Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”

Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”

Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”

Preoccupazione sulle delibere Ats che aprono all’assegnazione di funzioni di vigilanza e controllo a personale in somministrazione: “Si svaluta la professionalità e si riduce una funzione pubblica esclusiva e ad alta responsabilità a una prestazione temporanea, priva di prospettiva strutturale”.

“Come rappresentante della Professione di TdP per diverse province della Lombardia, non posso che manifestare la mia perplessità riguardo alla decisione, da parte di alcune ATS territoriali, di relegare competenze cruciali e delicate, come quelle relative alla vigilanza e all’accreditamento delle strutture sanitarie convenzionate, a formule contrattuali precarie e a termine”. Lo dichiara, in una nota, il presidente della Commissione d’Albo dei Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (TdP) di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, Davide De Scalzi, a seguito, spiega, dell’approvazione, da parte di alcune ATS sul territorio lombardo, di una serie di delibere che aprono il via all’assegnazione di funzioni di vigilanza e controllo a personale in somministrazione.

Per Scalzi “il ricorso alla somministrazione di lavoro per lo svolgimento di attività ispettive determina, di fatto, una svalutazione della professionalità del Tecnico della Prevenzione, riducendo una funzione pubblica esclusiva e ad alta responsabilità a una prestazione temporanea, priva di prospettiva strutturale”.

“Il ruolo dell’Istituzione che rappresento, come definito dalla Legge n. 3/2018, è quello di tutelare la dignità, il decoro e l’autonomia delle professioni sanitarie” aggiunge il presidente dell’Ordine, Diego Catania. “Nel caso di specie, tali principi appaiono indivisibili da un rapporto lavorativo stabile, tutelato e duraturo. L’assunzione diretta e continuativa, oltre a rappresentare un doveroso riconoscimento dei professionisti che si assumono responsabilità tanto cruciali, è garanzia del mantenimento degli standard di imparzialità e di professionalità della funzione di pubblica vigilanza, a beneficio della sicurezza di tutti”.

Anche De Scalzi sottolinea la possibile ambiguità derivante da un inquadramento precario dei Tecnici della Prevenzione: “In assenza delle opportune tutele contrattuali, si delineano potenziali falle nell’autonomia tecnica del professionista e nel libero esercizio delle responsabilità amministrative, civili e penali, elementi che risultano imprescindibili per la legittimità e la credibilità dell’azione di controllo”. Rimarca, inoltre, come i fondi stanziati per le assunzioni in somministrazione costituiscano un investimento ‘a perdere’, a discapito di una visione a lungo termine volta al rafforzamento strutturale dei servizi: “Tale scelta appare poco coerente con un uso strategico delle risorse pubbliche. Il ricorso alla somministrazione di lavoro comporta costi aggiuntivi legati ai margini di agenzia, senza generare alcun consolidamento organizzativo né valorizzazione duratura delle professionalità”.

Il cambiamento da promuovere, conclude il Presidente Catania, è innanzitutto culturale: “La precarizzazione di funzioni pubbliche autoritative indebolisce il ruolo della prevenzione all’interno del sistema sociosanitario, aprendo un vulnus importante nella cultura della sicurezza e della prevenzione. Ricordiamo, pertanto, che la tutela della salute collettiva non può essere affidata a soluzioni temporanee e contingenti, ma richiede un’azione autorevole, strutturata e continuativa, nel pieno rispetto delle competenze specialistiche e della dignità dei professionisti”.

04 Febbraio 2026

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