Tempari/2. Iandolo (Cao): “In Odontoiatria non ha senso, il nomenclatore è necessario”

Tempari/2. Iandolo (Cao): “In Odontoiatria non ha senso, il nomenclatore è necessario”

Tempari/2. Iandolo (Cao): “In Odontoiatria non ha senso, il nomenclatore è necessario”
Così il presidente della Cao nazionale ha commentato la sentenza del Tar del Lazio, che ha detto un secco ‘no’ a visite ed esami ‘a cronometro’, per eseguire i quali il medico aveva cioè un tempo massimo. "Per l’Odontoiatria non solo non ha senso fissare un tempo massimo per visite o prestazioni. Cosa diversa, invece, è assicurare livelli essenziali di qualità tramite l’impiego di materiali e strumentazioni adeguate".

“Anche la Commissione Albo Odontoiatri della Fnomceo si unisce all’apprezzamento, espresso ieri dalla Federazione, per la sentenza del Tar Lazio che ha dichiarato illegittimi i ‘tempari’ introdotti lo scorso anno dalla Regione. In particolare, sottolineiamo con soddisfazione il fatto che il Tar abbia ribadito a chiare lettere il principio dell’autonomia di giudizio, in capo al singolo professionista, circa la congruità del tempo da riservare alle singole visite".
 
Così il presidente della Cao nazionale, Raffaele Iandolo, si unisce alle dichiarazioni di ieri di Fnomceo, Sumai, Cittadinanzattiva, che hanno accolto con favore la Sentenza n° 06013/2018 del Registro dei provvedimenti collegiali del Tar del Lazio, che ha detto un secco ‘no’ a visite ed esami ‘a cronometro’, per eseguire i quali il medico aveva cioè un tempo massimo.
 
“Ma c’è di più – continua Iandolo -. Per l’Odontoiatria non solo non ha senso fissare un tempo massimo per visite o prestazioni: anche i tentativi di fissare tempi minimi, per garantire la qualità della cura, già avviati in passato, si sono dimostrati, nei fatti, inefficaci”.
 
“Se porre un limite massimo, infatti, non lascia spazio al tempo di comunicazione, alla medicina narrativa, il tempo minimo di esecuzione non è di per sé garanzia di qualità della prestazione che è un parametro spesso operatore-dipendente” spiega Iandolo .
 
“Cosa diversa, invece, è assicurare livelli essenziali di qualità tramite l’impiego di materiali e strumentazioni adeguate – afferma ancora il presidente Cao -. Con questo intento, la Cao nazionale è al lavoro per redigere, sotto l’egida del Ministero della Salute, un nomenclatore delle prestazioni professionali in Odontoiatria, che farà riferimento all’aggiornamento delle Raccomandazioni cliniche”.
 
Al gruppo di lavoro, convocato dalla Cao, partecipa in primo luogo il Cic, il comitato italiano di coordinamento delle società scientifiche in Odontostomatologia che materialmente sosterrà la stesura del nomenclatore, affiancato dal Ministero della salute, dall’Accademia, dal Cenacolo Odontostomatologico Italiano e dai Sindacati Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), Aio (Associazione italiana odontoiatri), Sumai (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana) e Suso (Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia).
 
 “Il Cic ha già avviato la procedura per la prima bozza – conclude Iandolo – che sarà poi sottoposta al Ministero della Salute, nell’ottica di un possibile recepimento e adozione anche a livello ministeriale”.

31 Maggio 2018

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