Specialistica ambulatoriale interna: tra tecnologie all’avanguardia e medicina d’iniziativa, una riorganizzazione che pone il paziente al centro

Specialistica ambulatoriale interna: tra tecnologie all’avanguardia e medicina d’iniziativa, una riorganizzazione che pone il paziente al centro

Specialistica ambulatoriale interna: tra tecnologie all’avanguardia e medicina d’iniziativa, una riorganizzazione che pone il paziente al centro
Nonostante le indiscusse potenzialità della Specialistica Ambulatoriale Interna, troppe lacune ne impediscono un ottimale sviluppo. Basti pensare che, dopo quasi un anno dalla data di operatività dell’ACN, solo in pochissime regioni si è concluso l’iter per l’AIR, che potrebbe garantire idonei obiettivi di salute, nonché i percorsi e gli strumenti operativi per attuarli in coerenza con le necessità di ogni SSR

Una società come la nostra, colpita profondamente dalla pandemia ancora in atto, ha bisogno di un Servizio Sanitario Nazionale che ponga al centro la persona e i suoi bisogni e che integri il momento della cura con quello della promozione della salute e della prevenzione delle malattie.

Un obiettivo realizzabile solo con una riorganizzazione dei servizi in cui la medicina del territorio, e in particolare la Specialistica Ambulatoriale, assuma quel ruolo centrale che ancora non ha. Un ruolo ampiamente ribadito nel DM 71, ma che non vorremmo rimanesse solo sulla carta.

È necessario che la Specialistica Ambulatoriale possa fare uso, all’interno delle nascenti case di comunità, di strumenti di ultima generazione, tali da presentare diagnosi estremamente tempestive e indirizzare alla struttura ospedaliera i soli pazienti gestibili esclusivamente in questo ambito. L’adeguamento della strumentazione permetterebbe, inoltre, di effettuare nel territorio gran parte delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche previste dal nomenclatore. E l’innovazione tecnologica delle dotazioni informatiche consentirebbe un reale avvio della telemedicina.

Solo in questo modo, per la Cisl Medici, sarà possibile focalizzarsi sui bisogni dei cittadini e non solo sulla cura delle singole malattie, realizzando una medicina di iniziativa, proattiva, diversa dalla medicina d’attesa propria dell’assistenza ospedaliera. Creare così una relazione stabile con il paziente, non limitata alla cura del singolo episodio. Offrire un servizio onnicomprensivo, continuato, centrato sulla persona e capace di coordinare le cure nei diversi momenti e secondo le diverse e innegabili competenze specialistiche.

In questa direzione, la proposta chiave della Cisl Medici consiste nel:

  • rafforzare il numero di SAI nei Poliambulatori partendo dal completamento orario degli specialisti già in servizio. Appare infatti assurdo come, con la grave carenza di specialisti in Italia, non si sia ancora intervenuti su questa sconcertante anomalia, impedendo l’attivazione di tantissimi turni e, di conseguenza, incidendo in maniera concreta sulle liste d’attesa.
  • Valorizzare il lavoro multidisciplinare e d’equipe e puntare sull’integrazione e il ricongiungimento tra medicina del territorio e ospedaliera. Occorre, infatti, rafforzare il rapporto tra i centri ospedalieri, i poliambulatori specialistici territoriale e la medicina generale anche implementando il fascicolo sanitario.                                           
  • Realizzare una presa in carico reale dei malati cronici, un effettivo filtro all’ospedale, attività di diagnosi, terapia, prevenzione e supporto ai MMG e PLS in alleanza con i bisogni dei cittadini.
  • Incentivare, all’interno di ciascun presidio territoriale, l’attività dei SAI in equipe con tutti gli operatori sanitari necessari per un’attività di reale medicina di prossimità – dai medici agli psicologi, dagli infermieri ai fisioterapisti – al fine di creare percorsi di salute e adeguati stili di vita che possano incidere sul benessere della popolazione.

Nonostante le indiscusse potenzialità della Specialistica Ambulatoriale Interna, troppe lacune ne impediscono un ottimale sviluppo. Basti pensare che, dopo quasi un anno dalla data di operatività dell’ACN, solo in pochissime regioni si è concluso l’iter per l’AIR, che potrebbe garantire idonei obiettivi di salute, nonché i percorsi e gli strumenti operativi per attuarli in coerenza con le necessità di ogni SSR.

La nostra sigla sindacale, attraverso il suo coordinamento nazionale e quelli regionali, sta lavorando per organizzare iniziative volte a raccogliere da tutti gli iscritti osservazioni utili a migliorare l’ACN in vista del prossimo rinnovo. In questo modo, basandosi proprio sulle opinioni e sulle esperienze di chi vive tutti i giorni la funzione medica sul campo, si potranno proporre modifiche realmente utili, affinché, passo dopo passo, la Specialistica Ambulatoriale Interna rappresenti una realtà sempre più all’avanguardia, presente e consapevole, in grado di rispondere ai reali bisogni dei pazienti e che ponga sempre la persona al centro del suo percorso.

Dott.ssa Luciana Cois
Segretaria Nazionale Cisl Medici

Luciana Cois

09 Giugno 2022

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