Specializzandi non medici. Sivemp: “Decreto attuativo arrivato poco, tardi e male. Solo 172 borse l’anno per i veterinari”

Specializzandi non medici. Sivemp: “Decreto attuativo arrivato poco, tardi e male. Solo 172 borse l’anno per i veterinari”

Specializzandi non medici. Sivemp: “Decreto attuativo arrivato poco, tardi e male. Solo 172 borse l’anno per i veterinari”

Il sindacato critica i tempi e le risorse destinate alla formazione post laurea di veterinari, farmacisti, biologi, psicologi, odontoiatri, fisici e chimici. Il contributo è di circa 4mila euro lordi l’anno e riservato a chi non supera i 7.750 euro di reddito. “Serve un trattamento economico paragonabile ai contratti di formazione-lavoro”.

“Poco, tardi e male”. È netto il giudizio del Sivemp sul decreto attuativo con il quale il Governo conclude il lungo iter, avviato nel gennaio 2025, per la ripartizione delle borse di studio destinate agli specializzandi sanitari non medici: veterinari, farmacisti, biologi, psicologi, odontoiatri, fisici e chimici.

Il provvedimento, sottolinea il sindacato, arriva al termine di un percorso particolarmente laborioso. Un risultato raggiunto anche grazie alla costante mobilitazione degli specializzandi, sostenuti dallo stesso Sivemp e dalla Fnovi.

Il decreto, ricorda una nota, consente agli Atenei di immatricolare anche i candidati idonei che non beneficiano della borsa, permettendo così alle università di svolgere regolarmente i programmi annuali delle scuole di specializzazione senza limitare gli accessi ai soli assegnatari del contributo.

Lo stanziamento previsto dalla legge di Bilancio per la formazione post laurea dei sanitari non medici era stato accolto inizialmente con favore dagli aspiranti specialisti. Le aspettative, tuttavia, hanno presto lasciato spazio alla delusione per il ritardo nella definizione del riparto e per l’esiguità del sostegno economico. Per accedere alla borsa, pari a circa 4mila euro lordi l’anno, prosegue il sindacato, è infatti necessario non superare un reddito annuo di 7.750 euro. Una soglia che il Sivemp definisce “da indigenti” e oltre la quale gli specializzandi restano esclusi dal contributo.

Il ritardo nell’assegnazione delle risorse ha inoltre bloccato in quasi tutti gli Atenei l’avvio di uno o due anni accademici delle scuole di specializzazione, con pesanti conseguenze sul diritto allo studio e sull’ingresso nel mondo del lavoro di migliaia di giovani laureati. Molti di loro, pur di non perdere altro tempo, avevano chiesto di rinunciare alla borsa per poter comunque essere immatricolati.

Concluso l’iter del decreto, si apre adesso la fase della ripartizione e dell’assegnazione delle borse. Per il Sivemp, trattandosi di risorse pubbliche, queste dovrebbero essere concentrate sulle scuole e sulle discipline di maggiore utilità per il Servizio sanitario nazionale.

“Siamo curiosi di sapere quali criteri saranno adottati da Accademia, Regioni, Asl e Izs per dare effettività all’integrazione dei saperi e del saper fare in campo – aggiunge il sindacato – se il governo vuole realmente reclutare nuovi professionisti motivati, competenti e immediatamente abili ai ruoli del Ssn questo passaggio sarà decisivo e ancora più importante sarà l’incremento delle borse che da “argent de poche” devono essere trasformate in un trattamento economico molto maggiore, secondo le regole e l’entità dei contratti di formazione lavoro”.

Quella che doveva essere una svolta, per Sivemp, è un modesto e zoppicante avvio di un processo di cui il Governo certo non potrà fare vanto visto che alla medicina veterinaria sono riservate solo 172 borse di studio/anno come se fossero sufficienti al ben più intenso turn over del SSN che perderà 2000 veterinari nei prossimi 5 anni.

“È ancora urgente – conclude la nota –  il confronto tra le componenti della nostra professione per coordinare le posizioni prima di un confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, le Regioni, per superare le complicazioni e gli errori di impostazione e per definire un modello rispondente ai fabbisogni più adeguato economicamente.

03 Agosto 2026

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