Spending review. La proposta di Federfarma: “Affidare i farmaci innovativi alla farmacia”

Spending review. La proposta di Federfarma: “Affidare i farmaci innovativi alla farmacia”

Spending review. La proposta di Federfarma: “Affidare i farmaci innovativi alla farmacia”
Per i titolari di farmacia in questo modo sarebbe possibile contenere la spesa farmaceutica ospedaliera. Chiesta l’apertura del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie, “previsto dalla legge n. 122/2010, ma mai convocato”.

Federfarma lancia un allarme: la spesa farmaceutica convenzionata nell’ultimo quinquennio è in costante calo, è diminuita dell’8,6% nel solo 2011 e continua a decrescere in misura ancora più sensibile nel 2012. La spesa farmaceutica pro-capite pesata per età in Italia, come risulta dal Rapporto Ceis presentato recentemente a Roma, è tra le più basse in Europa e lo stesso vale per i prezzi dei medicinali.
La stessa Corte dei Conti, nel suo recente rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, evidenzia il costante calo della spesa farmaceutica territoriale che rispetta il tetto previsto e ha contribuito in misura rilevante alla flessione della spesa sanitaria nel 2011.

“Le farmacie – afferma Federfarma – hanno dato un rilevante contributo al contenimento della spesa – oltre che con la fornitura gratuita dei dati su ciascuna confezione di medicinale erogato in regime di Ssn – con l’impegno professionale alla diffusione dei generici, che fanno risparmiare Stato e cittadini. Ma soprattutto le farmacie hanno subito negli anni il pesante impatto delle ripetute trattenute a favore del Ssn, che hanno comportato per le farmacie oneri quantificabili in circa 7 miliardi negli ultimi 10 anni (di cui 4 negli ultimi 5 anni)”.
 
Dunque, secondo Federfarma, “in farmacia non ci sono sprechi” e “gli sprechi vanno semmai cercati in altri settori. A titolo di esempio, segnaliamo il caso recente di una farmacia di Udine, nella quale si è presentata una signora che, dopo la morte del marito, avrebbe voluto restituire – cosa ovviamente impossibile – un grande quantitativo di farmaci inutilizzati, che erano stati consegnati dall’ospedale. Se tali farmaci, tra l’altro molto costosi, fossero stati consegnati di volta in volta dalla farmacia, anziché in un’unica soluzione dall’ospedale, questo spreco non ci sarebbe stato. Lo stesso discorso vale tutte le volte che un malato deve cambiare la terapia”.

E ricordando come la Corte dei Conti evidenzi che la spesa farmaceutica ospedaliera presenti “andamenti che continuano a travalicare in tutte le regioni gli obiettivi attribuiti. Rispetto al valore obiettivo di 2,5 miliardi (corrispondente al 2,4 per cento del finanziamento del 2011) la spesa ha raggiunto i 4,9 miliardi, pari al 4,6 per cento del Fondo sanitario nazionale”, Federfarma lancia la sua proposta per contenere questa spesa.

La proposta è questa: “affidare alle farmacie la distribuzione dei medicinali innovativi ad alto costo, oggi acquistati e distribuiti direttamente da ospedali e Asl”. E in questo contesto, “con l’obiettivo di rendere conveniente per la parte pubblica la distribuzione in farmacia di questi medicinali, sottoponendoli a un attento monitoraggio”, Federfarma ha inviato al Presidente del Consiglio Mario Monti, in qualità di ministro dell’Economia, al ministro della Salute Renato Balduzzi, al direttore generale dell’Aifa Luca Pani e al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, una richiesta formale di apertura del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie, “previsto dalla legge n. 122/2010, ma mai convocato”.

“Il nuovo modello di remunerazione delle farmacie – conclude Federfarma – adeguerebbe il sistema italiano a quello esistente in altri Paesi europei, come Germania e Belgio, e in via di applicazione in Francia”.
 

20 Giugno 2012

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