“Un piccolo gesto d’amore” è il titolo del docufilm ideato da Anmdo (Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere) e prodotto dal gruppo “L’Ospedale che Vaccina” per lanciare la campagna antinfluenzale 2026-2027. Il cortometraggio è stato presentato al 51esimo Congresso Nazionale Anmdo ad Ancona, nel corso del quale è stato riconfermato alla guida dell’Associazione per il prossimo quadriennio il dottor Gianfranco Finzi.
“È un gesto semplice ma ricco di significato – spiega Finzi – la vaccinazione è un gesto d’amore che protegge sé stessi ma anche le persone fragili che ci circondano e quindi è un grande gesto di civiltà”.
Le testimonianze
All’interno della pellicola sono raccolte le testimonianze, tra gli altri, di Gabriele Pelissero (Presidente Aiop Nazionale e Professore Emerito di Igiene all’Università di Pavia), Silvio Brusaferro (Professore di Igiene all’Università di Udine e già Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e Nicola Petrosillo (Professore presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma).
“Fare chiarezza, sfatare i falsi miti”
“Il Covid ha cambiato paradossalmente la percezione delle vaccinazioni in senso negativo. Questo docufilm – spiega Finzi – è stato pensato per fare chiarezza, sfatare i falsi miti e dare un segnale forte rispetto alla necessità di vaccinare sempre più persone per evitare ricoveri e problemi ben più gravi”.
“Abbiamo fatto parlare i dati e la scienza, raccontando che la vaccinazione è la strada principale per garantire una vita più lunga e in salute. Vaccinare significa sicuramente prevenire le malattie e salvare delle vite umane ma anche indirizzare il Servizio sanitario verso altri obiettivi ed emergenze”.
I vaccini autorizzati e le raccomandazioni
L’Aifa e l’Ema hanno autorizzato 9 vaccini per la campagna antinfluenzale 2026-2027, aggiornati in base ai ceppi virali indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Il Servizio sanitario nazionale raccomanda e offre attivamente e gratuitamente la vaccinazione agli over 60, alle donne in gravidanza e nel periodo post-partum, ai bambini di età compresa tra sei mesi e sei anni e alle persone con patologie che aumentano il rischio di complicanze influenzali. L’offerta comprende anche gli ospiti delle strutture di lungodegenza, come ospedali e Rsa, i familiari delle persone ad alto rischio, gli addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo, tra cui il personale sanitario e socio-assistenziale, le forze di polizia e i vigili del fuoco.
“Dare l’esempio”
Il potenziamento della vaccinazione nelle strutture ospedaliere è uno dei temi raccontati dal docufilm. “Dobbiamo innanzitutto dare l’esempio – conclude Finzi – e dunque per i medici e il personale sanitario la vaccinazione dovrebbe essere un obbligo deontologico. Con il gruppo ‘L’Ospedale che Vaccina’ promuoviamo una maggiore adesione ai percorsi vaccinali nel momento di massima fragilità che è il ricovero in ospedale di fasce di popolazione che non percepiscono come utile per la propria salute questa pratica”.
“Dobbiamo promuovere la cultura della vaccinazione in ospedale. Molti medici specialisti hanno già nel loro contesto culturale l’idea che la vaccinazione debba essere fatta in ospedale perché evita al paziente procedure complesse sul territorio. Alle direzioni sanitarie è demandato il compito di organizzarla”.