già collaudati in regioni che hanno iniziato da tempo il percorso della trasformazione organizzativa”.

Questa è la cornice in cui si svolgeranno i 3 giorni del Congresso nazionale della Società di Igiene, “dove lo scambio di esperienze, il dibattito aperto a tutti gli addetti ai lavori, il confronto tra realtà ed esperienze differenti, l’analisi di proposte innovative senza limiti pre-concettuali apporteranno un prezioso contributo al difficile processo di trasformazione della rete assistenziale del nostro Paese”.
 

03 Ottobre 2012

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