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Ospedale di Tivoli. Rocca: “Difficilmente si potrà riaprire prima di 90 giorni. Istituita una commissione di inchiesta”

Sui tempi di piena ripresa delle attività, dopo l’incendio che è costato la vita a tre pazienti e ha comportato l'evacuazione di altri 100, il presidente ricorda che sarà necessario aspettare il via libera della Procura, che ha sequestrato la struttura per le indagini. Intanto anche la Regione dà vita a una propria Commissione d'inchiesta, formata da 5 membri “particolarmente qualificati interni ed esterni all’amministrazione regionale”.  Entro fine dicembre prove antincendio e di evacuazione in ogni Azienda.

11 DIC - “Non ci sono parole per descrivere questa tragedia. La mia vicinanza ai parenti delle vittime è totale, se lo vorranno io sono pronto a incontrarli. Come presidente della Regione Lazio ho il dovere di assumermi la responsabilità che non accada mai più”. Lo dichiara il presidente Francesco Rocca tornando a intervenire, in un’intervista al quotidiano Il Messaggero, sul rogo all’ospedale di Tivoli che è costato la vita a tre persone, ha comportato l’evacuazione di altri cento.

“Non faccio ipotesi sulle cause dell’incendio. Aspetto la relazione dei vigili del fuoco e le conclusioni della magistratura”, ha aggiunto il presidente, spiegando che “verrà istituita una commissione d’inchiesta regionale che non si sovrapporrà al lavoro degli inquirenti”.

Per la riapertura dell’ospedale, spiega invece Rocca, “ci vorranno settimane. La struttura deve essere dissequestrata appena terminate le indagini della Procura. Stimo una riapertura, e non solo del pronto soccorso, non prima di 90 giorni”.

Nel pomeriggio la nota della Regione che annuncia la costituzione della Commissione regionale pre-annunciata da Rocca.

La Commissione è formata da cinque componenti “particolarmente qualificati interni e esterni all’amministrazione regionale”, si legge nella nota. Si tratta di:
- ingegnere Lucrezia Le Rose, dirigente dell’Area Patrimonio e Tecnologie della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria;
- dottor Domenico Antonio Ientile, direttore sanitario dell’Ares 118;
- dottor Giovanni Palombi, direttore Uoc Sicurezza e Prevenzione dell’Asl Rm2;
- ingegnere Virginia Caracciolo, direttore Uoc Gestione e Sviluppo delle Tecnologie, Uso razionale dell’energia, Manutenzione edile e Impiantistica dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata;
- architetto Valentino Costantini, dirigente tecnico Uoc Patrimonio e Impianti fissi dell’azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea.

L’indagine conoscitiva, spiega la Regione, “avrà il compito di ricostruire la dinamica dell’incendio e di fornire eventuali ulteriori elementi di valutazione alla Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria, necessaria ad elaborare eventuali soluzioni idonee a garantire la sicurezza delle cure e a prevenire il verificarsi in futuro di eventi simili”.

La Commissione, si riferisce ancora, “potrà essere integrata da ulteriori professionalità che si ritenessero necessarie. A tale organismo, i cui lavori saranno coperti da segretezza come previsto dall’articolo 455 del Regolamento regionale numero 1 del 2002 e successive modifiche, sono conferiti i più ampi poteri di accesso: di ispezione, verifica documentale, nonché di audizione di dirigenti, anche di livello apicale, di funzionari e di dipendenti dell’Asl Rm5”.

All’esito dell’indagine conoscitiva, la Commissione dovrà relazionare direttamente alla Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria. Per l’attività di indagine non è previsto alcun compenso, salvo il rimborso delle sole spese vive effettivamente sostenute per l’espletamento dell’incarico e documentate dalle modalità stabilite dalla legge.

La Regione fa poi sapere che è stato richiesto alle Aziende sanitarie locali, alle Aziende ospedaliere, all’Ares 118, ai Policlinici e agli Istituti di “attivare immediatamente ogni necessaria procedura per la verifica straordinaria degli impianti e delle procedure antincendio e di fare le simulazioni di un’emergenza incendio al fine di effettuare la prova di evacuazione. Il tutto dovrà avvenire entro il 31 dicembre prossimo”.

In relazione alle condizioni di emergenza, infine, sono state fornite alle Aziende le seguenti indicazioni operative in considerazione della chiusura dell’ospedale San Giovanni Evangelista, per la gestione del sovraffollamento ospedaliero:
- agevolare la dismissione ospedaliera attraverso percorsi di continuità assistenziale;
- garantire la degenza nei tempi previsti e le dimissioni nei giorni prefestivi e festivi;
- attuare le azioni organizzative al fine di ridurre la permanenza in pronto soccorso dei pazienti in attesa di ricovero, ricorrendo anche alla rimodulazione temporanea delle aree disciplinari e al blocco dei ricoveri in elezione per le classi C e D per i prossimi 7 giorni;
- mantenere la piena disponibilità dei posti letto “organizzativamente disponibili” nei reparti per acuti, riabilitazione e lungodegenza;
- assicurare la pronta disponibilità delle ambulanze 118 in considerazione dell’attuale prolungamento dei tempi di percorrenza.


11 dicembre 2023
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