Sunshine Act. Anelli (Fnomceo): “Nel testo siano inseriti richiami al Codice di Deontologia Medica”

Sunshine Act. Anelli (Fnomceo): “Nel testo siano inseriti richiami al Codice di Deontologia Medica”

Sunshine Act. Anelli (Fnomceo): “Nel testo siano inseriti richiami al Codice di Deontologia Medica”
I medici italiani lanciano un appello alla commissione Igiene e Sanità dov’è in discussione il ddl che è stato già approvato alla Camera. “L’inserimento nel testo normativo dei riferimenti al Codice di Deontologia Medica sarebbe per noi riconoscimento dell’importante ruolo di garanzia, di solidarietà e di rispetto dei valori umani che sono chiamati a svolgere, a tutela del paziente e del nostro imprescindibile dovere di svolgerlo secondo scienza e coscienza”.

Un appello perché la Commissione Igiene e Sanità del Senato impegnata nell’esame del DDL 1201, “Trasparenza settore salute”, approvi gli emendamenti che riprendono i precetti del Codice di Deontologia medica.  A lanciarlo, il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli.
 
Già ascoltata lo scorso ottobre in audizione alla Camera, la Fnomceo aveva segnalato come il Codice di Deontologia medica già contemplasse apposite disposizioni in materia di conflitto di interessi.
 
L’art. 30 (conflitto di interessi) prevede infatti che il medico eviti “qualsiasi condizione di conflitto di interessi nella quale il comportamento professionale risulti subordinato a indebiti vantaggi economici o di altra natura. Il medico dichiara le condizioni di conflitto di interessi riguardanti aspetti economici e di altra natura che possono manifestarsi nella ricerca scientifica, nella formazione e nell’aggiornamento professionale, nella prescrizione diagnostico-terapeutica, nella divulgazione scientifica, nei rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, o con la Pubblica Amministrazione, attenendosi agli indirizzi applicativi allegati”. L’art. 31 (Accordi illeciti nella prescrizione) dispone poi che al medico sia vietata ogni forma di prescrizione concordata che possa procurare o procuri a sé stesso o a terzi un illecito vantaggio economico o altre utilità.
 
“Siamo certamente favorevoli alla massima trasparenza e a eliminare ogni dubbio su interessi meno che leciti nel rapporto tra medici e aziende farmaceutiche, trasparenza che il nostro stesso Codice già impone – spiega Anelli -. Al tempo stesso non possiamo accettare che passi una cultura di criminalizzazione e di pregiudizio nei confronti della intera categoria professionale medica, che rischia di incrinare il rapporto di fiducia che esiste tra medico e paziente e non è certamente funzionale al sistema salute. L’inserimento nel testo normativo dei riferimenti al Codice di Deontologia Medica sarebbe per noi riconoscimento dell’importante ruolo di garanzia, di solidarietà e di rispetto dei valori umani che sono chiamati a svolgere, a tutela del paziente e del nostro imprescindibile dovere di svolgerlo secondo scienza e coscienza”.
 
Due gli emendamenti che richiamano il Codice di deontologia Medica: l’emendamento 1.2, a firma Errani, De Petris, Grasso, Laforgia e Defalco e l’1.3, presentato da Rizzotti, Stabile, Binetti e Siclari.

11 Luglio 2019

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