Spending review. Per i medici ferie obbligatorie e mai più monetizzabili 

Spending review. Per i medici ferie obbligatorie e mai più monetizzabili 

Spending review. Per i medici ferie obbligatorie e mai più monetizzabili 
Le ferie spettanti non godute non potranno più essere liquidate. Lo rileva in una nota la Fp Cgil Medici. La norma "rappresenta una ragione in più per superare il blocco del turn over consentendo a tutti i medici i dovuti riposi, troppo spesso negati per mancanza di personale". 

Le ferie spettanti non danno luogo in nessun caso, anche per i dirigenti medici come per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi, neanche alla cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di età. Ma sono obbligatoriamente fruite secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti.

Lo rileva Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici in una nota, su quanto prevede il comma 8 dell’articolo 5 della legge sulla spending review approvato definitivamente ieri dalla Camera, per il quale – spiega Cozza – non si potrà più applicare il comma 13 dell’articolo 21 del contratto nazionale del 5 dicembre 1996 che, alla cessazione del rapporto di lavoro, consentiva ai dirigenti medici il pagamento delle ferie non fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dirigente.

”Poichè la norma prevede anche la responsabilità disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile che viola la disposizione sottolinea Cozza – questa dovrebbe valere anche per chi nega le ferie dovute non rispettando l’obbligo della loro fruizione.”

“Le ferie sono un diritto irrinunciabile – ha continuato Cozza – e questa norma rappresenta una ragione in più per superare il blocco del turn over consentendo a tutti i medici i dovuti riposi, troppo spesso negati per mancanza di personale. Ma la spending review taglia di ulteriori 6,8 miliardi i fondi alla sanità riducendo anche le risorse per il personale e le prestazioni per i cittadini”.

“Per cambiare questa spending review e per il diritto alla salute – ha concluso l'esponente della Cgil Medici – parteciperemo il 28 settembre allo sciopero generale dei servizi pubblici con la Fp Cgil, la Uil Fpl e la Uil Pa e sabato 27 ottobre saremo in piazza a Roma insieme a tutte le organizzazioni sindacali dei medici e dei dirigenti del Ssn.”
 

08 Agosto 2012

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