Ssn. Snami: “Servono medici, non sacrifici. È ora di cambiare rotta” 

Ssn. Snami: “Servono medici, non sacrifici. È ora di cambiare rotta” 

Ssn. Snami: “Servono medici, non sacrifici. È ora di cambiare rotta” 
“Di fronte a una carenza sempre più grave di medici, la risposta dello Stato sembra essere: farli lavorare di più, pagarli di meno e peggiorare ulteriormente le loro condizioni. Un approccio miope, inaccettabile e offensivo” denuncia il sindacato che chiede interventi strutturali su condizioni di lavoro, qualità dell’ambiente lavorativo, certezza dei tempi, sul diritto al riposo e sicurezza

“Nel mondo del lavoro esiste una regola semplice e incontestabile: quella della domanda e dell’offerta. È per questo che giudichiamo profondamente sbagliato, se non addirittura surreale, ciò che sta accadendo oggi nel nostro sistema sanitario. Di fronte a una carenza sempre più grave di medici, la risposta dello Stato sembra essere: farli lavorare di più, pagarli di meno e peggiorare ulteriormente le loro condizioni. Questo approccio è miope, inaccettabile e offensivo per una categoria che ogni giorno garantisce il funzionamento di un servizio essenziale per il Paese. Il nostro sindacato non starà a guardare mentre si consuma l’ennesimo scempio ai danni dei professionisti della salute. Diciamo con forza che è ora di cambiare rotta: lo Stato deve avere il coraggio di definire chiaramente qual è il fabbisogno minimo di personale e partire da lì per aprire un confronto serio con le rappresentanze sindacali”.

È quanto sottolinea in una nota lo Snami, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani

“Servono risorse, sì, ma non solo economiche – aggiunge lo Snami – servono interventi strutturali sulle condizioni di lavoro, sulla qualità dell’ambiente lavorativo, sulla certezza dei tempi, sul diritto al riposo e sulla sicurezza. Servono scelte politiche che riconoscano il valore, la fatica e la responsabilità che ogni medico porta sulle spalle. Senza queste premesse non ci sarà alcuna riforma degna di questo nome. E noi, come sempre, saremo in prima linea per difendere la dignità e i diritti di chi lavora nella sanità pubblica”.

09 Maggio 2025

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